AREA SANREMO TIM: LA GIURIA

AREA SANREMO TIM: LA CARICA DEGLI 800! UN ESERCITO DI TALENTI INVADE LA CITTA’ DI SANREMO.

Il volto dei giovani italiani ha gli occhi dei ragazzi di Area Sanremo Tim. Tantissimi gli artisti che in questi giorni hanno affollato le strade della città di Sanremo e riempito di musica le sale del Palafiori.  Una settimana intensa, cominciata il 22 Ottobre con la prima tranche di circa 400 concorrenti, che terminerà il 28 Ottobre con la seconda sessione di altri 440 artisti in gara. In questi giorni, i sogni e le speranze di tanti ragazzi sono palpabili, l’atmosfera è intensa e piena di emozioni, gli occhi pieni di lacrime e gioia, momenti di sconforto e di attesa interminabili che confluiranno in una performance dinanzi ad una giuria professionale e instancabile, una giuria che lavora senza sosta per ascoltare tutti gli inediti in gara.

La giuria è cosi composta: Antonio Vandoni, Direttore Artistico musicale di Radio Italia, Enzo

Area Sanremo Tim: Gianni Testa e Maurizio Caridi

Campagnoli, Direttore d’orchestra, Gianni Testa, vocal coach e producer, Monia Russo, cantante. Alla direzione artistica di questa edizione troviamo invece Massimo Cotto, celebre conduttore radiofonico della Virgin Radio, Rai Radio 1, Radio Capital e tante altre.

Un plauso va ai giurati della commissione che avranno il delicato compito di scegliere i finalisti che si esibiranno dall’8 al 10 novembre nella magica cornice del Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo. I 24 ragazzi selezionati da questa finale saranno poi sottoposti all’insindacabile giudizio della Commissione Rai e di Claudio Baglioni.

Il noto direttore artistico di Sanremo infatti porterà sul palco dell’Ariston, dai sei agli otto cantanti scelti tra le proposte di Area Sanremo. Sono previste per quest’anno tre trasmissioni di “Introduzione” al Festival Sanremo Giovani e due serate in prime-time a Dicembre su Rai Uno. La kermesse di Sanremo Giovani sarà condotta da Pippo Baudo e Rovazzi

Una edizione speciale quella di quest’anno che darà più spazio alle voci emergenti provenienti da ogni parte d’Italia. Le selezioni di Area Sanremo Tour, infatti, sono state capillari, per dare la possibilità ai ragazzi di ogni regione, di partecipare al sogno di cantare sul paco del Teatro Ariston di Sanremo 2018.  Il loro percorso per arrivare sino a questa semifinale è stato lungo ma ne è valsa la pena perché Area Sanremo non è solo una gara o un semplice concorso, è anche un percorso di Formazione, un’occasione per imparare, per confrontarsi con altri artisti, per assistere a interessanti corsi tenuti da importanti professionisti del settore.

Promossa dal Comune di Sanremo e dalla Orchestra Sinfonica di Sanremo, ed organizzata da Anteros Produzioni, la manifestazione anche quest’anno ha come media partner Radio Italia che con collegamenti in diretta e differita, durante lo svolgimento dei corsi e interviste ai protagonisti, è la radio ufficiale di Area Sanremo.

Nazzareno Nazziconi

Abbiamo rivolto qualche domanda a Nazzareno Nazziconi, presidente di Anteros produzioni e al Presidente dell’orchestra Sinfonica Maurizio Caridi.

Presidente Nazziconi, abbiamo visto che Area Sanremo è un concorso in continua crescita ed evoluzione grazie soprattutto a delle modifiche che sono state apportate. Quali sono state le novità di quest’anno?

Nazziconi: Le novità sono molte, ma soprattutto quella che ritengo più rilevante è stata l’abolizione della seconda  quota di iscrizione che sarebbe stata a carico dei ragazzi e che invece siamo riusciti a coprire grazie ad una sponsorizzazione offerta dalla Tim e grazie all’appoggio del sindaco di Sanremo  e di tutta l’amministrazione Comunale

Altra novità è stata l’inserimento dei corsi di formazione anche all’interno delle fasi regionali.  Tutto il percorso dei ragazzi è stato accompagnato da un’attenta organizzazione molto capillare, grazie a referenti regionali molto validi che hanno permesso ai ragazzi di essere agevolati su tutto ad iniziare dagli spostamenti!

Sappiamo che lei ha alle spalle una carriera trentennale da impresario dello spettacolo. Quando e perché ha deciso di intraprendere l’avventura di Area Sanremo?

