Appello di solidarietà per Mohammad Rasoulov: no al carcere per il regista iraniano

Anche dai Giornalisti Cinematografici la solidarietà al regista iraniano che per volontà del regime rischia ora il carcere 

I Giornalisti Cinematografici italiani invitano la stampa internazionale attraverso le sigle rappresentative anche della critica mondiale a sottoscrivere la mobilitazione per Rasoulov già condivisa da molte organizzazioni dell’associazionismo cinematografico del mondo

Anche i Giornalisti Cinematografici Italiani aderiscono all’appello per dire no al carcere imposto, dopo le restrizioni degli ultimi mesi, al regista iraniano Mohammad Rasoulov, odiato dal regime degli ayatollah e ora condannato alla detenzione.

In una nota il SNGCI ricorda che il regista – premiato due settimane fa alla Berlinale con l’Orso d’Oro per il suo film There is no evil – è stato condannato nello scorso Luglio, per la sua posizione dissidente, a non uscire dal Paese (e infatti il Premio berlinese gli è stato assegnato in sua assenza), a non girare film e a non partecipare né condividere alcuna manifestazione o attività sociale e politica.

Una violenta misura restrittiva di libertà inasprita ieri dalla convocazione del regista da parte della Procura speciale per i reati in materia di media e cultura che gli ha notificato la condanna a un anno di carcere.

“Intimare la mia carcerazione” ha commentato Rasoulov “rivela solo una piccola parte dell’intolleranza e della rabbia che caratterizzano le risposte del regime iraniano alle critiche”.

Intolleranza contro la quale, come contro ogni censura alla libertà d’espressione il Sngci è da sempre contrario e invita per questo ad aderire alla campagna di solidarietà per Rasoulov tutte le organizzazioni dei Giornalisti e le sigle internazionali dell’associazionismo di cronisti e critici: la mobilitazione per Rasoulov è una campagna civile ed etica contro ogni censura e disceriminazione.

 

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