“Il Profumo della Dolce Vita” ha incontrato Anna Marcello, talentuosa, bellissima e famosa attrice partenopea, che ha iniziato la sua brillante carriera al Teatro dei Cocci di Roma, per poi proseguire alle Duse con Francesca de Sapio, e poi continuare a Londra al “The Actors Studios” con Bernard Hiller, Vincent Schiavelli, Greta Seacat. Anna possiede una lunga ed interessante esperienza professionale che passa dal Teatro, da importantissimi Spot televisivi con grandissimi registi, a Serie TV, per diventare famosissima con il Film “I Viceré” del Grande Regista italiano Roberto Faenza, uscito nei Grandi Schermi italiani nel 2007 dove interpreta Chiara, una donna crudele e spietata, ossessionata dal suo desiderio di maternità, che la vede collaborare con attori notissimi quali Alessandro Preziosi e Cristiana Capotondi. Anna partecipa ad altri importanti Film italiani: “Senza movente” di Luciano Odorisio del 1999, dove si distingue per una bravura eccelsa che tutti i critici cinematografici italiani hanno sottolineato, e “Guardiani delle nuvole” del 2004, sempre di Luciano Odorisio, dove recita insieme ad Alessandro Gassman; “Nero Bifamigliare” del 2007 di Federico Zampaglione, dove interpreta “Bruna”, una delle protagoniste del Film e dove lavora insieme ad attori italiani già molto noti come Claudia Gerini, Luca Lionello, Emilio De Marchi e Max Gisuti.

DSC_0775_ppNel 2008 debutta come protagonista al Teatro Nazionale dell’Opera di Roma con “La Camerata del conte de Bardi”, tra qualche mese – e questa è per il nostro Magazine una notizia in anteprima – sarà protagonista, come modella, in un bellissimo documentario, diretto da Ciro D’Aniello, sulla vita di Carlo Bellicampi, noto ed importante fotografo di fama internazionale.

Anna continua senza sosta la sua carriera brillante e ricca di successi, tra l’Italia e Londra, la sua seconda casa, che ci racconterà in questa bella conversazione.

Ciao Anna e benvenuta nella nostra Redaazione! Il nostro magazine online, “ilprofumodelladolcevita.com”, è molto giovane ed è letto da giovani artisti del mondo del cinema, della TV e dello spettacolo. Quale giovane Magazine, di recente, abbiamo avuto l’idea di dare visibilità, attraverso le nostre interviste, non solo ai grandi artisti di fama internazionale e italiana, ma anche a giovani artisti per farsi conoscere meglio. Non è certamente il tuo caso Anna, visto che sei un’Attrice molto conosciuta in Italia. Ma cosa diresti di te in poche righe ai nostri lettori che volessero conoscerti meglio e non solo attraverso il Grande o il Piccolo schermo?

Ciao Andrea, innanzitutto grazie per gli stupendi complimenti, ma tengo a precisare che ho fatto una carriera abbastanza particolare.

Ho lavorato in molti progetti sperimentali, cinema, teatro, pubblicità’ e poca televisione. Quindi non sono un’attrice molto conosciuta e famosissima in Italia (sorride).

Si dice sempre, ed è un detto che condivido appieno, Anna, che “La modestia è la virtù dei forti”! Solo i Grandi, malgrado sappiano di essere Grandi nella loro arte, nella loro professione, riescono a mantenere l’umiltà che è la migliore virtù per continuare ad avere successo e a non fermarsi mai di impare per diventare sempre più Grandi Artisti. Io replico così alla Tua risposta, e credo di non sbagliarmi! (sorrido).

Anna, vuoi raccontare ai nostri lettori come è iniziata la tua carriera artistica e soprattutto la tua brillante carriera di attrice? Quali difficoltà hai incontrato nel tuo percorso professionale che vuoi raccontarci?

La mia vocazione è nata da piccolissima ed è stata molto ostacolata dai miei genitori. Aspiravano altro per me. E’ stata una lotta infinita e senza tregua.

