C’era una volta il Principe Azzurro, viaggio alla scoperta dell’amore e della fiducia in se stessi
Recensione di Giancarlo Salemi
E tutti vissero felici e contenti…Tutte le fiabe della buonanotte finiscono sempre così. Ma cosa succede se il Principe invece è infelice perché intrappolato in un maleficio che non gli fa conoscere mai il vero amore? Anche se ha salvato con il suo bacio prima Cenerentola, poi la Bella Addormentata e infine Biancaneve, nessuno si è mai chiesto davvero se il Principe sia realmente felice, se sia soddisfatto della sua vita. Ci pensa l’ultimo film del regista Ross Venokur a tratteggiare la vera figura di questo piccolo eroe da sempre amato dalle bambine di tutto il mondo ma così poco raccontato dalla cinematografia moderna. Dai produttori di “Shrek” arriva una commedia animata “C’era una volta il Principe azzurro” in uscita il 28 febbraio nelle sale italiane, presentato in anteprima alla stampa al Cinema Lux di Roma, dove si affronta una fiaba che ha come protagonista l’eroe dal mantello celeste.
Un giovane e affascinante principe, Philippe Charming, maledetto sin da bambino dalla sua matrigna Nemeny, il ragazzo ha il potere di ammaliare con la sua presenza ogni donna che incontra. Anche Biancaneve, Cenerentola e la Bella Addormentata – doppiata da una bravissima Arisa – sono innamorate di lui e tutte tre fidanzate, ognuna all’insaputa dell’altra, con il bel Philippe. L’incantesimo si potrà rompere solo se prima del suo ventunesimo compleanno il giovane principe troverà il suo vero amore. Ma il padre, stanco della sua leggerezza, lo invia in una missione sconosciuta insieme a un uomo di nome Lenny. Sotto le vesti di quest’ultimo, in verità, c’è la ladra di gioielli Lenore, anche lei maledetta dalla stessa strega; infatti, al contrario del principe, la ragazza non è in grado di provare amore.
Inizia così questo viaggio alla scoperta di se stessi: Philippe capirà che la vita non è purtroppo quella di corte, mentre Lenore che ha bloccato il suo cuore ed è diffidente all’amore, alla fine cederà proprio al fascino dell’imbranato Philippe. Una commedia romantica per i più piccoli che strizza l’occhio anche ai grandi che si sono dimenticati del fascino dell’innamoramento, dove vengono un po’ sbeffeggiate le classiche Biancaneve, Cenerentola e Bella Addormentata e spicca invece la figura di Lenore, una ragazza indipendente e sarcastica al punto giusto.
Il film costato ben 20 milioni di dollari si snoda tra tribù indigene, oracoli particolari e giganti di pietra, ha delle musiche originali firmate dal pluripremiato Tom Howe (tra l’altro ha curato le musiche della “Leggenda di Tarzan”). C’è da divertirsi con “C’era una volta il Principe azzurro” perché gioca con abilità sul tema della fiducia, sugli amori veri e sulla consapevolezza che il vivere felici e contenti è una cosa da conquistare giorno dopo giorno. Non a caso i due protagonisti non appena scoprono il loro amore non vogliono che la storia si chiuda con il più classico lieto fine ma coma come “un nuovo inizio” da coltivare quotidianamente come l’amore che se non innaffiato tutti i giorni rischia poi di appassire, quello sì, per sempre.

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