compromessi-sposi-3E bravo Buccirosso! Attore, regista, drammaturgo di grande scala, in grado di rivisitare il romanzo manzoniano in chiave moderna attraverso un satira graffiante e moderna che proietta  la sua opera nell’odierna struttura sociale attraverso una serie di aggiustamenti tra il comico ed il farsesco strutturati da vero maestro.

Un usuraio campano, Don Rodrigo, stanziatosi sulle famose rive del lago di Como ma non del tutto in grado di gestire a suo favore gli affari camorreschi  causa un forte concorrenza locale, si invaghisce, alla pari del Rodrigo di manzoniana memoria, di Lucia Mondella che, però, è promessa a Renzo Tramaglino.

compromessi-sposi-3Scatta così la narrazione che Buccirosso, da vero maestro, sviluppa con l’utilizzo di tecniche direi quasi avveniristiche, senz’altro pregne di una eccezionale originalità nella descrizione quasi paradossale di una Lucia a dir poco stupida, di una Agnese aggressiva e neanche poco, di un Don Abbondio alquanto screanzato, di una Perpetua con un polso tale da gestire essa da sola quasi la vicenda; i bravi: sciocchi esecutori di strampalati ordini di un particolarissimo ed un tantino spaesato Don Rodrigo.

compromessi-sposi-2Ognuno dei personaggi del romanzo originale partecipa integrandosi nella scena pennellata da Buccirosso con una ironia sottile degna di maggiori successi; le musiche che accompagnano lo svolgersi della storia, lunga alquanto ( ma non potrebbe essere diversamente data la portata ed il gran numero di personaggi ), e la vera originalità di questo lavoro risiede nell’aver reso commedia, anzi commedia musicale vera e propria, una storia seria alla quale non eravamo assolutamente abituati ad affiancare musiche e canzoni dosate ed egregiamente integrate nel testo reso simpatico anche dall’inserimento dei più svariati dialetti: dal toscano al siculo, dall’emiliano al calabrese, primeggiando naturalmente il napoletano, in un’altalena di fantasmagoriche descrizioni a tinte forti ma veramente pregnanti; ben diciotto le canzoni che Buccirosso ha inserito nel lavoro di “ ristrutturazione “ de “ I Promessi sposi “, canzoni adatte alla bisogna, delicatamente inserite in un testo dalla travolgente comicità e dalla limpida scrittura.

compromessi-sposi1Un lavoro, questo di Buccirosso, che va visto ed ancora visto, va assaporato, gustato come una preziosa tazza di tè bevendo la quale si vede scorrere una storia in maniera simil-diversa da quella che eravamo abituati a conoscere, in un trionfo di battute, di gags, di musiche che arrivano al momento giusto ed ognuna delle quali perfettamente in grado di sottolineare lo svolgimento dell’azione: una tra tutte, una Tammirriata Nera da favola accompagnata da un poderoso corpo di ballo, da far sognare.

Colori, scene, interpretazioni: tutto perfetto come perfetta e palese è l’emozione che Buccirosso ha visibilmente provato sostenuto dall’abbraccio di un pubblico più che soddisfatto e che ha applaudito conscio di assistere ad un evento che ha dell’eccezionale, sotto tutti gli aspetti.

Si replica alla Sala Umberto di Roma fino all’8 gennaio 2017, ma il lavoro merita spazi più grandi e teatri di più grande spessore per estrinsecare tutta la sua grande potenzialtà.

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