“Amici come prima”

Amici come prima: tanti travestimenti per tornare insieme.

Non che la coppia De Sica – Boldi sia inedita, tutt’altro, ma in questa pellicola della quale Christian è protagonista e regista insieme c’è un che di nuovo, di inedito: il tentativo di rivestire di sentimento una storia che in fondo non ha gran ché da spiegare.

Cesare Proietti ( De Sica ) è il direttore di un grande albergo milanese, stimato dal personale ma non tanto dalla figlia del proprietario ( Massimo Boldi, alias Massimo Colombo, presidente pazzoide dell’albergo e di tanti altri che fanno parte di una immensa catena catena di hotels in vendita per volontà della figlia di Colombo ).

Non è chiaro se per ragioni di personale antipatia della figlia del proprietario ( Luciana, una brava Regina Orioli ) o per ragioni connesse all’acquisto dell’hotel da parte di un gruppo di asiatici il direttore deve essere licenziato, con suo grande scorno e relativa vergogna nei confronti della sua famiglia che ha fatto crescere nel lusso che, dopo il licenziamento, non potrà più consentire: e così il fantasioso direttore inizia la ricerca di un nuovo posto di lavoro che non riesce a trovare perché ormai “ vecchio “ sebbene colmo di ottime referenze.

Alla ricerca di una soluzione al suo problema Cesare Proietti si ingegna a fare il badante-amico- lacchè del bizzoso Presidente dando vita ad una serie di avvenimenti che vanno dal ridicolo ( poco comico ) all’assurdo, tanto per tentare di far ridere il pubblico che assisterà alle proiezioni.

“Amici come prima” cast

Un bel cast formato da bravi e noti attori del genere di Lunetta Savino ( sempre simpatica anche in dialetto milanesiggiante nella parte della moglie di Proietti ) e di Maurizio Casagrande in veste di dipendente che si trova a “ soffiare “ il posto di capo della lavanderia al quale lo avrebbe retrocesso, per non licenziarlo, l’aspra figlia del presidente; un cast anche ben diretto dalla buona regia di Christian De Sica che, però, in veste di personaggio centrale della vicenda narrata appare estremamente istrionico mentre il Boldi appare ormai cristallizzato nei panni del personaggio dell’assurdo ed esageratamente viziato da paesano protagonismo.

Non appare il caso di inquadrare questo film nella categoria dei cinepanettoni in quanto almeno una storia, che in fondo è assai patetica, ce l’ha anche se la pellicola esce proprio in vista del Natale, il 19 dicembre, ma è comunque il caso di rilevare quanto azzeccata sia la fotografia e la sceneggiatura: begli ambienti, immagini eloquenti, sceneggiatura brillante e ben descrittiva in ordine all’ambiente che descritto.

Appaiono però banali le trovate per descrivere il personaggio del presidente ed esagerate quelle per inquadrare De Sica in un personaggio che forse avrebbe potuto essere descritto in maniera un tantino più realistica di quanto il tentativo di renderlo comico ha tentato di fare.

Commenti

commenti