Antonio Ciacca, direttore artistico del La Spezia Jazz Festival

Antonio Ciacca, un foggiano alla guida della 50esima edizione del Festival Jazz de La Spezia.

Antonio Ciacca, pianista e compositore, che curerà la direzione artistica del festival spezzino, ci parla della sua idea di jazz.

Sarà Antonio Ciacca il pianista di origini Daune trapiantatosi a New York per inseguire il suo sogno da ragazzo, a condurre la direzione artistica della 50esima edizione di uno dei Festival Jazz più prestigiosi d’Europa. Il festival, che si terrà a La spezia dal 25 al 29 Luglio 2018 in piazza Mentana, dal titolo “ Americana” avrà appunto come leit motiv l’America, cinque serate dedicate ad artisti e personalità del nuovo mondo che hanno fatto la storia.

La città di New York si gemellerà il Festival Internazionale di La Spezia, con eventi in parallelo da Luglio ad Ottobre, con un vero e proprio scambio di artisti che si esibiranno sia in Italia che in America.

Il festival de La Spezia, nato nel 1968 da un gruppo di appassionati capitanati da Tiberio Nicola, celebra un doppio anniversario, i suoi 50 anni e la morte di un personaggio che ha dato grande lustro all’America, Martin Luther King, assassinato a Menphis nel 1968.

La serata del 28 Luglio, sarà dunque dedicata al reverendo nero che spese la sua vita per promuovere i diritti civili delle minoranze, un tema molto attuale e caro al maestro Ciacca che omaggerà il leader non violento con la sua MLK Suite jazz per orchestra.

Il compositore e musicista Antonio Ciacca, che ha suonato al fianco di grandi nomi della musica jazz come Art Farmer, Lee Konitz, Johnny Griffin, Benny Golson, Steve Lacy, Wynton Marsalis e tanti altri, eseguirà in prima assoluta mondiale la MLK Suite per orchestra (i cui elementi provengono in gran parte da New York), con la prestigiosa partecipazione del giornalista di Repubblica Federico Rampini e la straordinaria presenza sul palco del mitico sassofonista Benny Golson. Nel corso della serata, il noto corrispondente da New York, leggerà brani tratti dal memorabile discorso che tenne in apertura al Festival Jazz di Berlino nel 1964  Of the importance of jazz”.

Abbiamo chiesto al maestro Ciacca come mai abbia scelto di dedicare una sua composizione a Martin Luther King. In un momento storico come quello che stiamo attraversando, in cui sembra che la società americana ( e non solo ) sotto il governo di Trump, stia facendo passi indietro in merito di diritti civili, che cosa hai voluto esprimere con questa ultima produzione musicale e che messaggio hai voluto trasmettere al pubblico?.

Il jazz è musica d’inclusione” esordisce Antonio Ciacca “ed esprime l’essenza della mia idea di America. Nella mia musica convivono più generi, c’è il Blues, il Gospel, la tradizione europea. Ho costruito, ad esempio, il terzo tempo della mia opera su una serie dodecafonica. Quindi il jazz include e lo stesso dovrebbe essere in una società civile”

Nel 1969, Martin Luther King con le sue parole e la sua presenza al Festival Jazz di Berlino volle sottolineare come la lotta dei neri per i diritti civili, camminasse parallela a quella dei musicisti jazz per il riconoscimento della musica jazz in quanto arte. Nell’ambito della tua attività di docente, in che modo cerchi di dare un contribuito per diffondere la musica jazz tra i giovani.

“  L’ insegnamento fa parte della mia vita professionale da 20 anni. Nel corso degli anni ho organizzato molteplici workshop e summer camp per studenti ( ricordiamo ad esempio il Summer Camp Orsara Jazz Festival) e mi sorprendo sempre della voglia di imparare che hanno i ragazzi. Sono orgoglioso di vedere ragazzi che hanno iniziato con me e che ora sono diplomati alla Juillard, alla Berklee o al City College

Come docente e musicista quali sono i suoi prossimi impegni in Italia e all’estero?

Ad Ottobre presenterò al City College di New York la MLK Suite per orchestra, mentre questa estate sarò a Vico Equense per dirigere un workshop sul Musical. Ad Isernia dirigerò l’orchestra Giovanile di Isernia e a Cervinia farò una settimana di workshop e concerti. In autunno sarò in Texas a dirigere la mia sinfonia in Sol minore e l’overture della mia opera “ Guasto d’amore”. Il 3 Dicembre torno alla Carnegie Hall a suonare il Messiah di Handel. Conto di finire inoltre il mio master in direzione di orchestra alla Juilliard e composizione al City College.

A proposito di composizione, è ispirato dai suoni della tua terra che è la Puglia, dalla sua musica popolare, conti di dedicarle la tua prossima opera?

Sto terminando di scrivere il concerto per Piano e Orchestra in La minore con melodie tratte dalla musica folk della mia terra e ho appena terminato di scrivere il I Atto di “ Guasto d’amore” un’ opera tratta dal libro dello scrittore foggiano Raffaele Vescera “ Il Barone contro”. L’opera è dedicata ai Briganti del secolo scorso. La Puglia è una delle mie fonti di Ispirazione e il jazz non è il solo genere che utilizzo nelle mie composizioni. Scrivo anche musica per film, sinfonica, corale e lirica”.

 

Si esibiranno al Festival Jazz di La Spezia: i Take 6, Billy Hart quartet ft. Joshua Redman, Nick the Nightfly, The Kansas Smitty’s house Band, Roberto Occhipinti, Renè Marie, Michael Steinman, Lucio Ferrara, Luca Santaniello, Kelvin Shotar, Garfield higt School Jazz Band, Bruce Barth, Benny Golson e Antonio Ciacca Orchestra.

Ricordiamo che durante il festival di La Spezia, sono previsti Seminari Internazionali di Jazz tenuti da insegnanti del City College di New York e da ex allievi della mitica Juilliard. I seminari vedranno la partecipazione di giovani musicisti da tutto il mondo. Altra novità assoluta di quest’anno le attività didattiche rivolte ai più piccoli.

Considerando gli altisonanti nomi in cartellone, possiamo affermare che l’edizione 2018 del Festival Jazz di La Spezia, sotto la direzione artistica di Antonio Ciacca, sarà sicuramente un’edizione all’insegna della qualità. Per ulteriori info: www.festivaljazzlaspezia.it

Maddalena Maglione

 

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