Al Teatro Greco di Siracusa va in scena la donna e la guerra nei grandi classici un profumo di modernità

di Giancarlo Salemi

Le donne e la guerra, declinate in tre grandi opere come Elena e Le Troiane di Euripide e Lisistrata di Aristofane. Si presenta ricca e interessante la nuova stagione del Teatro Greco di Siracusa che dal 9 maggio al 25 luglio aprirà la nuova edizione curata dall’Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Tre registi al loro debutto: Davide Livermore, Muriel Mayette e Tullio Solenghi e tre grandi interpreti femminili: Laura Marinoni, Maddalena Crippa ed Elisabetta Pozzi, attrici che hanno fatto la storia del teatro italiano e sono molto amate dal pubblico siracusano. E poi ancora due serate speciali con la prima volta di Luca Zingaretti nella cavea del Teatro Greco, l’unica tappa siciliana del tour mondiale di Ludovico Einaudi, incontri ed esposizioni che faranno di Siracusa una “Città teatro” dove riflettere, emozionarsi, indignarsi, creando un corto circuito fra passato e presente di grande attualità.

“Negli ultimi anni siamo riusciti ad attirare quasi 300mila spettatori, di cui 60mila giovani – ci ha spiegato Francesco Italia, presidente della Fondazione Inda – le rappresentazioni classiche al Teatro Greco si sono sempre più affermate come un momento sociale durante il quale la comunità si ritrova per riflettere su temi che scuotono ancora oggi le coscienze. In questo gioco di specchi tra passato e presente riusciamo a mettere al centro la contemporaneità, questo anno declinata nel tema delle donne e la guerra. Un tema che ritroviamo tutti i giorni nei volti delle donne sofferenti che approdano nei nostri porti”

Le tre nuove produzioni ruotano attorno a intense e indimenticabili figure femminili accomunate dal grido di dolore e di rabbia contro l’insensatezza della guerra. Tre sono le nuove produzioni, 48 le repliche tra il 9 maggio e il 6 luglio, oltre 100 gli attori che si esibiranno nella cavea del Teatro Greco. ”Tre testi classici – ci ha spiegato il Sovrintendente Antonio Calbi – che già contengono tutti i temi: l’antimilitarismo, il pacifismo, il protofemminismo. Ma che furono scritti in un periodo cupo per Atene e riflettono un canto dolente rispetto alla vita, la patria, l’uomo”. A firmare le tre nuove produzioni sono Davide Livermore, reduce dal grande successo ottenuto al Teatro alla Scala di Milano con Attila di Giuseppe Verdi. Livermore dirigerà Elena di Euripide, testo in scena a Siracusa per la seconda volta dopo l’edizione del 1978. Nell’opera Euripide propone una inquietante dialettica tra vero e falso, tra realtà e apparenza.

Un tema, quello della donna, che suscita anche l’interesse del ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. La presentazione del programma del teatro Greco di Siracusa dovrebbe essere un modo per “ricordarci che c’è un teatro classico, una forma di teatro molto importante probabilmente sottovalutata” ha detto il ministro. Il Teatro Greco contribuisce a renderlo “più visibile rispetto al passato. Il ministero dei Beni culturali non deve fare politica culturale, però abbiamo l’opportunità di mettere l’attenzione su temi che, di volta in volta, ritiene più di dare importanza. L’attenzione data al ruolo della donna, in questa stagione, è importante e necessaria. E’ un tema su cui ragionare, parliamo di femminicidi, violenze di genere, argomenti ai quali ci siamo un po’ assuefatti”. Ma sui quali non bisogna mai abbassare la guardia e certamente le opere classiche, anche se scritte in epoche così remote, sembrano così incredibilmente attuali nella loro drammaticità.

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