Addio a Pietro Coccia, il fotografo di tutti i nostri eventi


Lo vedevamo dappertutto, in ogni evento – piccolo o grande, a Roma o in giro per l’Italia, persino nei festival internazionali – lui c’era, aveva accesso e spesso l’esclusiva. Due, tre… più eventi al giorno, anche a pochi minuti e molti chilometri di distanza l’uno dall’altro. Tanto che con i colleghi ci scherzavo un po’ su, ipotizzando che fosse ubiquo…

Tu eri là magari un po’ prima dell’inizio, l’evento cominciava, tu ti giravi un secondo e… Pietro Coccia c’era, con il flash leggero e le pesanti macchine fotografiche puntate sui protagonisti e il pubblico. Foto precise, il numero giusto… Come giusto era il tempo in cui Coccia si tratteneva, con discrezione e sobrietà nonostante la mole imponente, non un minuto di più, non un indugio o una concessione alla vanità del salotto, ché “dall’altra parte di Roma” stava per cominciare un altro evento. Di pari importanza, perché per lui non esistevano manifestazioni di serie A e di serie B, tutte andavano documentate con la medesima completezza.

Fotografati con la consueta professionalità gli ultimi Nastri d’Argento e il Festival di Cannes, però… Coccia ci ha lasciati.

Nato a Roma il 19 luglio 1962, soffriva da qualche tempo di diabete e ieri è stato trovato morto in casa da amici e colleghi. I quali, allarmati dal fatto che non rispondesse al telefono dalla mattina, erano accorsi alla sua abitazione.

Coccia era conosciuto da tutti, dal personaggio più illustre all’ultimo operatore del settore. Una persona di una generosità sconfinata e un’esemplare dedizione al proprio lavoro.

Commenti

commenti