Ve li ricordate? Belle, Il cane femmina di patou e Sebastien, il bambino dal carattere solitario e dallo spirito avventuroso, torneranno ancora una volta sul grande schermo per raccontare un’altra fantastica storia. Il capitolo inaugurale è stato diretto da Nicolas Vanier, il secondo da Christian Duguay. Ora, per il terzo, il produttore Clèment Miserez, che ha avuto la brillante idea di scrivere un nuovo soggetto, ha chiesto aiuto a Clovis Cornillac. L’attore che il cinema conosce bene per le interpretazioni comiche in film come Asterix alle olimpiadi, veste ora i panni di regista e, alla sua seconda prova dopo Un po’ tanto ciecamente (2015), riscuote apprezzamenti di pubblico e critica. Non essendo l’avventura un genere da lui particolarmente amato, l’impresa si preannunciava difficile e la tentazione di rifiutare si è fatta sentire spesso. Dopo tante insistenze, finalmente il fatidico sì. Il duro lavoro di questi mesi ha dato vita a un prodotto che Gaumont, la casa cinematografica più vecchia nella storia, approva in pieno.
Nei primi due capitoli della fortunata saga francese, Sebastien era un bambino molto piccolo. Ora è cresciuto, ha 12 anni, frequenta regolarmente la scuola e vuole ancora molto bene al suo cane, che nel frattempo ha avuto tre cuccioli. Suo padre si è risposato ed ha in programma di trasferirsi con suo figlio in Canada allo scopo di dargli un futuro migliore. Ma partire significherebbe non rivedere più Belle. Sebastien allora rivela il suo progetto alternativo al nonno che non lo abbandona mai: rimanere in quel piccolo paese sperduto sulle Alpi per ereditare il gregge e fare il pastore come lui. La sua frustrazione aumenta quando un giorno Joseph, un tipo burbero e di poche parole, si presenta nella loro casa dichiarando di essere il legittimo proprietario di Belle ed avere quindi tutto il diritto a riportarsela via.
Una storia interessante e avventurosa, ambientata nel bellissimo paesaggio delle Alpi francesi nelle vicinanze del Monte Bianco, capace di accendere l’entusiasmo dei bambini, come degli adulti. La grande intelligenza degli animali, il carattere testardo di un bambino che non si ferma davanti a nulla e il personaggio cattivo, ricordano i temi affrontati dalla Walt Disney in La carica dei 101 – questa volta la magia è vera. Clovis Cornillac nei panni di Joseph, rappresenta una vera Crudelia De Mon al maschile; i cani, ricordano i cuccioli rapiti da Gaspare e Orazio, che grazie alla loro intelligenza riescono a scampare alla triste sorte che li attende; infine Sebastien e suo nonno che, come Pongo e Peggy, tentano di tutto pur di ritrovarli.
Qualche spettatore non ci farà molto caso, ma non bisogna dimenticare la musica, che nel film dà maggiore colore allo scorrere di alcune scene. Oltre agli standard jazz eseguiti da una band durante il ricevimento di nozze paterne, ci sono anche brani originali che Armand Amar ha scritto appositamente. E a sorpresa, il tema di Belle & Sebastien inizialmente escluso, riadattato in chiave ancora più moderna. La sigla della vecchia serie tv ha il ruolo di sottolineare la continuità con il telefilm da cui in seguito sono stati tratti i tre lungometraggi dell’entusiasmante saga cinematografica. Oggi la trilogia è forse completa grazie a questo ultimo capitolo presentato ieri alla sala dell’Anica, a Roma e potrete vederlo a partire dal 22 febbraio nei migliori cinema.

Eugenio Bonardi

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