Andavo alle audizioni di nascosto e quando lo scoprivano me lo impedivano. Mia madre mi diceva sempre: “Tu non sei di quella pasta, quel mondo non fa per te.

Spesso mi lasciavo condizionare, ma non durava molto perché senza quella che sarebbe diventata la mia professione e senza la possibilità di coltivare la mia passione, io ero e sarei stata una ragazza infelice.

La forza interiore che ho oggi nasce proprio dai sacrifici fatti e dalle esperienze regalate da un percorso tortuoso ma estremamente formativo e fortificante per il mio carattere di donna e di artista, e per la mia tenacia e determinazione professionale.

Quando si dice che la passione può abbattere qualsiasi ostacolo! E’ vero quello che ci racconti, Anna, quando le cose si ottengono lottando, con il sudore, con la forza di volontà e con una fortissima determinazione che nasce da una forza interiore, spesso a noi stessi sconosciuta, quello che poi otteniamo ha un valore immenso e ci regala una soddisfazione ed un orgoglio che altrimenti non avremmo mai potuto ottenere. Ed è chiaro che il tuo “percorso tortuoso”, come lo hai definito tu, Ti ha resa più forte, ma soprattutto più consapevole di possedere un talento che voleva manifestasi a tutti i costi! E’ molto bello detto oggi, quello che ci hai appena raccontato.

Ma Tu, Anna, prima di fare a tempo pieno la professione che fai oggi con successo, hai fatto altre esperienze lavorative? Soprattutto per arricchire il tuo bagaglio professionale di artista e la tua esperienza umana: una brava attrice, si dice infatti, non è solamente chi sa recitare bene! Ci sono altre qualità che sono molto importanti in questo lavoro. Cosa ci vuoi dire in merito?

Di esperienze ne ho fatte. Avevo bisogno di lavorare per trovare i soldi per proseguire da sola e andare avanti per la strada che mi ero prefissata.

Il motto a casa mia era: “O fai quello che vogliamo noi, o niente moneta”.

Tutto ciò che ho fatto è servito a fare di me quella che sono oggi. Il mio bagaglio esperienziale è colmo, anzi strafora (sorride) di esperienze che mi hanno molto fortificata.

E’ sempre vero, Anna, che quando le cose si conquistano con fatica e si fanno esperienza diverse per raggiungere i propri obiettivi, si acquisisce quella forza e quella consapevolezza nelle proprie capacità, nel proprio talento, nella propria volontà di riuscire, che nessun altro percorso esperienziale e formativo può mai darti! Ma in tutto questo, quali vere difficoltà hai incontrato nella tua carriera di attrice e di artista in genere? E qual è stata l’esperienza che hai fatto nella tua professione che non vorresti fosse mai accaduta?

Ki6 who are you London 2015 photoshootLa formazione e la tecnica sono importanti. Pensiamo ad uno scultore. Lui inizia la sua opera e alla fine se la scultura esprime qualcosa vuol dire che ci ha messo l’anima, altrimenti vorrà dire che non ci ha messo nulla. La tecnica unita all’esperienze di vita, costruita giorno dopo giorno, matura e si radica dentro la nostra anima di artista, in base a come viene coltivata, annaffita e impastata.

E’ accaduto che a volte, o per presunzione, o per paura o per altri motivi che non sto ad elencarti, ho rinunciato, oppure ho dovuto rinunciare, a lavori che poi si sono rivelati il successo di altri.

Gli artisti sono persone fragili. Se non hai intorno gente sincera e leale, si rischia il collasso. Io oggi, ma a dire la verità sempre, sto molto attenta a chi frequento.

Non mi è mai capitato qualcosa di orrendo e nel caso fosse accaduto, e’ stata concepita e metabolizzata come esperienza professionale ed esperienza di vita.

