ARTE ANTEPRIME FILM CINE&TURISMO CINEMA INTERVISTE LIBERAMENTE LIBRI LO SAPEVATE CHE... MODA E TENDENZE MUSICA NEWS RECENSIONI FILM RECENSIONI SR E JR RUBRICHE TEATRO TV
Caricamento in corso

Claudio Mattone presenta “Scugnizzi”: ad aprile al Teatro Augusteo a Napoli

Claudio Mattone presenta “Scugnizzi”: ad aprile al Teatro Augusteo a Napoli

Condividi questo articolo:

 

Le canzoni dello spettacolo bestseller C’era una volta … Scugnizzi restano insostituibili», spiega il compositore Claudio Mattone. Sono quelle che i fan hanno imparato frequentando le repliche a teatro e studiando quelle in tv del film del 1989 di Nanni Loy. Al lungometraggio appartengono Perzone perzoneZoccole, Carcere ‘e mare, Parlanno parlanno e Magnifica gente. Poi i classici in origine affidati a Eduardo De Crescenzo: Ajere”Io ce credoChiammame, Quantu tiempo ce vò. Hit dell’album “De Crescenzo” del 1983, in lingua napoletana, mescolati agli amarcord ’O Russ’ è n’omm’ ‘e merd e ’A città ‘e Pucelenella. Sulla “deriva” del linguaggio musicale Mattone pone – indispettito e addolorato – il suo sguardo paterno.

 

Napoli ha intrapreso una strada verso l’anticultura. Un anno e mezzo fa ho presentato il mio libro Scrivere in napoletano (decentemente …). Lo dico senza presunzione, ogni giorno leggo testi inqualificabili e rimugino tra me e me». Fin troppo esplicita l’allusione ai versi sgrammaticati, (linguisticamente) arroganti e disinvolti di certi rapper. «C’è degrado, abbandono, la gente si è abituata al peggio. In precedenza, nello spettacolo gli operai recitavano la battuta “ccà adda venì ‘na grande sala corse”; adesso si recita “ccà adda venì ‘na grande friggitoria. L’orgoglio di Napoli”. Pizzelle e panzarotti sono sintomo di quanto sia basso il rispetto per la città e la sua storia. I panzarotti rimangono panzarotti e la città resta città. A me piacerebbe vedere una Napoli che si riaffezioni al bello. Ve lo dice un emigrante di 83 anni. Da lontano mi accorgo delle esagerazioni, pur cosciente che si tratta di una metropoli di eccessi e contrasti».

Mattone anticipa «che una canzone inedita c’è. Non posso dire titolo e sinossi perché arriva in uno snodo della storia». Tra le novità del cast la presenza della giovanissima Maria Sofia Dos Santos, napoletana figlia di genitori brasiliani. «Interpreta Nennella, simbolo stradaiolo. È la mascotte del gruppo in compagnia di suo fratello, non ha un ruolo da cantante protagonista. Mi interessa la sfumatura della sua parlata, in perfetto napoletano, proprio perché “Scugnizzi” si muove su situazioni contemporanee». Poi Mattone si concede un affondo accorato sulla categoria che da sempre viene attribuita a “C’era una volta … Scugnizzi”, tanto dalla critica quanto sui cartelloni teatrali. «Sul termine musical ho qualche riserva. “Grease” è un musical, o altri titoli di importazione americana. Qui ci sono le mie canzoni, sì. Il musical prevede balletti e coreografie. Questo progetto include non ballerini diplomati bensì guagliuni ‘e miezz’ ‘a via. Ragazzi naturalmente talentuosi nel canto e affascinati dal sogno, ma non impeccabili. Deve essere qualcosa di reale, con un cast a volte impreparato, senza perdersi in monologhi che avrebbero rivelato certe inesperienze. Ricordiamo che il progetto nasce quando in tv erano inesistenti talent e format con i giudici. I dialoghi sono flash, per mantenere viva una sorta di verità».

La futura promessa di Mattone è un romanzo favolistico, «ambientato nel secondo dopoguerra, di cui i miei genitori mi hanno ampiamente raccontato, che non ha a che fare con la musica. Non escludo che possa diventare anche questo un soggetto per il palco teatrale e in quel caso dovrei poi immaginare le eventuali canzoni».

 

Fonte Repubblica.it