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C’era una volta il crimine, di Massimiliano Bruno: ritorno al passato ma non troppo

Il terzo capitolo della saga ideata da Massimiliano Bruno ( ricordiamo “ Il Professore di Storia “ e Solstizio “ che l’hanno preceduto ) vede la “ banda “ di criminali impegnata, stavolta, nella non facile impresa di rubare il celebre quadro di Leonardo “ La Gioconda “ che i tedeschi, quale preda di guerra, tengono nascosto nel castello di Chambord prima ed in quello di Montal poi.

L’impresa è di per se improbabile ma, grazie ad un artifizio spazio – temporale la banda composta da due incredibili deficienti ( Moreno, un Marco Giallini straordinariamente bravo e di splendente simpatia, da Giuseppe, che Gian Marco Tognazzi interpreta magistralmente, e da un professore di storia appena licenziato, Claudio Ranieri ( Giampaolo Morelli, estremamente simpatico ed accorto nella sua interpretazione ) riesce nel colpo e trafuga il quadro cercando di portarlo in Italia allo scopo di venderlo e trascorrere così una vita agiata con il ricavato della vendita.

Nella fuga incontrano vari ostacoli ed imprevisti che con la verve che contraddistingue i tre interpreti riescono a superare, ingannando più volte le truppe tedesche che li inseguono; uno degli ostacoli, il più duro, è quello costituito dall’incontro con una donna di campagna ( Adele, Carolina Crescentini ) che Moreno riconosce essere sua nonna da piccola la quale, con la figlia Monica – cioè la mamma di Moreno – li ospitano e con loro dovranno intraprendere un lungo viaggio per recuperare la piccola Monica che i tedeschi hanno portato con loro verso Napoli.

Svariate vicissitudini, veramente divertenti e colme di ilarità, vengono superate con atteggiamenti tra l’intelligente ed il semplicistico imbroglio che contraddistingue particolarmente Moreno e Giuseppe e che l’intelligenza di fine esperto di storia di Claudio Ranieri aiuta a superare.

Tra gli incontri che ai fuggiaschi capita di affrontare, molto simpatico il riferimento a Sandro Pertini partigiano e futuro presidente della repubblica e Benito Mussolini prigioniero a Campo Imperatore in attesa di essere liberato dai soldati tedeschi e finanche con  Hitler i quali, insieme alla strampalata banda, sono i protagonisti di questa avventura che si conclude con un esplicito richiamo anche la banda della Magliana il cui capo Renatino è interpretato da Edoardo Leo ed alla squadra di calcio della Roma.

A latere dei personaggi principali della pellicola, da segnalarsi la partecipazione di Giulia Bevilacqua nei panni di Lorella, una intraprendente esperta di informatica e di Ilenia Pastorelli, accanita tifosa della Roma oltre  che dello stesso Massimiliano Bruno nei panni di Gianfranco anch’egli esperto di informatica che, insieme a Lorella gestiscono da remoto le avventure della banda.

La pellicola, che uscirà in sala da giovedì 10 marzo, per il divertissement che ispira e per l’originalità delle trovate in essa raccontate appare assolutamente da non perdere, anche per la precisa e puntuale descrizione di un’Italia per come devastata dopo la seconda guerra mondiale.

Certo, la pellicola esce in un momento che i fatti in essa narrati fanno pensare e speriamo vivamente che non dovrà esser nuovamente descritta tra chissà quanti anni, dopo una terza guerra mondiale…….