Bé, Anna, su quest’ultima frase che hai appena detto non posso che darti ragione in pieno. Ho sempre pensato che il nostro miglior Maestro di vita e l’esperienza che facciamo sulla nostra pelle! Di questo parleremo un po’ più avanti.

Tu Anna, lavori nel mondo della Cinema, della TV, del Teatro, dello Spettacolo, degli Spot pubblicitari con grandissimi registi oramai da molti anni e di gavetta ne avrai fatta tanta prima di arrivare al successo nazionale. Hai mai pensato, da quando fai questa professione, di mollare tutto, di punto in bianco, per dedicarti ad un’altra attività professionale, ad un altro tuo talento?

Tranne che per la mia professione, sono la regina del mollare tutto di punto in bianco. (sorride).

Con questo non dico che non ho altri progetti professionali o non ho altri progetti di vita. Ho sempre cercato di essere occupata nei momenti bui del mio lavoro. Ho alcune idee parallelamente alla mia professione che sto seguendo da un po’ di anni, e spero di realizzarli al più presto. Sono professionalmente in continuo movimento e in costante ricerca.

Ci hai già raccontato degli ostacoli che hai trovato nella tua famiglia che non erano affatto d’accordo con la tua scelta professionale, che è anche una scelta di vita ovviamente. Ma quando hai deciso di fare questa professione e ne hai parlato con i tuoi genitori, cosa ti hanno detto di preciso? Sappiamo tutti che il mondo dello spettacolo, del cinema e della TV in genere, sono mondi molto difficili e pieni di insidie. E quindi le perplessità della tua famiglia -chiamiamole cosi! – forse nascevano proprio da questi pregiudizi che riguardano il Mondo dello Spettacolo, del Teatro e del Cinema in particolare.

Penso di si, ma l’hanno fatto per proteggermi. Era contro la mia volontà e hanno cercato di impedire che la mia passione, il mio talento, si manifestasse e si sviluppasse. Le hanno provate tutte per dissuadermi. E per me era come remare da sola in mezzo a una tempesta. Ero una contro tutti. Ma oggi posso dire che avevo ragione io e allora questo mi inorgoglisce! Ma essendo sempre in grande crescita ed evoluzione, oggi vivo tra Roma e Londra, la lotta con loro continua costantemente (sorride).

Magari i tuoi genitori saranno possessivi ed egoisti non rendendosene conto, e pensano solo che stanno esprimento il loro amore per te volendoti vicina a loro. Forse non si rendono conto che non favorendo il tuo talento, non possono crearti che dolore al quale, se si parla della propria famiglia, purtroppo, non ci si abitua mai! E questo, ti confesso, mi dispiace molto, ma spero per te che prima o poi passi e si rendano conto che hanno “fatto” una figlia bellissima, che ha un grandissimo talento artistico e che alla fine ti sosterranno per quello che sei veramente nella tua vita, e non per quello che non hai fatto e che loro avrebbero voluto che tu facessi.

Ma, sai Anna, mentre raccontavi questa tua fortissima ed interessante esperienza familiare, non so perché, mi è venuto in mente il Film “Vita di Pi” di Ang Lee, che certamente conoscerai. E’ un film bellissimo e straordinario del 2012 che ha avuto un successo incredibile e che a me è piaciuto tantissimo. Ti ho immaginato come “Pi” nel Film, in quella piccola imbarcazione in mezzo all’oceano talvolta in tempesta, talvolta in bonaccia, a lottare contro tutti e contro tutto per raggiungere il suo obiettivo: salvare la propria vita. E non posso che complimentarmi con te per la forza e la tenacia che hai dimostrato e che certamente nascono da una grandissima passione per la recitazione e da un grandissimo talento per la tua Arte. E come “Pi” nel Film, sei riuscita a salvare il tuo Talento, che di fatto rappresenta la tua vita professionale.

