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“Animavì 2016”, Festival Internazionale del Cinema d’Animazione Poetico, I Edizione, Pergola (PU) dal 14 al 17 luglio 2016 – Recensione.

Petrov_001di Andrea Giostra.

A Pergola, in provincia di Pesaro e Urbino, dal 14 al 17 luglio 2016, si è tenuta la prima ed interessante edizione del Festival Internazionale del Cinema d’Animazione Poetico, diretto dal regista Simone Massi.

Tra gli ospiti sono intervenuti il regista e animatore russo, nonché Premio Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione 2000Aleksandr Konstantinovič Petrov, divenuto famoso in tutto il mondo cinematografico per aver realizzato il cortometraggio dal titolo Il Vecchio e il mare(“The Old Man and the Sea”)  tratto dal Romanzo del Grandissimo Scrittore statunitense Ernest Hemingway che lo pubblicò per la prima volta nel 1952 sulla rivista newyorkese “Life, che nel 1953 sarebbe stato consacrato con il premio Pulitzer 1953 come “migliore scrittore dell’anno”, e poco meno di un anno dopo, con il Premio Nobel per la letteratura 1954.

La notorietà cinematografica internazionale di Petrov è legata alla particolare tecnica che ha utilizzato per realizzare il suo straordinario cortometraggio di animazione, ricavando la bellissima sceneggiatura dal Romanzo di Hemingway, che lo ha condotto a vincere il Premio Oscar quale best short-animation-Film 2000: l’Opera di Petrov è stata infatti interamente realizzata con pittura ad olio su vetro.

Petrov è stato anche l’autore della sigla e della locandina del Festival “Animavì 2016”: originalissimi ed estremamente accattivanti.

Durante il Festival sono stati proiettati alcuni suoi film:Cow”, “Rusalka”, “Dream of a ridiculous man”, “Il vecchio e il mare”, “My love”.

Dopo la premiazione dei Film vincitori del Concorso per la Scuola e dei Film vincitori del Concorso Internazionale, sono stati proiettati alcuni piccoli documentari di Filippo Biagiantiche che raccontano piccole storie di vita vissuta, di cultura contadina, di guerra e resistenza.

La serata di chiusura è stata dedicata al grande poeta marchigiano Umberto Piersanti, premiato con il Bronzo Dorato all’Arte Poetica.

Due giorni prima era stato consegnato il Premio alla Carriera al regista, musicista e sceneggiatore jugoslavo naturalizzato serbo, in precedenza bosniaco, Nemanja Emir Kusturica.

Il Festival, seppur alla sua prima edizione, ha avuto un interessante successo e la serata è stata conclusa nel giardino di Casa Godio dal famoso fumettista Luca Raffaelli e da un concerto finale dei “Gang”, interessante ed originale gruppo folk-rock italiano.

Un momento particolarmente emozionante della serata di chiusura è stata quella dedicata al poeta Umberto Piersanti:

«Mio padre era stato contadino, e poi operaio in una fornaceha raccontato Piersanti – e io ho trascorso l’infanzia in campagna, tra le storie del mio bisnonno, sospese fra sogno e realtà. Sono vissuto nell’ultimo mondo visionario, e ne parlo nella mia poesia. Ora che sono vecchio, desidero rievocare ciò che è stato, restituendone il sapore e l’odore perché tutto ciò che perdiamo non può che colpirci e commuoverci».

La serata è poi proseguita con la proiezione di “Resterà con te”, delicato cortometraggio dell’animatrice Julia Gromskaya, con la musica medievale e rinascimentale dell’Ensemble Laus Veris; a seguire la proiezione dei cortometraggi del Concorso per la Scuola e del Concorso Internazionale.

 

Animì_017PREMIAZIONI “INTERNAZIONAL COMPETITION”:

  • I Premio: “It’s rainig” di Anna Shepilova, h. 9’00”, 2012, Russia.
  • Premio Speciale: “Ursus” di Reinis Pēterson, h. 10’3011, 2011, Lituania.
  • Premio Speciale: “Feral” di Daniel Sousa, h. 13’00”, 2012, U.S.A..
  • Premio Speciale: “Nightingales in december” di Theodore Ushev, h. 3’00”, 2012, Canada.
  • Premio del Pubblico: “The song for rain” di Yawen Zheng, h. 8’11”, 2013, Cina.

 

 

Animì_025PREMIAZIONI “CONCORSO SCUOLA”:

  • I Premio: “Sarajevo. Ricordi di un assedio” di Giacomo Passanisi, h. 1’13”, 2015, Italia.
  • Menzione Speciale: “Le matrici dell’io” di Francesco Ruggeri, h. 2’00”, 2015, Italia.

Simone Massi, a conclusione della bella manifestazione, ha voluto sottolineare che: «Nel nostro Festival ci interessa parlare dell’umanità, delle persone. E di musica, di arte, oltre che di animazione». 

Animavì 2016” è stato un evento artistico realizzato grazie all’organizzazione di Mattia Priori, Leone Fadelli, Silvia Carbone, all’Associazione Culturale Ars Animae.

Il Festival ha avuto il il patrocinio di: Regione Marche, Ministero della Cultura, Marche Film Commission, Comune di PergolaSNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani), Accademia del Cinema Italiano.

Link di riferimento per maggiori informazioni su Animavì 2016” Festival Internazionale del Cinema d’Animazione Poetico :

“Animavì 2016” – Official Web-Site Page:

www.animavi.org ;

“Animavì 2016” – Sigla “Animavì” di Aleksandr Petrov:

https://www.youtube.com/watch?v=mWDh8Cfbwfs&feature=youtu.be ;

“Animavì 2016” – Official Facebook Page:

www.facebook.com/animavifestival/?fref=ts ;

Aleksandr Konstantinovič Petrov – Official Wikipedia Page:

https://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Konstantinovi%C4%8D_Petrov ;

Aleksandr Konstantinovič Petrov – Official YouTube Channel:

https://www.youtube.com/channel/UCs1SiMHH9WeGWXlX3zofVLg ;

Aleksandr Konstantinovič Petrov – Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/pages/Aleksandr-Konstantinovi%C4%8D-Petrov/111841342161740?rf=112079158808130 ;

Simone Massi – Official Web-Site Page:

http://www.simonemassi.it/

Simone Massi – Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/simone.massi.39 ;

Simone Massi – Official Wikipedia Page:

https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Massi ;

Luca Raffaelli – Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/luca.raffaelli ;

Luca Raffaelli – Official Wikipedia Page:

https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Raffaelli ;

Gang – Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/gang.official/ ;

Gang – Official Wikipedia Page:

https://it.wikipedia.org/wiki/Gang_(gruppo_musicale) ;

Gang – Official YouTube Channel:

https://www.youtube.com/channel/UC-ghLWFOo68Outqvq18r1Lw .

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Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra