20160409_132019di Andrea Giostra

“Il Profumo della Dolce Vita” ha incontrato Mery Rubes, fotomodella, attrice, donna bellissima che del suo corpo scultoreo ne ha fatto un’Opera d’Arte. Moltissimi fotografi ed artisti di Visual Art fanno a gara per immortalarlo in pose artistiche uniche e straordinariamente interessanti. Mery ha “prestato” il suo corpo a Grandissimi Fotografi e ad Artisti di Visual Art di grande talento che lo hanno “utilizzato” per rappresentare le loro Opere, pittorica o grafica, con risultati sorprendenti e geniali. Mery si definisce una fotomodella specializzata in nudo artistico ed intimo. I risultati sono oggettivamente affascinanti essendo Mery una donna sensuale e di una bellezza fotogenica innata. Lo slide-show photos, che i lettori del Magazine potranno godersi alla fine dell’intervista, ci fa rendere conto di questa prospettiva artistica che alcuni moralisti degli anni ’80 hanno definito censurabile e scandalosa. Oggi, invece, è un genere d’Arte molto in voga da quando Helmut Newton (1920-2004), grandissimo fotografo tedesco naturalizzato australiano, maestro e genio indiscusso dell’arte fotografica, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo avendo lavorato per i brand d’alta moda più importanti al mondo, ha creato il genere fotografico del nudo artistico femminile facendone la sua massima espressione artistica, malgrado le feroci critiche del tempo. Newton ha saputo dare una svolta straordinariamente geniale all’Arte della Fotografia di genere, ed oggi in Italia, una delle più interessanti espressioni di fotomodelle è proprio Mery Rubes che abbiamo incontrato e che ci parlerà di Arte, di Visual Art, di nudo artistico femminile, prospettive artistiche viste dal suo personale punto di osservazione culturale occidentale del XXI secolo.

 Ciao Mery, benvenuta presso la nostra redazione e Ti ringraziamo per essere qui con noi. Tu sei innanzitutto una fotomodella di indiscutibile fascino e classe, apprezzata e conosciuta nel mondo del body-art e delle foto di nudo artistico. Oggi iniziamo questa chiacchierata, ed io Ti chiedo di presentarti ai nostri lettori, come Donna prima che come Grande Artista immortalata da grandissimi fotografi e pittori contemporanei.

Buongiorno Andrea, premetto che è un enorme piacere essere oggi presso la vostra redazione (sorride). Mi chiamo Mery Rubes, sono nata a Milano, il mio cognome è chiaramente fiammingo e mi riporta alle origini della mia famiglia. I tratti, i lineamenti, le mie espressioni, richiamano chiaramente la fisiognomica fiamminga che ha lasciato un’impronta nel mondo delle arti visive, soprattutto della pittura, diventata proprio un genere, quello fiammingo appunto, straordinariamente interessante ed ancora oggi molto apprezzata.

Io sono una ragazza molto solare, determinata sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni.

Mi ritengo una perfetta donna di casa, amo cucinare e fare sport estremi nel mio tempo libero, adoro la natura e gli animali ma, al contempo ho una forte personalità: sono ribelle, testarda e difficile da “tenere a bada”! Stavo per laurearmi in Scienze Naturali ma, ahimè!, non ho concluso gli studi. Non sto mai ferma, sono un piccolo vulcano sempre in eruzione (sorride con naturalezza e gioia).

Sin da piccola, i miei genitori, che stanno insieme da ben 50 anni, mi hanno trasmesso valori etici e morali molto importanti e molto profondi, che sono quelli che fanno parte della mia natura e che conserverò per tutta la mia vita: “Il lato umano”, quello che si distacca dal mondo professionale, ma che non tutti custodiscono come dovrebbero.

 Ti ricordi, Mery, che età avevi quando hai scoperto la tua passione per la moda, per la fotografia e per l’arte che dell’eleganza e della classe ne hanno fatto un “must”?

 Certamente, Andrea! Ho sempre amato recitare tant’è che ripetevo incessantemente le pubblicità più assurde per gioco. Ho iniziato a posare per puro divertimento, quando avevo cinque anni. Mi arrampicavo sul marmo del bagno per farmi “bella”! (Mery sorride arrossendo!). Il mio amore per qualsiasi forma artistica è innata. Poi è successo che all’inizio del 2014 sono “scivolata” in questo mondo così affascinante, in questo ambiente artistico così controverso e coinvolgente che mi ha letteralmente catturata e fatta “prigioniera” dell’Arte Vera, ed al contempo più vicina a Madre Natura.