Ma adesso, Anna, vorremmo sapere qual è la cosa più buffa e divertente che ami ricordare e raccontare della tua esperienza professionale di attrice. Sai bene che queste cose piacciono molto ai lettori e spesso fanno amare di più l’artista proprio perché viene visto come un essere “umano” e anche a loro, agli artisti famosi, possono capitare delle cose divertenti o imbarazzanti ma che poi nel raccontarle diventano simpatiche. Tu cosa ricordi di bello e divertente che ti è accaduto?

FB_IMG_1444577705517Che meraviglia quel film, Andrea. Ero a Londra e volevo tanto vederlo, ma per vari motivi non riuscivo. Un giorno un mio amico mi fece una sorpresa e mi portò allo Zoo. E c’era uno schermo grande all’aperto dove proiettavano il film “Vita di Pi”. Eravamo circondati da animali, e noi seduti al centro su delle brandine a vedere quel Film incantevole e magico di Ang Lee. Bellissimo film, e ancora di più il cotesto in cui l’ho visto.

Ora, Andrea, ti voglio raccontare due esperienze, una di qualche anno fa e l’altra recente. La prima è un omaggio che voglio fare ad un regista italiano, venuto a mancare, Bruno Mattei, in arte Vincent Dawn. E stato un regista che negli anni ’70 ha ispirato Quentin Tarantino per alcuni film.

Ho lavorato in uno degli ultimi Film di Mattei, “The Tomb”. Il film si girava nella Foresta di Santa Cruz nelle Filippine. Durante le riprese a Mattei venne la brillante idea di fare un omaggio a Quentin Tarantino e decise di inserire nel Film la scena della danza del serpente di Salma Hayek, tratta dal Film “Dal tramonto all’alba. Insomma, accadde che Mattei un giorno mi chiamò e mi disse: “Senti Anna, hai paura dei serpenti?”. Gli risposi: “Si! Anzi sono un po fobica. Perché?” Mattei dirompente mi disse: “Fobica de chè! Nun me frega niente! Devi fa stà scena cor serpente! Ora te ne mando uno, e tu hai quindici giorni de tempo pe farce amicizia! Va bene?” (Anna sorride di gusto). Mi diede la scena aggiunta e andò via. Per me fu come un improvviso pugno allo stomaco, una vera tragedia. Il fatitico giorno, girammo la scena e al secondo ciak Mattei disse: “E’ buona!”. Nell’istante in cui mi tolsero il serpente di dosso svenni e non ricordo più nulla. E’ stata una bella prova di volontà e di determinazione. In quel momento in cui Mattei mi “costrinse”, sinceramente, non avrei mai immaginto di farcela (sorride ancora divertita).

Poi nel cortometraggio che nel 2015 ho realizzato a Londra, “I Love You“, scritto da me insieme a Francis del Monte e Richard Blanshard, che ne è stato anche regista e direttore della fotografia. Durante la preparazione, quasi non ci credevo neanche io, ma con due telefonate, qualsiasi problema riuscivo a risolverlo. Blashard rimaneva sbalordito, rideva come un pazzo e mi diceva: “you are the real mafia from italian comunity in London” (“Tu a Londra sei la vera mafia che proviene dalla comunità italiana”) questo divenne il tormento di tutto il cast fino alla fine delle riprese.

Ecco, questi due fatti li ricordo sempre divertita e quando ci penso, sorrido dentro di me con gioia!

Sai Anna, hai raccontato tre esperienze straordinarie e uniche con una naturalezza che mi ha letteralmente impressionato. Non è tanto per il racconto delle scene divertenti che hai vissuto, ma per il contenuto delle storie che ci hai condiviso che, per certi versi, sono quei contenuti che tutti gli artisti vorrebbero sperimentare, sia come attori che come uomini o donne che amano l’Arte. Secondo me, per quella che è la mia esperienza, sono queste piccole cose – che poi piccole non sono affatto! – che rendono un Artista veramente tale: la possibilità, o forse la fortuna, di vivere delle esperienze irripetibili ed uniche, e che sicuramente non si ripeteranno mai più nella loro vita. E tu, Anna, da questo punto di vista, sei un’Artista e una Donna fortunata! (sorrido).

