Driven

75 MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA- fuoriconcorso
“DRIVEN “-, di Nick Hamm.

Di Antonio Ippolito.

Film di chiusura della 75sima Mostra del Cinema di Venezia, Driven di Nick Hamm, arriva
in sala ad un pubblico di giornalisti accreditati e spettatori paganti in uno scenario quasi
devastante, mancano titoli significativi, scelte insufficienti, come se lo stesso uragano
Maria che nel settembre del 2017 ha provocato ingenti danni a Portorico durante la
lavorazione del film, abbia fatto un veloce passaggio al Lido portando via la
programmazione dell’ultimo giorno.
Ma andiamo al film di Hamm, regista oltre che cinematografico (The Hole, The Journey – Il
Viaggio) anche televisivo (Play on One, con Catherine Zeta-Jones e Colin Firth) che in
questa pellicola narra le vicende del ricco progettista di automobili John DeLorean alle
prese con il sogno di realizzare, a tutti i costi, l’automobile del futuro, la famosa DeLorean
che sarà protagonista nella fantastica Trilogia di Robert Zemeckis, “Ritorno al Futuro”.
Ambientato in California nella metà degli anni Settanta, Jim Hoffman (Jason Sudeikis) è un
pilota, padre di famiglia con 2 figli, innamorato di Ellen (Judy Greer), implicato in un
colossale traffico di droga che coinvolgerà anche la sua famiglia, mentre John DeLorean, suo vicino di casa, è un geniale progettista con un passato alla General Motors. Jim,
costretto a diventare un informatore della FBI per evitare la galera e guai alla propria
famiglia, deve a tutti i costi consegnare in mano ai federali il capo dei trafficanti di droga
dalla Bolivia. DeLorean invece è alla ricerca di capitali per finanziare il suo ambizioso
progetto che purtroppo ha dei lati oscuri. I primi prototipi della sua macchina dei sogni
hanno dei difetti di fabbricazione e non riesce a trovare altri finanziatori. Ed è cosi che
chiede aiuto a Jim, diventato suo amico stretto, che purtroppo lo aiuterà chiedendo favori
ai suoi conoscenti, narcotrafficanti, ormai intercettati dagli agenti federali. L’ironico Jim,
purtroppo, giocando con l’amicizia, i sentimenti e infrangendo le leggi americane, sarà
costretto a fare una scelta.
Il film ruota attorno a quell’automobile avveniristica dalle ali di gabbiano, ormai mito di
Zemeckis che ritroviamo nei parchi di divertimento americani che, in realtà si rivelerà un
fallimento, malfunzionante, pieno di problemi strutturali, senza nessuna garanzia di
riuscita. Ma oltre alla genialità di DeLorean che ha creduto in un sogno, quasi anticipando i
giorni nostri con l’evento dell’elettrico Tesla, nel film ci sono molti momenti ironici,
divertenti, che intrattengono lo spettatore fino alle ultime scene finali. Il film si lascia
mangiare pian piano, tra il racconto delle vicende e il processo in tribunale, rendendolo
godibile e interessante. Ma, nonostante il boccone appetitoso, la pellicola stenta a
coinvolgere anche i profani delle automobili da corsa, lasciando un amaro in bocca che
forse, solo nel finale, addolcirà il palato dello spettatore paziente. Alla fine della proiezione
è stato presentato anche il backstage, che racconta alcuni difficili momenti della realizzazione a causa dell’uragano che ha coinvolto le riprese a Portorico, lasciando l’isola senza elettricità, acqua, linee telefoniche, problemi che la produzione ha umanamente superato con sforzi, dando un segnale di aiuto significativo a tutta la popolazione. Da non perdere necessariamente.

Antonio Ippolito

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