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Collegi del Mondo Unito (UWC): l’esperienza di Eleonora (18 anni) e Gaetano Drago (17 anni), due giovanissimi fratelli palermitani.

Collegi del Mondo Unito (UWC): l’esperienza di Eleonora (18 anni) e Gaetano Drago (17 anni), due fratelli palermitani che hanno vissuto un’intensa esperienza formativa e di vita, che li ha portati a progettare, produrre e realizzare un corto-documentario-turistico sulla loro città d’origine, Palermo.

corto-documentario-turistico di Palermo:

https://www.youtube.com/watch?v=Tz41YINmW30 

PREMESSA:

Ciao a tutti i nostri lettori,

noi della redazione de “ilprofumodelladolcevita.com”, nella persona di Andrea Giostra, abbiamo prima conosciuto e poi fatto un’interessante chiacchierata con due giovanissimi palermitani che stanno partecipando, con successo e tantissimo entusiasmo, all’iniziativa internazionale Collegi del Mondo Unito (UWC). Di seguito trovate l’articolo che abbiamo scritto in due versioni: italiano e inglese. La versione inglese è dedicata a tutti gli amici e colleghi di Eleonora e Gaetano, provenienti da oltre 140 Paesi di tutto il Mondo, che potranno così leggere il racconto di Eleonora e Gaetano e la loro bellissima esperienza di vita, di formazione, di integrazione e di convivenza con tantissimi altri ragazzi di estrazione sociale, culturale e religiosa diversa dalla loro. Grazie a tutti i lettori e buona lettura.

ARTICOLO:

DSC_1816 (1)Qualche giorno fa ho incontrato Eleonora e Gaetano Drago che, ad un certo punto della nostra chiacchierata, mi hanno parlato della loro bellissima esperienza di vita e di studio in giro per il Mondo.

Allora ho deciso di scrivere, per il nostro Magazine, questa breve ma bellissima storia, che a mio avviso dovrebbe essere la storia-esperienziale e di vita che dovrebbero vivere moltissimi giovani studenti italiani e del Mondo. Io da studente ho fatto l’Erasmus, e se devo essere sincero, mi sono molto ritrovato nella loro esperienza, anche se quella vissuta da Eleonora e Gaetano è stata ed è tutt’ora, un’esperienza ancora più ricca, più articolata e più interessante, che ha lasciato loro un segno profondo sia da un punto di vista umano che da un punto di vista formativo e professionale.

Eleonora e Gaetano sono nati e cresciuti a Palermo, una città che rispetto al mondo è “semplice” periferia, distante e sconosciuta dalle Metropoli mondiali che contano, dove la cultura e la creatività hanno un valore che oggi l’Italia ha quasi perduto, malgrado il suo immenso patrimonio artistico, architettonico e culturale. Palermo, in particolare, dal dopoguerra in poi, dopo decenni di chiacchiere, non sa bene ancora come sfruttare e valorizzare l’immensa cultura e la straordinaria arte che si ritrova ad ogni angolo, ad ogni incrocio, alzando gli occhi verso l’alto da ogni marciapiede del Centro Storico più grande d’Europa.

Eleonora e Gaetano hanno partecipato alla selezione per i Collegi del Mondo Unito (UWC). E’ un Avviso pubblicato ogni anno dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) del Governo Italiano. Eleonora e Gaetano hanno partecipato alla selezione mentre stavano finendo di frequentare il terzo liceo. Hanno vinto una borsa di studio che ha permesso loro di terminare gli studi – gli ultimi due anni di liceo – nel Collegio del Mondo Unito: Eleonora a Maastricht (Olanda); Gaetano a Singapore (Repubblica di Singapore).

I Collegi del Mondo Unito (UWC) è un movimento di educazione che comprende quindici tra Scuole e Collegi internazionali. Poi ci sono i Comitati Nazionali che coordinano i lavori e le relazioni tra i vari paesi e si occupano delle selezioni per inviare gli studenti nelle Scuole e nei Collegi. I Comitati Nazionali sono presenti in oltre 140 paesi del Mondo. Il modello dei Collegi del Mondo Unito (UWC), si basa su una serie di programmi educativi brevi per studenti di tutto il Mondo. La selezione degli studenti avviene attraverso criteri meritocratici e che tengono molto conto del talento del candidato. Le Scuole UWC, i Collegi e i Comitati nazionali, offrono borse di studio e programmi di borse di studio, per consentire agli studenti selezionati di partecipare a questo bellissimo programma di studio e soprattutto di scambio inter-culturale, inter-razziale e relazionale. Possono essere accettati anche studenti paganti: ma questi variano da Istituto a Istituto, da Collegio a Collegio.

