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A Pierfrancesco Favino, la coppa Volpi per il film Padrenostro

A Pierfrancesco Favino, la coppa Volpi per il film Padrenostro

Nel ritirarla, l’illustre attore ormai noto per la sua mimica eccezionale come per le sue superbe interpretazioni (Basta ricordare Buscetta in Il traditore e Craxi in Hammamet) ringrazia la giuria veneziana con un certo stupore: “Mi avete fatto la sorpresa più bella della mia vita”. Un premio meritato e conquistato grazie a Padrenostro, l’ultimo film scritto e diretto da Claudio Noce in cui si rivivono alcuni tra i momenti più drammatici che hanno caratterizzato gli anni di piombo.

Valerio, interpretato dall’attore Mattia Garacci, ha 10 anni e la sua vita è sconvolta da un terribile attentato in cui è rimasto coinvolto suo padre, appunto Pierfrancesco Favino. Mentre la vita quotidiana della famiglia è ancora segnata dall’accaduto, il piccolo avrà l’occasione di conoscere Christian un ragazzo più grande di lui, dal carattere non facile e ancora alle prese con la crisi adolescenziale. È stato definito un racconto a due facce; una storia in cui prevalgono ingredienti diversi dal sapore dolce-amaro, ma in ogni caso molto convincente.

Pierfrancesco Favino, come ormai sappiamo tutti, è una vera garanzia del grande schermo. Tuffandosi nel ruolo, riesce a calzare perfettamente i panni dei personaggi che registi e sceneggiatori realizzano per lui. E a quanto pare, l’attore romano ha amato particolarmente la parte di Alfonso in Padrenostro. A dimostrarlo con chiarezza, il discorso da lui pronunciato mentre stringeva tra le mani il prestigioso riconoscimento.

“Come ha detto un regista, quando si gira un film è come se nascesse una stella e noi viviamo su quella stella per mesi e la sua luce si propaga nello spazio e sugli schermi. Dedico questo premio ai milioni di schermi che si accenderanno, alla luce che si propagherà al brillare degli occhi nel buio”.

Parole così belle e profonde, sottolineano palesemente, la passione e l’impegno di chi è capace di dare tanto per il cinema e lo spettacolo, aiutando anche registi, magari non molto noti, come Claudio Noce, ad avere una maggiore visibilità. Viene allora da chiedersi se Favino, possa essere considerato il nuovo Marcello Mastroianni; un altro grandissimo interprete dal carattere tenace e instancabile che pur di non stare fermo, non ha mai smesso di dare il suo contributo, anche per opere di registi esordienti.

Con le quasi 60 parti che hanno riempito il suo curriculum, Favino merita questo confronto. Ne ha già tutti i requisiti e poco importa se lo scorso anno la giuria degli Oscar non abbia voluto consegnargli una statuetta per Il traditore. L’opera diretta da Marco Bellocchio è risultata comunque vincitrice di tanti altri premi, capaci di guardare oltre l’orizzonte del cinema americano che premia spesso il colpo di scena, la tensione o gli effetti speciali. Il merito non può essere che attribuito alla magistrale interpretazione e ad una storia che oltre a mostrare un interessante quadro storico, non manca di offrire spunti di riflessione, come del resto accadrà per Padrenostro.

Eugenio Bonardi