A “Quarto Grado” il processo d’appello per l’omicidio di Marco Vannini, sentenze giuste?

Il 17 maggio 2015 Marco Vannini, 20 anni, è stato ucciso con un colpo di pistola mentre si trova a casa della fidanzata, Martina Ciontoli. Tutta la famiglia era presente e nessuno ha dichiarato del colpo d’arma da fuoco partito. Le versioni raccontate e le intercettazioni differiscono enormemente, infatti il padre di Martina è stato condannato per omicidio volontario.

“Quarto Grado”, il programma a cura di Siria Magri si occupa oggi, 11 gennaio, del caso di Marco Vannini, il bagnino rinvenuto senza vita il 17 maggio 2015 a casa della fidanzata, Martina Ciontoli, a Ladispoli (Roma). Nella prima udienza del processo d’appello, Antonio Ciontoli, padre di Martina, è stato condannato con l’accusa di omicidio volontario a 14 anni di carcere. Mentre gli altri componenti della famiglia, moglie e due figli, hanno ricevuto una pena di tre anni per omicidio colposo.

“Quarto Grado” segue anche gli sviluppi relativi alla morte di Daniele Belardinelli, il tifoso dell’Inter investito da un suv durante gli scontri tra ultras nerazzurri e napoletani lo scorso 26 dicembre, a Milano. Gli investigatori cercano di individuare altri supporter coinvolti. Intanto, Marco Piovella, uno dei capi della curva dell’Inter, in carcere dal 31 dicembre con l’accusa di aver organizzato l’agguato, ha chiesto la scarcerazione al Tribunale del Riesame.

Venerdì 11 gennaio – in prima serata, su Retequattro – torna l’appuntamento con “Quarto Grado”. In conduzione Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero.

Per le segnalazioni da parte dei telespettatori, sono sempre attivi il centralone e l’account di Facebook Messenger del programma.

Inoltre, prosegue la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, fil rouge di questa edizione: gli spettatori possono inviare un selfie con l’emblematica “scarpa rossa” sugli account social di “Quarto Grado”.

 

 

 

 

 

 

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