Sicuramente saprai, Anna, che oltre al Cinema, al Teatro, alla TV e alle fiction TV, esiste un nuovo Mondo che si compone di molteplici opportunità per sperimentarsi e lavorare come attore o come attrice, o come artista del mondo della filmografia: sono quelli delle web-fiction, dei web-movie, di YouYube, ed altri modelli ancora che utilizzano le nuove tecnologie informatiche e multimediali. Tu come artista e attrice famosa e affermata, come vedi questa nuova prospettiva che è divenuta così articolata ma che forse dà ai giovani artisti di oggi più opportunità di lavoro, di esperienza professionale e più possibilità che nel passato di farsi conoscere?

Io credo che un’Artista non sia mai affermata abbastanza e deve adeguarsi ai tempi che cambiano. Penso che se un lavoro è fatto bene, non importa in quale modo si proponga. L’importante è che viene visto senza che quell’Opera rimanga ad ammuffire in un cassetto.

Si vede tanta spazzatura al Cinema, in TV o in Teatro. Quindi se qualche talento, genio, è in giro e non è apprezzato, per me fa bene ad utilizzare altri canali e a fare da solo quello che gli altri non gli permettono di fare.

Anche in questo hai ragione, Anna, e tu credo ne sia un esempio vivente: non puoi fermare il talento vero, non puoi fermare la passione dirompente! Vinceranno sempre, come sempre vincerà la Bellezza sulla Bruttezza. E l’Arte per me è la Bellezza assoluta! Ma detto questo, Anna, quali sono i tuoi modelli di attrice o di attore, e quali i tuoi “Maestri d’Arte” che sono riusciti a lasciarti un segno professionale importante? Se dovessi fare dei nomi delle persone più importanti con cui hai lavorato, che ti hanno lasciato qualcosa della loro esperienza di Artista, che hai incontrato nel tuo percorso artistico, chi ricorderesti raccontando di loro qualcosa ai nostri lettori e perché?

Mio padre era appassionato di Charlie Chaplin, metteva spesso i suoi film e io quasi in fasce li vedevo insieme a lui. Rimanevo incantata per ore a guardare. Mio fratello, invece fan di Massimo Troisi, e quindi così passavo da Chaplin a Troisi, e assorbivo la loro Arte, il loro modo inequivocabile ed unico di recitare, il loro modo straordinario di fare Cinema, di creare Arte vera. (sorride).

Ricordo Troisi in versione Pulcinella: era stupendo, aveva qualcosa di magico nel suo modo di recitare che mi attraeva tantissimo.

Oggi sono tanti i registi e gli attori che ammiro: da Federico Fellini a Lars von Trier, da Mastroianni a Cate Blanchett, e tantissimi altri che adesso non voglio elencare perchè l’elenco sarebbe lunghissimo (sorride).

Ogni regista, ogni attore o attrice con cui ho lavorato, mi hanno lasciato qualcosa di importante, di bello o di brutto non importa! L’esperienza che ho fatto con tutte queste persone mi ha sicuramente arricchita. E’ stato tutto buono per crescere professionalmente, caratterialmente e umanamente. Non ce n’è uno in particolare! Tutti sono stati importanti e determinanti per essere quella Donna e quell’Artista che sono oggi.