 Le grandi passioni sono quelle che già dalla nascita fanno parte della nostra anima Mery, li scopriamo sempre da bambini, qualcuno li vede al nostro posto e ci accompagna per poterli esprimere, oppure sono così forti che si manifestano dirompenti da sole. È qualcosa che accomuna tutti gli artisti veri.

Gli artisti costruiti solo per fare soldi, non hanno questi ricordi e sostengono di avere avuto un’illuminazione folgorante che li ha resi artisti straordinari: ma spesso sono solo degli “artigiani” che imparano le tecniche ma che non sanno esprimere alcun pathos con le loro “opere”!

Chi sono stati i tuoi “Maestri d’Arte”? Quali percorsi formativi hai frequentato per diventare una professionista di altissimo livello? Quali scuole di posa fotografica hai frequentato che ti hanno lasciato gli strumenti per essere quella che oggi apprezziamo tutti come la Regina del body-art italiano, di indiscusso talento, valore artistico e professionale?

received_218200611885621Ho lavorato senza pausa, con costanza ed impegno, per migliorare di giorno in giorno, prima fotograficamente poi cinematograficamente.

Ho fatto parecchi sacrifici, basandomi sulle mie forze, in fondo sono come un “pesce che si lancia in mare per vedere se sa nuotare”. Non ho mai frequentato corsi settoriali, sono molto spontanea, e questa scelta è anche dovuta al fatto che godo di un’ottima memoria e odio essere ingessata in un particolare stile di lavoro e nel mio naturale modo di essere. Sui set fotografici spazio molto di fantasia!

Certamente ho avuto parecchi Maestri d’Arte, citarli tutti sarebbe un tema!

Da Bruno Oliviero di Roma, Sandro Colli Vignarelli di Milano, Dusit Dughera, Marco Redaelli, e tanti altri.

Tanto supporto mi è stato dato da Attori ed Artisti di fama mondiale, da grandi Registi, in particolare Roger Fratter di Bergamo, Regista Cult con grande esperienza, dal cinema di genere a quello d’autore, che predilige nei suoi lungometraggi protagoniste femminili in quanto per lui rappresentano il motore della “storia”, rappresentando la donna nei suoi vari aspetti, sia positivi che negativi, e proprio da lui sto imparando moltissimo.

Ho “indossato l’Arte” grazie al grandissimo artista di fama internazionale Celio Bordin, in un progetto intitolato “Sublimazione del corpo ad Opera”.

Da tutti gli Artisti con cui ho avuto modo di collaborare, ho imparato qualcosa, e questo patrimonio esperienziale e professionale lo custodisco gelosamente.

Mery, sai bene che il mondo della moda, della fotografia, dell’arte in generale, è molto ambito soprattutto da tutte le ragazze del pianeta. Cosa ti senti di consigliare loro? Cosa diresti di questo mondo se volessi metterle in guardia da qualcosa? E da cosa principalmente?

Beh, questa caro Andrea, è forse la domanda che mi aspettavo. Francamente e fermamente direi loro queste parole: «Testa sulle spalle. Tanto lavoro e tanti sacrifici. State lontano da tutte le proposte e da tutte le situazioni “macabre” che vi verranno proposte lungo il percorso della vostra carriera. Le scorciatoie e le false promesse fatte da millantatori dello spettacolo e dell’arte, non portano a nulla di buono, non portano a nulla di costruttivo, sia a livello personale che a livello professionale.» Ecco cosa direi ad una ragazza che volesse entrare in questo mondo!

 Tu quando hai iniziato, quali difficoltà hai trovato che hai dovuto affrontare e superare con tutte le tue forze? Cosa avresti evitato volentieri che ti è capitato? Cosa vuoi raccontare di questo ai nostri lettori?

