it_flexhero_a0e87793E’ passato ormai un anno da quando Nemo, il pesciolino più amato di sempre, è stato ritrovato. Adesso vive serenamente con il padre, e la sua grande amica Dory è costantemente presente nella sua vita. Dory inizia però ad avere dei flash sul suo passato, e si rende conto di aver perso i genitori. La sua unica missione sarà cercarli, con ogni mezzo e con tutta la determinazione necessaria. Ad accompagnarla nel lungo e tortuoso viaggio ci saranno anche Nemo e  Marlin. Ma ad attendere i nostri amici ci saranno anche numerosi ostacoli…

Chiaramente sulla stregua del magnifico Alla ricerca di Nemo, la Pixar realizza il suo ennesimo piccolo capolavoro con Alla ricerca di Dory. Lati tecnici a parte, ormai giunti ad un grado di perfezione quasi incontrastabile, quest’opera ha un respiro davvero lunghissimo per ciò che concerne la capacità di comunicare i suoi contenuti. I messaggi che arrivano al pubblico sono molteplici e intensissimi. Centrale è sicuramente l’amore. L’amore che Dory dimostra nei confronti dei genitori e degli amici, che viene sempre ricambiato in maniera esplicita, spontanea. Impossibile, poi, non sottolineare l’importanza che si dà al lavoro di squadra, alla cooperazione tra i personaggi per raggiungere un obiettivo. Punto, questo, che sembra portarsi dietro una scia di sensibilità davvero magica e sorprendente. Ma tra gli aspetti più interessanti di quest’opera c’è indubitabilmente la memoria. I ricordi che Dory vive sporadicamente a causa della perdita di memoria a breve termine, ci permettono di rivalutarne la centralità. Il passato, i ricordi, o semplicemente i sogni, sono le nostre radici. Le radici ci danno identità; ci ricordano che siamo vivi.

Alla ricerca di Dory è uno di quei film d’animazione per piccoli, ma soprattutto per adulti. Attraverso le avventure in mare aperto di queste piccole e logorroiche creature marine è infatti possibile scovare tanti sprazzi di leggerezza. Quella leggerezza che è anche istintività oppure voglia di evadere da un presente sicuro ma banale e noioso, per lanciarsi invece a cuore aperto anche nei contesti che possono apparirci più tenebrosi e scomodi.

Che cos’è quindi, questo film, se non un geniale inno alla libertà?

Luca Di Dio

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