FB_IMG_1432797266410Ispirarsi a due Geni del Cinema mondiale è come per un calciatore tentare di ispirarsi a Maradona. E tu che sei partenopea, di Castellammare di Stabia, sicuramente sai cosa vuol dire il Genio, cosa vuol dire Totò, Eduardo De Filippo, il Genio vero, umile ma al contempo Grandissimo. I professionisti veramente ambiziosi, ma di un’ambizione sana, positiva ed evolutiva, se vogliono veramente diventare grandi, devono ispirarsi ai più grandi in assoluto. E certamente Chaplin e Troisi sono tra i più gradi di tutti i tempi della cinematografia mondiale: su questo non credo che nessuno abbia da ridire qualcosa! Quindi la tua scelta è saggia e opportuna, anche se nasce, come le cose più belle della nostra vita, all’interno della tua famiglia, che senza saperlo, visto quello che mi hai raccontato, ti ha trasmesso questa immensa passione che unita al tuo grandissimo talento, non ti ha dato proprio altra scelta di vita che fare quello che fai. Mi sembra bellissimo e al contempo paradossale tutto questo (sorrido). Ma passiamo ad un altro argomento, per me molto interessante. Io sono un appassionato lettore, fin dall’adolescenza, del più grande scrittore e romanziere del profondo dell’animo umano di tutti i tempi – a mio modo di vedere – ed ho letto tutto quello che ha scritto! In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, “Memorie dal sottosuolo” pubblicato nel 1864, Fëdor Michajlovič Dostoevskij parla, tra le righe, della “Teoria dell’Umiliazione”. A partire dagli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che parte dal presupposto che: “sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi!” . Anna, partendo da questo assioma scientifico (che io – te lo confesso! -condivido in pieno), hai mai subito delle umiliazioni professionali che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno fatto crescere professionalmente e ti hanno dato più carica e più forza per continuare nella tua carriera artistica?

Premetto che io adoro Dostoevskij, è uno degli scrittori che amo. Dostoevskij dice: “Colui che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna arriva al punto di non saper distinguere la verità né dentro se stesso, né intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per se stesso e per gli altri.” Con queste citazioni, voglio dirti che sono d’accordo con la tua domanda, sono d’accordo con il grandissimo genio di Dostoevskij, e sono d’accordo con questa nuova teoria psicodinamica che anch’io nella mia esperienza di donna e di artista ho certamente sperimentato.

Bellissima risposta Anna, sintetica e incisiva! E sono contento che anche tu ami questo genio del profondo al quale, forse non lo saprai o forse sì, anche Sigmund Freud si è molto ispirato per formulare il suo modello di Psicoanalisi.

Psicoanalisi che è poi divenuto anche un movimento culturale che ha scardinato alcune certezze dell’uomo di fine ‘800: essere padroni di sé stessi! Con Freud, che in un certo qual modo definirei figlio culturale di Dostoevskij, l’uomo ha perso anche questa certezza: l’essere padrone dei propri impulsi e l’essere padrone della propria personalità!

Detto questo, Anna, per tornare al mondo dello Spettacolo e dell’Arte, sai bene che non dà tregua, soprattutto quando raggiungi la fama e la notorietà come nel tuo caso. Come fai a gestire la tua vita affettivo/sentimentale con il lavoro che fai? Hai avuto in passato o anche di recente delle esperienze che ti hanno creato delle difficoltà? Molti artisti, soprattutto quelli hollywoodiani, amano dire “to become a great actor you have to choose: either work or love” (per diventare un grandissimo attore devi scegliere: o il lavoro o l’amore). Pensi che i grandi attori americani, vincitori di Oscar e Golden Globe, che hanno fatto questa scelta di vita, abbiano torto o ragione? Qual è il tuo pensiero in merito?

ed io la penso così –

Tutti noi abbiamo la possibilità di incarnare questo corpo una sola volta nella nostra vita, poi ne incarneremo altri, ma saranno altri corpi. Quello di adesso è adesso, hic et nunc, come direbbero i latini!

Rendere questa anima infelice o privarsi di qualcosa è la più grande stupidità che un uomo o una donna possano commettere! Penso che se una persona è veramente innamorata, vorrà ad ogni costo la felicità dell’altro.

E penso che questo sia importante sia che per una Big Star o Small Star: siamo tutti esseri umani!

Se al tuo fianco hai una persona che è tua complice, tutto cambia, tutto diventa diverso. Una grande donna ha sempre accanto un grande uomo; ovvero, un grande uomo è sempre affiancato da una grande donna. Se questo non accade, è impossibile resistere e rimanere insieme.