 Potrei scrivere un libro, Andrea! (sorride, cercando di nascondere una sorta di malinconia e di delusione che avverto attraverso i suoi occhi). Ti dirò, ogni giorno ho un ostacolo da superare. Ma questo non fa altro che alimentare la mia grinta e la mia tenacia! La routine è letale, e le sfide con me stessa, mi piacciono.

Ovviamente, sto facendo i conti con un settore stimolate ma pericoloso, dove regnano gli “squali”. Io, oramai da tempo, non sono più il pesciolino smarrito che ero all’inizio della mia carriera. So bene come pesare le persone e da cosa stare in guardia: le riconosco subito! Nella vita reale, quella vera, quella quotidiana, rimango la ragazzina ingenua che sono sempre stata. L’esperienza è un bene prezioso che se ne sai fare tesoro ti insegna tante cose, soprattutto a stare sempre in guardia e a proteggerti. Sei lì da sola, sei donna. Situazioni spiacevoli ce ne sono state moltissime. Ai lettori, Andrea, posso raccontare un fatto che mi è accaduto, solo per capirci. Una volta ho superato ben cinque provini, ed i colloqui a seguire. Quando sembrava che dovessi finalmente firmare il contratto perché tutto era andato bene, un famoso e notissimo produttore, ha spudoratamente provato a sedurmi proprio davanti alla sottoscrizione del contratto! Ecco. Questo è stato un fatto che mi è accaduto, veramente disgustoso e amorale. Quello che ho fatto è stato di dargli un consiglio su come usare quel contratto, prima di andarmene lasciandolo solo nel suo ufficio con quel pezzo di carta in mano che lui riteneva avesse un potere infinito su qualsiasi donna! Su qualsiasi? Non su di me!!! (l’espressione di Mery cambia improvvisamente ed il suo lato deciso e determinato appare adesso fragile e deluso!)

Ma ho anche imparato che su queste cose è molto meglio che io non ne parli. Se dovessi farlo, certamente avrei grossi problemi e non mi farebbero più lavorare!

 Non so se “mal comune, mezzo gaudio”, come direbbe Cicerone, ma quella che hai raccontato è una storia ricorrente che moltissime artiste che ho intervistato, con mezze frasi, col lasciarti intendere, sottolineano sempre: le proposte-ricatti di scambio lavoro (parte artistica)-sesso! È qualcosa di veramente immorale, ma è anche qualcosa di così antico e consolidato che ai protagonisti, proporre in modo diretto e senza vergogna questo scambio, appare quasi giusto, quasi dovuto! Non è, purtroppo, visto come un atto di viltà, di pusillanimità, di squallore estremo, di abuso del ruolo e del potere che rivestono in quel frangente quali datori di lavoro, di produttori, di registi, di attori famosi: è come se fosse un atto dovuto alla loro fama e al loro potere all’interno del loro mondo artistico! Ma questa, cara Mery, è un’altra storia che difficilmente riusciremo a modificare con i nostri racconti e con le nostre parole!

E allora passiamo ad altro, Mery. Forse non sai che sin dalla mia adolescenza sono un appassionato di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Praticamente ho letto tutte le sue Opere più di una volta. In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, Memorie dal sottosuolo”, pubblicato nel 1864, Dostoevskij parla tra le righe della Teoria dell’Umiliazione. Negli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che sostanzialmente si può sintetizzare in queste parole: “sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi!” Tu, Mery, nella tua carriera artistica, nella tua professione, quali umiliazioni professionali hai subìto che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno dato la forza di andare avanti per la tua strada e diventare quella che sei oggi, un’artista affermata e di successo?

fb_img_1460810298708Adoro Dostoevskij Andrea, amo molto la lettura e mi becchi preparata.

Si, sono le esperienze e le umiliazioni a fortificarci.

Sui set capitano gaffe, ma reputo sia divertente. Con chiunque collaboro costituisco un team, ed è bellissimo. Sono molto autoironica, se cado sono la prima a ridere!

Le umiliazioni di chi tenta di comprarti perché sei carina, gentile, quelle sono toste, all’ordine del giorno. Ma a tutta questa gente posso solo dire che la MIA DIGNITÀ supera di gran lunga il loro conto in banca. Politici, Fotografi, Registi, Produttori… se ne salvano pochi, pochi sono i professionisti che si basano sul talento e non si soffermano al solo lato estetico. Per me è una grossa condanna, anche se mi reputo una ragazza semplice ed esteticamente normalissima.

