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Ancora sull’amianto: il Ministero della Difesa condannato ad un maxi risarcimento per la morte di un militare

I familiari della vittima, la vedova e i due orfani, in tenera età, sono stati fortemente supportati dal legale che li ha rappresentati presso il Tribunale civile di Roma e che ha sostenuto l’uso dannoso che si fa dell’amianto nelle unità navali della Marina Militare.

La sentenza con la quale viene individuato il massimo del risarcimento mai ottenuto per le vittime, conferma quindi la responsabilità del Ministero della Difesa relativamente alla patologia cancerogena di mesotelioma peritoneale e alla conseguente morte di R.T.G.; per l’effetto condanna il Ministero della Difesa al pagamento in favore di G.C, R.T.M, R.T.R., a titolo di risarcimento, iure hereditatis, dell’importo di euro 774.891,64 oltre interessi legali ex art. 1284 comma 1 c.c. dalla pubblicazione della sentenza al soddisfo, da distribuire tra gli stessi in ragione dei diritti di successione legittima; in favore di G.C, a titolo di risarcimento, iure proprio, dell’importo di euro 297.674,09 oltre interessi legali ex art. 1284 comma 1 c.c. dalla pubblicazione della sentenza al soddisfo, in favore di R.T.R., a titolo di risarcimento, iure proprio, dell’importo di euro 465.455,76 oltre interessi legali ex art. 1284 comma 1 c.c. dalla pubblicazione della sentenza al soddisfo”; complessivamente più di un milione e mezzo di euro a favore della vedova e degli orfani della vittima.

Con questa sentenza, storica anche per l’ammontare dell’importo liquidato, viene finalmente affermato il principio che i militari di leva esposti all’amianto in servizio nella Marina Militare, come nelle altre forze armate italiane, hanno diritto al risarcimento del danno” – dichiara soddisfatto il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto Ezio Bonanni che già dal 2008, ha censito più di 570 casi di mesotelioma tra coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare italiana e si è mobilitato in favore delle vittime.

Il caso trattato rappresenta soltanto la punta di un grosso iceberg poiché, se si tiene conto di tutte le malattie asbesto correlate, il dato epidemiologico è molto più elevato.