In sostanza, secondo te Anna, hanno ragione le Big Star americane, come le hai chiamate tu. Ma è anche vero che oggi, più che mai forse, trovare un compagno, o una compagna complici della propria vita e della propria professione, almeno nella nostra cultura occidentale, è veramente impresa ardua e difficilissima. Quindi la tua prospettiva mi piace parecchio perché hai le idee molto chiare e sai bene quali sono i confini oltre i quali non si può andare se vuoi continuare a fare una professione che è anche vita vissuta e vita vera quando c’è talento e passione pura, come nel tuo caso.

Ma adesso parliamo di giovani artisti. Saprai bene che oggi molti giovani talenti del mondo dello Spettacolo, della TV, del Cinema, hanno cercato di arricchire il loro bagaglio professionale andando all’estero. Tu ne sei un esempio vivente che stiamo intervistando oggi. Ne abbiamo intervistato anche altri che puoi trovare nel nostro Magazine. Sono giovani artisti che si sono trasferiti in altri paesi per imparare ancora di più e per tentare di sfruttare un ventaglio di opportunità lavorative di livello internazionale, e non solo italiano. Tu che hai fatto questa scelta andando a vivere, ad un certo punto della tua carriera a Londra, cosa pensi di tutto questo? E’ vero che all’estero i giovani talenti italiani possono avere più possibilità di esprimersi e di lavorare?

DSC_1551_ppAndrea, come ti dicevo, da tre anni vivo tra Londra e l’Italia, e certamente sono un’Artista di quelli che hai tracciato tu nella tua domanda.

Questo non vuol dire, però, e voglio sottolinearlo soprattutto per i giovani artisti italiani, che quelle all’estero siano esperienze utili e positive per tutti. Certo, un attore, un’attrice, più fa esperienze professionali, più è preparato artisticamente e tecnicamente, più possibilità ha di mettersi in gioco, di fare audizioni, di trovare lavoro. Ovviamente se devi sostenere un’audizione all’estero, per esempio in inglese, e non sei pienamente padrone della lingua, tutto rimane solo un sogno. Ma se vuoi realizzare i tuoi sogni devi darti da fare, devi lottare, faticare, sudare, studiare, non arrenderti mai, e se cadi ti devi rialzare e andare avanti verso il raggiungimento del tuo obiettivo. Non ci sono altre scorciatoie. Anzi, di più, non ci sono proprio scorciatoie (sorride).

E come se tornassimo al punto di partenza, Anna! Nessuna professione può essere fatta se alla base non c’è la passione e il talento, che poi devono essere forgiate e coltivate con lo studio, con la formazione, con l’esperienza, con la fatica, con il sudore, con le delusioni e i successi, con tutto quello che molti dei giovani di oggi, vittime della TV spazzatura, come la definivi tu prima Anna, non sono disposti a fare! Ma credo che se qualcuno di loro leggerà le tue parole, forse comincerà ad avere qualche dubbio e dovrà per forza iniziare a cambiare rotta.

Anna, un’altra domanda, quali sono i lavori che ami ricordare ai nostri lettori che hai fatto negli ultimi due/tre anni, che hanno riscosso un successo di pubblico e di critica importante? E quali sono i motivi per i quali sei legata professionalmente e affettivamente in modo particolare a questi lavori?

Ti elenco qualche ultimo lavoro fatto tra Londra e Italia

BLOSSOM GARDEN: pubblicità by Carlo Ballincampi per la Svizzera ;

TRIFOGLIO BAG: pubblicità by Imperia Staffieri Londra ;

A. B. WATCHES: pubblicità, “London, Japan, NY, Greece” ;

Alessandro Baldieri: pubblicità orologi by A. di Martinio ;

ROBERT”, Film del 2013 diretto da Jason Croot ;

Ki6? WHO ARE YOU?: Fashion, London, by Pete Fallan ;

I LOVE YOU”, Short Film, AM.productions, diretto da Richard Blanshard.