 Hai ragione su quello che dici Mery. Un po’ meno sul fatto che esteticamente, fisicamente parlando, sei una ragazza normalissima come tante! Bè, qui non credo di essere molto d’accordo: non è certo un caso che i più importanti fotografi e pittori di body-art, sia italiani e che internazionali, facciano la fila per fotografarti o per fare un tuo ritratto in natura!

Sai benissimo Mery, perché tra le tantissime qualità che possiedi, sei anche una donna molto intelligente e molto perspicace, che il mondo della cinematografia e molto duro ed insidioso, e mai nessuno ti prenderebbe sul serio se non hai frequentato una scuola di recitazione di fama internazionale. Tu cosa hai fatto per formarti nella professione della recitazione e della cinematografia in generale, che stai intraprendendo come ci hai anticipato prima di iniziare l’intervista? Quali scuole hai frequento e perché proprio queste?

 Nessuna scuola, Andrea. Nessun corso. Solo tanto, tanto impegno. Il mio motto è “bloom, toil, tears and sweat” cioè, “sangue, fatica, lacrime e sudore”, le parole che resero famoso il primo discorso tenuto da Winston Churchill nel maggio del 1940.

 È vero quello che dici Mery, ma l’Arte va trasmessa, ovvero, bisogna rubarla, come mi diceva sempre mio nonno! Avrai avuto certamente dei modelli con i quali ti sei confrontata e dai quali hai rubato gli strumenti recitativi facendoli tuoi. Certo poi l’esperienza e l’essere seguiti da importanti registi ti avranno fatto crescere artisticamente e fatto diventare quella che sei oggi. La cosiddetta “scuola della strada”, dell’imparare dall’esperienza, del rubare il mestiere ai propri Maestri d’Arte! Forse è questo che hai fatto davvero.

Qual è stata l’esperienza più dura che come artista hai fatto nella tua carriera? La cosa più brutta che ti è accaduta e che non vorresti fosse mai accaduta?

 Tutte. (sorride!). Come dicevamo prima, ogni esperienza che ho fatto nella mia vita e nella mia carriera, mi hanno forgiata e hanno creato una corazza e un carattere molto più forte e molto determinato: è questo il patrimonio artistico e professionale che oggi posso vantare.

Ed oggi, sono molto “tosta” in ciò che faccio, ma come donna posso rompermi in un nanosecondo come fossi di cristallo. Per il resto, mettiamo tutto nel bagaglio delle esperienze.

 Parole sagge Mery!

Alla luce delle tante difficoltà affrontate, Mery, ha mai avuto la tentazione durante la tua carriera di mollare tutto e dedicarti ad un’altra attività?

 Ogni singolo giorno.

Non c’è stato un momento della mia vita nel qual non ho desiderato mollare il settore dello spettacolo. Succede però che dentro di me qualcosa mi spinge ad andare avanti malgrado tutto, mi incita a proseguire con più forza e più volontà, con più carismatica e passione di prima. E’ quello che mi accade! Io la chiamo Arte nel DNA. (sorride!)

 Se non dovessi fare più questo lavoro, cosa faresti nella tua vita professionale? Cosa ti piacerebbe fare?

 Sicuramente lavorare con i cavalli, mettere su famiglia, sposarmi, avere figli, vivere di piccole gioie.

Esternare tutto l’amore che ho dentro, un amore devastante che non ha misure, ed avere una vita semplice, con un uomo da amare. Da proteggere, da coccolare e viziare (arrossisce)… Tutto ciò che dalla vita si possa desiderare.

 È una prospettiva molto lontana dallo stile di vita della professione che fai adesso Mery. Ma questo ti fa onore, e mi auguro per te che un giorno questo tuo bellissimo desiderio si possa realizzare.

Mery, sappiamo tutti che vivere nel mondo della moda, delle fotomodelle, della recitazione, soprattutto all’inizio della carriera, non è facile per nessuno e spesso bisogna fare altri lavori per mantenersi e per guadagnare qualche soldo. Tu, Mery, hai fatto altre esperienze lavorative prima di dedicarti a tempo pieno alla professione che fai adesso?

