La Tosca a Caracalla

La Tosca di Caracalla non delude le aspettative. Cornice di pubblico degna dei grandi eventi: appassionato e competente. L’idea di collocare la storia nel ventennio fascista appare interessante ma paga l’ineluttabilità del testo con i suoi richiami a Napoleone.
A parte ciò gli interpreti appaiono tutti a proprio agio nei ruoli affidati a partire da Scarpia un gerarca che incarna alla perfezione L’idea del male assoluto…asciutto e subdolo nel suo desiderio di possedere Tosca, passando per un Cavaradossi perfetto e di grande impatto emozionale sino a finire alla stessa Tosca che inizialmente paga un lieve difetto di pronunzia facendolo però poi diventare un vezzo del personaggio.
Questa Tosca esprime in pieno le alte cifre di un amore tragico ed eterno disposta com’ è a macchiarsi del crimine più efferato, l’uccisione di Scarpia, fino a privarsi della sua stessa vita pur di raggiungere l’amato Cavaradossi in un crescendo musicale denso di vibrante emozione.
Di grande impatto le uscite e le entrate in scena attraverso la creazione di un sottopalco…efficace nel dare l’idea delle segrete di Castel Sant’Angelo nella essenzialità di una scenografia, quasi minimalista ma perfettamente integrata nel luogo, Caracalla, a suo tempo voluto da Mussolini come teatro stabile.
In definitiva uno spettacolo ben curato ed accolto con toni trionfalistici nei calorosi applausi finali.
La bellezza dell’ opera rappresenta pur sempre un’esperienza da vivere per chi ha la fortuna di assistervi.
A dare vita alla musica della Tosca è l’Orchestra della Fondazione, diretta dal Maestro Carlo Donadio che ha accompagnato cantanti lirici e cast d’eccezione: Tatiana Serjan , nel ruolo di Tosca e Giorgio Berrugi nel ruolo di Mario Cavaradossi, l’uomo amato da Tosca. Con loro Roberto Frontali nel ruolo del Barone Scarpia, Domenico Colaianni in quello del sagrestano, Francesco Milanese che interpreta Angelotti e Saverio Fiore che interpreta Spoletta.

Maurizio Sparano

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