Il mio ultimo lavoro girato in Italia è stato lo spot di “Alpitour” diretto da Leone Pompucci.

Ma voglio dire ai Vostri lettori che ho un particolare legame con “I Love You”. il cortometraggio ideato da me, nato per gioco, a Londra, che dopo diventa una sfida. In poco più di due mesi mi sono ritrovata a collaborare con artisti favolosi come Paolo Gasparini, Richard Blanshard, Anna Elena Pepe, Jason Piccioni, Tom & Morrison, e tantissimi altri. Insomma, alla fine è stato realizzato.

E’ proprio vero, Anna, quando si dice che creare è la cosa che dona all’uomo o alla donna le gioie più grandi della sua vita! Tu sei una donna che come tutti gli artisti amano creare. Ed è lì, a mio avviso, che si trova l’essenza dell’anima dell’essere umano: nella sua capacità di creare. E’ una vera tragedia quando incontri nel tuo percorso di vita o nel tuo percorso professionale “persone” che godono solo distruggendo la Bellezza o le Opere d’Arte del passato di valore inestimabile e di Bellezza insuperabile. Ed oggi i tempi che stiamo vivendo sono proprio questi. Forse l’Arte salverà il mondo? Io ci spero e da un altro lato ci credo davvero.

Ma per passare ad altro, quali sono, invece, le opere alle quali stai lavorando in questi mesi e quando potranno goderne i tuoi ammiratori, i tuoi fan e i tuoi follower (come si definiscono oggi)?

Ci sono molti progetti in pentola internazionali e non, ma sai, da buona partenopea, per adesso non dico nulla, non mi sbilancio.

In questo periodo sto lavorando a un altro progetto ideato da me “The last moment“. Stiamo cercando i fondi per poterlo realizzare. Questa volta sarà in italia e abbiamo un cast strepitoso che ci parteciperà!

Un’ultima domanda, Anna, che a me piace moltissimo perché ci riporta d’improvviso alla nostra infanzia: qual è il Tuo sogno nel cassetto che vorresti oggi si realizzasse?

Avere la forza di rialzarmi sempre qualsiasi cosa accada e non avere mai paura. Il mio obiettivo prioritario di essere umano è di essere felice, poi dentro ci mettiamo tutto il resto.

documentareo Carlo Bellincampi Roma 2016La ricerca della felicità”, di Gabriele Muccino, grande film.

Allora Anna, con questa tua ultima parola, “felicità”, devo per forza regalarti un piccolo testo-audio di Roberto Benigni che si intitola appunto “Felicità”, scritto e recitato dallo stesso Benigni che posterò alla fine della tua intervista e che ti invio adesso con il mio cellulare in anteprima, se mai non lo conoscessi già!

Grazie Anna per averci dedicato il tuo prezioso tempo e in bocca al lupo per il tuo futuro di attrice di successo che io spero, e speriamo noi tutti della Redazione de “ilprofumodelladolcevita.com, sia sempre più prestigioso e importante. Conto certamente di incontrarci di nuovo per una nuova intervista tra qualche tempo per raccontarci ancora dei tuoi successi. Grazie Anna, e alla prossima.

Grazie a voi de “ilprofumodelladolcevita.com”!

Vi saluto con questa frase meravigliosa che adoro, di Mark Twain:

BALLA come se nessuno ti stesse guardando,

CANTA come se nessuno ti stesse ascoltando,

AMA come se non ti fossi mai ferita

e VIVI come se il paradiso fosse sulla terra.

(Anna ci sorride meravigliosamente e ci saluta).

Per chi volesse vedere qualche foto artistica di Anna Marcello, ecco a seguire un bellissimo slide-show e il monologo di Roberto Benigni citato nell’intervista dal titolo “La Felicità”:

Anna Marcello slide-show 27-02-2016:

https://youtu.be/1a5I9Y3-Qsk   ;

Roberto Benigni – La felicità:

https://www.youtube.com/watch?v=dcKKSlSLt5w .

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