UN FIORE PERENNE, CONFRONTO TRA SOGNO E REALTA’

È stato presentato questa mattina alla Casa Del Cinema di Roma, il lavoro diretto a quattro mani dai registi Tonino Abballe ed Erika Marconi, Un fiore perenne. Lago del Turano, un paese imprecisato circondato dalla natura, le montagne e gente semplice. In una piccola casa vivono Luca e Nicole, una coppia unita dall’amore, ma divisa da un diverso modo di interpretare la vita. Lui, proprietario di un piccolo negozio di alimentari, si accontenta di vivere quotidianamente nella semplicità, magari monotona, ma pur sempre dignitosa. Lei, al momento disoccupata, sogna di evadere in una grande città, per realizzare un sogno nel cassetto: diventare una diva del cinema. Un film che punta a focalizzare due figure tanto diverse con l’obiettivo, purtroppo non pienamente riuscito, di renderle universali. Luca e Nicole sono una finta coppia. Salvo per un paio di scene, la macchina da presa non ce li mostra mai insieme, ma soltanto l’uno lontano dall’altra, nel loro modo di vivere la giornata che non ha nulla in comune. Da una parte il lavoro e l’incontro con gli stessi clienti che comprano verdure, frutta o affettati. Dall’altra, speranzose telefonate con segretari; lunghe ore trascorse negli istituti di estetica e continue incitazioni di una madre inconsapevole. Sullo sfondo di uno scenario modesto e campagnolo, la storia, riporta la mente al film di Leonardo Pieraccioni Il ciclone. Lo spettatore potrebbe aspettarsi da un momento all’altro, quell’evento che possa rimettere in discussione il destino dei protagonisti, come l’arrivo delle ballerine spagnole in casa Quarini. Ma Un fiore perenne, seppur commedia, non smette di mostrare in ogni momento i suoi retrogusti un po’ amari. La novità non arriva mai. L’unica realtà da tenere in considerazione è la fatica, che contribuisce a costruire l’avvenire, in una grande città, come in una piccola località dispersa nel verde dove tutto è in declino. A questo proposito, tornano in mente le parole che Pino Daniele scrisse per Saglie saglie, un brano tra i meno conosciuti.

Saglie saglie
Cu’ sta sporta chiena d’aglie
Si nun saglie e scinne
Tutta sta rrobba nunn’a vinne

“È lecito continuare a sognare o guardare in faccia la realtà ed accettarla?” Questo, il quesito principale che il racconto lascia allo spettatore. “Non c’è una risposta precisa”, ha sottolineato Erika Marconi, in conferenza stampa. Tuttavia, il susseguirsi dei fatti sullo schermo, in questo caso lascia presupporre il contrario. Poco chiaro il significato delle rose, che Luca regala puntualmente a Nicole per dimostrare l’amore per lei. Ci può stare che la ragazza preferisca qualcosa di più prezioso e “sinceramente” più utile. Ma anche questo gesto resta enigmatico: non si capisce bene se l’intento degli autori sia focalizzare l’ingenuità di Luca, o richiamare l’attenzione sull’importanza delle piccole cose. Qualunque sia la risposta, il fiore è solo un simbolo, oggi forse, ritenuto banale. Tenere in piedi una relazione significa di più.

Eugenio Bonardi

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