 Beh, certo Andrea! Ho sempre lavorato e fatto tutti i tipi di lavori, dalla cameriera, in ditta, alla commessa, all’assistente di produzione in Sinthesys Film a Milano.

Attualmente, e fortunatamente, il lavoro c’è e lo svolgo a tempo pieno.

Anche se, onestamente, sono di famiglia benestante e, come ben sai, nulla è certo nell’ambito artistico e, purtroppo, più che gli uomini che offrono, sono le donne che mi sento di riprendere, quelle che si danno per avere il NULLA!

Ecco, queste donne, se possiamo chiamarle così, sono la rovina della professione che faccio. Ma non giudico e non condanno, non sta a me farlo.

 fb_img_1460810152500Mery, quando hai deciso di dedicarti a questa professione e ne hai parlato ai tuoi genitori cosa ti hanno detto? Sono stati tuoi alleati oppure, come spesso è capitato a tantissime altre artiste, hanno cercato di ostacolarti?

 Confesso che all’inizio mio padre, essendo io l’unica donna della famiglia, ho infatti tre fratelli, era preoccupato ed avrebbe voluto che io mi laureassi. Sarei stata un ottima documentarista sul campo…

Poi però, nudeart, glam, fashion, cinematografia, non sono stati, e, non sono neanche attualmente, un problema per mio papà. Lui ha semplicemente visto la professionalità ed il talento di sua figlia. Obiettivamente, e spesso, mi ha seguito ed è tutt’ora il mio primo fan. I miei genitori sono molto orgogliosi di me e di quello che faccio, e sono anche degli ottimi alleati. Li sento accanto a me nella mia carriera di artista, e questo, ti confesso, mi dà una forza che altrimenti non avrei. Rendere felice loro e le persone con le quali ho lavorato, credimi, è una grandissima soddisfazione personale.

 È una grande fortuna quella che ti ritrovi, Mery, “avere alleata la tua famiglia”. Non sempre è così per molti artisti. E forse uno dei motivi per i quali qualche volta si perdono nel loro percorso artistico è proprio questo!

Mery, raccontaci una cosa buffa o che ti ha messo in imbarazzo durante uno dei tuoi lavori e che oggi ricordi con il sorriso sulle labbra. Cosa ti è capitato e che vuoi raccontare ai nostri lettori tanto da farli sorridere?

 Beh, specializzandomi in nudeart ed intimo, il primo servizio è stato imbarazzante! Poi, devo ammettere che non sono una ragazza timida, ho un buon rapporto con il mio corpo e tutto è così naturale per me. Ho perfettamente chiaro che è un lavoro e, che io sono una professionista. Non ho alcun problema quando mi tolgo gli abiti che ho addosso per fare un lavoro (sorride divertita e orgogliosa!).

Chi sono oggi i tuoi esempi, i tuoi modelli da imitare? Quali sono le artiste in generale del mondo dell’arte, della moda, della cinematografia che ti piacciono e che ammiri? Hai qualche artista che ti ispira e alla quale ti piacerebbe “rubare” qualche qualità artistica che possiede?

 “Rubare” qualità’ artistiche no! Ognuno è speciale a modo suo.

Nella moda adoro le belle e dannate quali Kate Moss, Cindy Crawford, Megan Fox.

Nel cinema, un capitolo intero, dalla bellissima Edwige Fenech che in Italia ha lanciato l’erotismo nella commedia all’italiana. Poi adoro Sofia Loren, Angelina Jolie, Brad Pitt, Antony Hopkins, Al Pacino, ed altri ancora, ma sarebbe un elenco troppo lungo! (sorride!).

 La nostra, Mery, come ben sai, è una rivista italiana letta principalmente da persone del mondo dello spettacolo e del cinema. Cosa pensi del mondo della moda italiano degli ultimi cinque anni che ha un po’ sofferto il confronto commerciale e imprenditoriale con quello internazionale?

 Penso che l’Italia stia attraversando una fortissima crisi in tutti i settori ed ovviamente anche quello dello spettacolo e della moda ne risentono fortemente.

Il problema è, dal mio personale punto di vista, che il nostro Paese, se lo confrontiamo con altri Paesi di successo a livello internazionale, è governato e gestito molto male, e solo dentro i nostri confini italici, la gente che ha una chiusura mentale pazzesca. Non mi appartiene.