Nazziconi:Le mie decisioni spesso vengono dettate dal cuore, come in questo caso, Dopo tanti anni di carriera, mi sono accorto che l’ambiente lavorativo in cui vivevo, si stava lentamente trasformando in qualcosa che puntava solo al business. Non si cercava più di cogliere le novità e l’originaltà nel panorama musicale, ma si dava spesso più importanza a ciò che poteva essere spendibile sul mercato discografico. A tale scopo, i discografici non valorizzavano più un artista per il suo talento, ma solo se poteva essere utilizzato per fini commerciali. Ho pensato che bisognava cominciare a cambiare qualcosa all’interno di questo sistema sbagliato e cosi ho coltivato l’idea di creare uno spazio che mettesse in luce i talenti di migliaia di ragazzi attraverso Area Sanremo Ciò è stato possibile grazie a professionisti che mi hanno dato fiducia e grazie alla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo che ha accettato di costruire un percorso davvero nuovo e diverso.

 

All’interno dell’organizzazione di questa edizione, ha rivestito un ruolo importante la figura di Maurizio Caridi, presidente della fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo. Come è nato questo sodalizio?

Nazziconi:- La presenza della fondazione e’ stata indispensabile.. e quella del suo presidente fondamentale, perché anche se faccio questo lavoro da oltre trent’anni non è facile per nessuno poter avere delle garanzie di qualità e di serieta’, doti per un concorso come questo indispensabili. Quindi le mie proposte avvallate dal presidente Maurizio Caridi, sono state per me motivo di orgoglio e di soddisfazione sia a livello personale che professionale, e così siamo diventati una grande squadra che lavora solo ed esclusivamente per l’interesse dei ragazzi.

Maurizio Caridi

Maurizio Caridi stare a contatto con i giovani sarà stata sicuramente una esperienza positiva. In cosa si sente arricchito e cosa le hanno insegnato o trasmesso gli artisti di questa nuova generazione?

Caridi:-  mi ritengo un privilegiato, potermi nutrire delle loro idee innovative e stare a contatto con loro è sicuramente un momento di scambio. I giovani sanno trasmettere le proprie emozioni con una tale energia ed entusiasmo, che ciò che ci arriva è estremamente forte ed amplificato. Trovo che i ragazzi di oggi siano molto motivati in quello che fanno e hanno voglia di emergere e farsi ascoltare.  

 

Lei che ha fatto parte della commissione esaminatrice durante le selezioni regionali, ha avuto modo di poter ascoltare gli inediti di tanti emergenti, secondo lei qual è il tema che viene trattato più spesso nei loro testi?

Caridi:- Il tema ricorrente è sicuramente l’amore anche se spesso si parla di un amore ferito piuttosto che di un amore corrisposto. Una delle cose che ho notato rispetto alle vecchie generazioni, come poteva essere ad esempio quella degli anni ‘60 o ‘70, è che i giovani di oggi compresi i rapper, parlano poco di tematiche sociali, fatta eccezione per il tema contro la violenza sulle donne. Un tema come quello dell’immigrazione ad esempio non suscita il loro interesse. In questo senso, i rapper italiani si differenziano dai rapper americani che invece sentono molto di più le tematiche sulle discriminazioni di classe ad esempio, o sull’emarginazione sociale o sui diritti. L’aspetto che ho notato nei testi di questi ragazzi di nuova generazione, è un aspetto intimistico, c’è una esigenza di esprimere sè stessi, di mostrare una dimensione interiore e profonda della propria persona.

Che sentimenti prevalgono nei testi di questi giovani artisti? Rabbia, amore, speranza, gioia, quale di questi stati dell’animo umano hanno più urgenza di comunicare al pubblico?

Caridi:Il sentimento prevalente nei loro testi è sempre l’amore, un amore però a 360 gradi non solo quello nell’ambito di coppia, ma anche un amore verso i propri genitori. Accanto però a questo sentimento si colloca il sentimento della rabbia e della delusione verso figure genitoriali poco presenti. La rabbia per essere stati abbandonati e la speranza di poter ritrovare quell’amore, sono sentimenti che spesso ricorrono nelle loro canzoni. I testi, sono un grido di protesta verso chi aveva il dovere di prendersi cura di loro e che invece non è stato in grado di farlo. I ragazzi di oggi hanno bisogno di parlare, di rompere quel muro di solitudine che la società di oggi gli ha creato.

Restiamo in trepidante attesa, dunque, dei 24 finalisti che andranno a concorrere per occupare i tanto agognati 8 posti che li porteranno sul paco dell’Ariston.

 

Maddalena Maglione

 

 

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