DSC_0126L’esperienza dei Collegi del Mondo Unito include anche un programma di attività sportive, creative e di volontariato che ogni studente deve svolgere ogni settimana, e offre allo studente la possibilità di partecipare a conferenze internazionali, organizzare settimane di volontariato in giro per il mondo, viaggiare, realizzare progetti che si credono impossibili. L’aspetto interessante è anche quello che i Collegi del Mondo Unito insegnano ai ragazzi a lottare per un ambiente sano e pulito, a diventare “imprenditori sociale” (social entrepreneurs), e ad accedere alle borse di studio che Shelby Davis, un miliardario e filantropo Statunitense, offre agli studenti dei Collegi del Mondo Unito per studiare in più di 90 Università Statunitensi, tra cui alcune delle prestigiose Ivy League (che accomuna le otto più prestigiose ed elitarie università private degli Stati Uniti d’America)

Entrare a fare parte di un Collegio del Mondo Unito vuol dire sposare la missione di queste scuole che recita: “I Collegi del Mondo Unito rendono l’istruzione una forza per unire popoli, nazioni e culture per la pace ed un futuro sostenibile.

L’impronta multiculturale dei Collegio del Mondo Unito è tale che ne fa un luogo di condivisione, accettazione ed integrazione assolutamente unico al mondo. Il sistema è pensato per rendere tutto come un unico e perfetto “ecosistema” in cui, per esempio, i ragazzi palestinesi studiano e collaborano con quelli israeliani, dove studenti indiani, cinesi, europei, africani, neozelandesi, australiani, malesi, thailandesi, siriani, americani, ecc. discutono, confrontano, condividono le proprie idee, le proprie esperienze, hanno la possibilità di raccontarsi e di raccontare le rispettive culture di origine. Le parole d’ordine dei Collegio del Mondo Unito, per tutti gli studenti, sono: rispetto, tolleranza, voglia di conoscere l’altro.

DSC_1692Ebbene, in questa loro bellissima esperienza ancora in corso, Eleonora e Gaetano Drago, pur vivendola in posti lontanissimi uno dall’altra, attraverso le nuove tecnologie, il Web, Internet, Skype, etc.., hanno progettato, prodotto e realizzato un bellissimo corto-documentario-turistico, che effettivamente ha un fortissimo impatto e un potere attrattivo per lo spettatore che lo guarda e che immediatamente dopo sente un impulso interiore fortissimo di andare a visitare quella splendida città della quale vede le immagini che scorrono incisive e molto attrattive: la città è Palermo, la città di Eleonora e Gaetano.

Il video, in realtà, nasce dalle tantissimi richieste di centinaia di ragazzi che Eleonora e Gaetano hanno conosciuto durante la loro esperienza per il Mondo. Ragazzi, studenti come loro del Collegio del Mondo Unito, che con estrema curiosità volevano conoscere di più della loro città e sapere cosa avrebbero dovuto visitare se fossero venuti a Palermo. Allora Gaetano ed Eleonora, tornati a Palermo per le vacanze, hanno pensato di progettare, girare e poi montare questo bellissimo corto-documentario-turistico che avrete visto in apertura dell’articolo e che se non l’avete ancora fatto!, vi consiglio di vederlo immediatamente!

A questo punto non ci resta che augurare ad Eleonora e Gaetano di continuare la loro bellissima esperienza di studio, umana e professionale, in giro per il Mondo e di imparare sempre di più, come stanno già facendo, per trasmettere la loro esperienza e la cultura della condivisione e della reciprocità, che stanno maturando con passione e dedizione, ai loro pari a Palermo o in giro per il Mondo: amici, compagni di scuola, prossimi colleghi di lavoro, compagni di sport, etc. E’ questa l’unica via perché il Mondo intero superi tutte le barriere che anacora oggi (2016), più che mai, si stanno erigendo ancora più prepotenti, proprio perché non si conosce ancora bene il valore della condivisione, della partecipazione, della tolleranza e del rispetto per il prossimo, anche se diverso da noi!

DSC_0091 (1)Grazie Eleonora e Gaetano per la vostra bellissima storia che mi avete raccontato e in bocca al lupo per la straordinaria esperienza che continuerete a fare, che ci avete raccontato e che abbiamo il piacere di pubblicare sul nostro Magazine “ilprofumodelladolcevita.com”.

Vi aspetto prossimamente per aggiornarmi sull’evoluzione della vostra esperienza, che possa essere d’esempio per tanti giovani talentuosi italiani e se vogliamo, anche se il Magazine è Nazionale ed ha sede a Roma, la nostra capitale, per tanti ragazzi palermitani in particolare!

Andrea Giostra

Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra