Brunello, il visionario garbato
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E’ il nuovo film documentario di Giuseppe Tornatore che racconta la vita dello stilista Brunello Cucinelli, uomo, ultimo di tre fratelli, proveniente da una famiglia di contadini a mezzadria che ha saputo unire lavoro e filosofia per diventare imprenditore umanista saldando tra loro lavoro, filosofia e passione per la matematica insieme.
Il film, che oltre alla regia di Giuseppe Tornatore gode della musica di Nicola Piovani – due premi Oscar – ripercorre i luoghi e i momenti chiave della parabola esistenziale di Cucinelli: dall’infanzia in campagna al borgo di Solomeo, trasformato nel simbolo di un capitalismo umanistico.
Condito da testimonianze, immagini d’archivio e ricordi personali pone in evidenza come un uomo di origini umili abbia saputo costruire un’azienda di fama mondiale mantenendo saldi i valori di dignità, bellezza e giustizia sociale.
Dice Giuseppe Tornatore, il regista: “ Non è un documentario, non è un film, non è uno spot pubblicitario: è tutti questi generi messi insieme “. In effetti il genere documentario si intreccia con la descrizione dei momenti più significativi della vita di Brunello Cucinelli, che da bambino esprimeva l’aspirazione di fare il Papa e che invece crescendo nel bar della sua città natale Castel Rigone ha appreso quei segreti della filosofia che lo hanno guidato nella sua vita imprenditoriale.
L’inizio del film è pateticamente accattivante: “…. da ragazzo vidi gli occhi lucidi di mio padre umiliato ed offeso sul lavoro; ancora oggi non riesco a comprendere perché si debba umiliare ed offendere il prossimo”.
Questa riflessione ha indotto Brunello ad attivarsi per rendere la vita sua e della sua famiglia più completa, più ricca tenendo però presenti i sani principi della dignità e della morale: si attiva lasciando il bar, gli amici, l’aspirazione del posto fisso e si dedica allo studio della filosofia fino a quando nasce l’idea: i maglioni di cachemire da donna colorati.
E’ il successo, personale e dell’azienda che riesce a creare, un’azienda che nella produzione di quei maglioni tiene presenti i principi di quel bambino cresciuto che oggi si ritiene “ custode e non proprietario “ degli immensi beni che accumula e che destina per almeno il venti per cento ad opere a scopo sociale, che riesce a comprare praticamente un intero borgo con il relativo castello trasformandolo in un’oasi di pace, di serenità, di bellezza al servizio della comunità e dei suoi dipendenti che fanno parte della famiglia Cucinelli ( bella la scena del pranzo sociale tra i cipressi in campagna di quasi mille dipendenti con lui a capotavola ).
E’chiaro il pensiero di Cucinelli: “ …sono consapevole che i sogni, coltivati con coraggio, rappresentano la vera forza che guida il destino “ ed è altrettanto vero quanto descritto nella scena finale del film che illustra con le immagini come il Brunello bambino ed il Brunello uomo di grande fama siano sostanzialmente la stessa persona, determinata, appassionata e di esempio per i giovani di oggi.


