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“ I Fisici “, commedia grottesca di Friederich Durematt che tratta di spionaggio e di follia, in scena all’Ambasciata Svizzera in Italia

“ I Fisici “, commedia grottesca di Friederich Durematt che tratta di spionaggio e di follia, in scena all’Ambasciata Svizzera in Italia

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L’Ambasciata della Confederazione Svizzera a Roma ha ospitato nel salone d’onore della prestigiosa rappresentanza di Via Barnaba Oriani, presente S.E. l’Ambasciatore Roberto Balzaretti, una rappresentazione della commedia grottesca “ I Fisici “ dell’autore, scrittore, drammaturgo e pittore svizzero, Friederich Durematt.

Si è trattato di una rappresentazione del tutto particolare messa in scena dalla compagnia teatrale lecchese “ La Lezione “ che, oltre ai suoi componenti  diretti dalla infaticabile Nicoletta Fiumara, attrice e appassionata insegnante di teatro, ha usufruito dalla egregia collaborazione di alcuni alunni della Scuola Svizzera di Roma.

La commedia portata in scena rientra nelle finalità che si prefigge la Compagnia la quale incentra le sue esibizioni in favore di opere di autori che rappresentano la cultura delle Alpi, in tal modo volendo evidenziare ancor più il forte legame esistente tra la nostra nazione e la Confederazione Elvetica, legame sempre fortemente evidenziato nei relativi rapporti diplomatici.

La commedia, sinteticamente rappresentata dato l’ambiente e lo spazio a disposizione, ambientata all’interno di una clinica psichiatrica, narra di un fisico nucleare, Möbius, che ritiene di aver scoperto la formula universale del sistema per tutte le scoperte e che, onde evitare che i suoi studi finiscano nelle mani sbagliate si fa internare nella casa di cura, Les Cerisièrs, fingendosi pazzo:

Lo seguono, facendosi ricoverare anch’essi inscenando la stessa malattia, un agente segreto americano che fa finta di credere di essere Newton, e una spia comunista, che dice di credersi Einstein i quali intendono impadronirsi della formula scoperta da Mobius: questi ultimi due e lo stesso Mobius, ricorreranno alla esecuzione di tre omicidi che provocheranno l’intervento della polizia; al termine della pièce la persona che riuscirà a ottenere le carte sarà la proprietaria della clinica, Mathilde von Zahnd, l’unica vera folle che vorrebbe utilizzare la scoperta di Mobius per assoggettare a se tutto il mondo.

Dramma della follia, quindi, simpaticamente infarcito di una sorta di nemmeno tanto latente comicità che ha interessato e divertito il folto pubblico in sala anche grazie alle intelligenti interpretazioni degli attori della compagnia, molto ben supportati dal gruppo di rappresentanti degli alunni della scuola svizzera di Roma che hanno dimostrato particolare interesse non soltanto per il soggetto del lavoro in scena ma anche e soprattutto per essere stati chiamati a supportare un lavoro che ha voluto rappresentare, ancora una volta, la collaborazione tra Svizzera ed Italia.

Complimenti  all’Ambasciatore Balzaretti  per  l’insolita  iniziativa, fortemente  recepita  ed apprezzata dai presenti, ed agli interpreti in “ palcoscenico “ per le loro interpretazioni semplici ma del tutto efficaci.