 A cosa stai lavorando adesso? Vuoi dirci qualcosa in anteprima per i nostri lettori?

 Non amo parlare di progetti in fase di realizzazione.

Dopo la realizzazione di “Sex Appeal”, libro fotografico del Maestro Bruno Oliviero, Sky Arte con il Regista Thierry Bertini, tre partecipazioni a lungometraggi: “La promessa del sicario”, diretto da Max Ferro;I due killer” e “Donne di marmo” diretti da Roger Fratter, una raccolta di videoclip dal titolo “Mery Rubes – the movie”, sto concludendo il mio primo lungometraggio come protagonista, un film che riporta alle prime atmosfere del Regista Roger Fratter, come il celebre “Sete da vampira”.

Nel contempo proseguo con il mio lavoro di fotomodella con sessioni private, workshop e stimolanti progetti artistici. Sarò anche testimonial di noti brand di alta moda.

A breve ci saranno più spot sociali, contenenti temi attuali e di estrema importanza in collaborazione con il grande editore italiano Gianfranco Marrocchi, ed un prossimo lungometraggio in stile Horror.

Voglio soffermarmi su due progetti realizzati recentemente che mi hanno entusiasmato particolarmente.

Bellezza ed Arte oltre i limiti”, un progetto fotografico “Modella normodotata e ragazzo diversamente abile”, proprio per urlare al mondo che la diversità NON esiste, e, a mio modesto parere, una persona con disabilità è speciale, può insegnare la bellezza della vita. Il progetto è stato fondato da una ONLUS fondata da Fabrizio Calza in collaborazione con il Fotografo Raffaele Sordillo di Torino, per una raccolta fondi sulla ricerca della cura della SPINA BIFIDA. Fabrizio è un ragazzo che ha da sempre combattuto contro questa malattia, un ragazzo senza limiti. Riporto una delle sue frasi più sentite: «l’espressione “diversamente abile” pone l’enfasi sulla differenza qualitativa nell’uso delle abilità” e sottolineo che, attraverso modalità diverse si raggiungono gli stessi obiettivi». Per Fabrizio NON esiste la parola disabile, ed è vero secondo me. Fabrizio è un ragazzo solare, sportivo, simpatico, con una grande carriera ed una grande dote: Fabrizio è un giocatore di serie A2 di basket su sedia a rotelle.

03764_22092016In contemporanea sto collaborando con un Giornalista professionista, grande Pittore ed Illustratore lodigiano, Antonio Molino, del quale da qualche mese, con mio estremo piacere ed orgoglio, sono la Musa. Antonio è un grande professionista che il 22 settembre 2016 ha omaggiato Sua Santità, Papa Francesco, di un dipinto olio su tela, presso la Sala Clementina in Vaticano, durante l’udienza dedicata all’Ordine dei Giornalisti, in presenza di Enzo Iacopino, che ha illustrato i contenuti del dipinto di Antonio Molino dal titolo “Papa Francesco e la semplicità imminente dei miracoli”.

Antonio Molino adesso sta realizzando, con il mio umile contributo, l’inizio di una “trama dipinta”. Riporto di seguito le sue parole, per trasmettere ai lettori il Suo pensiero: «Mi piace raccontare. Sono Giornalista ed illustratore da una vita, ed a Milano ho attraversato decine di redazioni. Lo faccio anche con colori ad olio e pennelli. Ho conosciuto Mery Rubes ed ho deciso di narrare di lei, dipingendo le suggestioni che evoca, le fantasie che suscita, i sogni che ti spinge a realizzare. Non saranno i soliti nudi accademici i miei prossimi dipinti ma, fotogrammi di una trama in evoluzione. Una storia da dipingere per trarne una mostra, un testo ed un libro.»

Una collaborazione altrettanto stimolante è quella col fotografo Marco Redaelli, un Professionista ed Artista con aspetti contrastanti tra loro. Non è semplice parlare della sua fotografia, scatti studiati al dettaglio, quel dark stile che crea incubi, atmosfere cupe dove le ombre generano e scolpiscono le figure. La Sua immaginazione lo porta a creare storie fotografiche ricche di contrasti, dove il bianco e nero la fa da padrone.

Marco Redaelli ed i, abbiamo una passione più ampia che ci accomuna: l’amore profondo per la natura! Marco Radaelli ama fotografare gli animali, ed immerso nel totale silenzio di un bosco, da buon etologo, studia i comportamenti, le varie specie e le loro abitudini, costruendosi capanni di spostamento per cogliere l’attimo del “click”, cosa che lo ha portato su diverse riviste scientifiche naturalistiche italiane ed internazionali. Non è un caso che sia riconosciuto dalla comunità scientifica come un fotografo-naturalista di altissimo livello internazionale.

Bene! Mery, in bocca al lupo per tutti questi interessantissimi progetti. Ti dico solo questo!

Adesso, Mery, per finire la nostra chiacchierata voglio farti una domanda che io amo molto: qual è il Tuo sogno nel cassetto che fin da bambina ti porti dentro e che oggi vorresti realizzare?

 Realizzarmi professionalmente, ma soprattutto trovare un compagno col quale costruire una vita solida e duratura, una spalla su cui piangere ma, soprattutto un alleato nella gioia.

Sono due progetti molto importanti. Quelli che tutti gli esseri umani vorrebbero che si realizzassero nella loro vita! Ed è molto bello che tu lo confessi ai nostri lettori, Mery!

Mery, dimmi qualcosa di te che ti caratterizza e che nessuno sa.

 Beh, le immagini che la gente vede sono forti, sono la prima a dirlo. I miei Portrait Professional rispecchiano il mio carattere deciso, sensuale, impulsivo, emblematico. In realtà sono una Donna tenerona, ingenua, amante della musica e costretta a tenere una corazza per nascondere tutta questa dolcezza infinita che nascondo dentro la mia anima! Aiuto! Ora l’armatura è caduta (sorride arrossendo!) Qui con te Andrea, per la prima volta mi sono messa a nudo!! (sorride ancora una volta!).

 Mi onori molto con queste parole finali Mery! (sorrido!)

fb_img_1460810130262Grazie Mery per aver dedicato il tuo tempo al nostro Magazine, e grazie per essere stata qui con noi. Io e tutta la redazione de “ilprofumodelladolcevita.com” ti facciamo il nostro più grande in bocca al lupo per la tua carriera e per il tuo futuro professionale, e speriamo di averti presto di nuovo con noi per raccontarci dei tuoi prossimi successi professionale.

 Grazie mille a tutta la Redazione del Magazine “ilprofumodelladolcevita.com”.

Un particolare ringraziamento a te, Andrea Giostra per questa chiacchierata educativa e ricca di scambi culturali.

Un ringraziamento ai preziosi consigli di Andrea Boncore Booking Agent e Marco Balestreri Management, al Regista Roger Fratter, a tutti coloro che hanno collaborato con me.

All’affetto dei miei fan.

E uno speciale ringraziamento ai lettori di questo bellissimo Magazine.

Per chi volesse conoscere più da vicino Mery Rubes, ecco alcuni bellissimi link da vedere della sua conturbante ed accattivante Arte:

slide-show photos 1 Mery Rubens by Andrea Giostra:

https://youtu.be/I1LN2JQSAFM ;

slide-show photos 2 Mery Rubens by Andrea Giostra:

https://youtu.be/dglnilktYic ;

Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/Mery-Rubes-1535994883314214/ ;

Personal Facebook Page 1:

https://www.facebook.com/mery.rubes.3 ;

Personal Facebook Page 2:

https://www.facebook.com/mery.rubes ;

Official Instagram Page:

https://www.instagram.com/mery_rubes/ ;

Per chi invece volesse conoscere la magnifica Arte fotografica del Fotografo Marco Redaelli, può visionare i seguenti link:

www.marcoredaellifoto.it ;

www.marcoredaelli.com .

Per chi invece volesse conoscere l’Arte pittorica di Antonio Molino, può visionare i seguenti link:

http://www.antoniomolino.com/ ;

https://www.facebook.com/Antonio-Molinos-world-395893840467043/ .

I lettori che volessero conoscere, Andrea Giostra, l’autore dell’intervista, potranno consultare le sue Pagine Facebook Ufficiali:

https://www.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ ;

https://www.facebook.com/andrea.giostra.31 .

00001

 

 

Commenti

commenti