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Con la serie tv Stalk l’impegno di RaiPlay a dare un calcio al cyberbullismo

Contro il bullismo arriva su RaiPlay una nuova serie televisiva Stalk, prodotta per la piattaforma digitale France TV Slash e che ha già ricevuto importanti riconoscimenti sia al regista, Simon Bouisson che al giovane attore protagonista, Théo Fernandez al Festival de la Fiction TV de La Rochelle 2019.

Dieci puntate della durata di 45 minuti girati in un contesto universitario che vdeono protagonista Lucas, alias Lux, un geek eccezionalmente dotato, arrivato alla facoltà grazie ad una borsa di studio vinta per le sue straordinarie capacità informatiche, si vede umiliato da un gruppo di studenti più anziani. Per vendicarsi delle mortificazioni subite, il ragazzo utilizza queste sue capacità per spiare, perseguitare e molestare i suoi aguzzini. Hackera i loro cellulari e i loro computer compreso quello di Alma, la ragazza di cui è innamorato.

La serie è stata presentata alla Festa del Cinema di Roma (nella sezione Alice nella citta) e da domani toccherà un tema molto difficile, quello del bullismo nelle scuole, un fenomeno che è sempre esistito, ma negli ultimi anni, in Italia e nel mondo, ha visto non solo un sensibile aumento ma anche una sorta di “evoluzione”. Se prima le vittime dei bulli erano i compagni di classe o i coetanei “più deboli”, oggi in Italia si registrano casi ancora più allarmanti che vedono vittime perfino gli insegnanti. Per non parlare del terribile fenomeno del cyberbullismo capace di portare le vittime perfino a trovare nel suicidio l’unica soluzione.

“RaiPlay non abdica mai alla sua missione di Servizio Pubblico – ha sottolineato il direttore Elena Capparelli – in particolare quando trattiamo temi scomodi.  Il nostro obiettivo è avvicinarci alla generazione dei millennials e renderli protagonisti senza intermediazioni dei nostri racconti, proponendo una serie di contenuti specifici per loro dal punto di vista del linguaggio, dei formati e dei temi trattati.  In questo modo il prodotto che presentiamo ha l’ambizione di rappresentare una prospettiva più contemporaneo e soprattutto più vicina alla realtà e alle emozioni del pubblico più giovane. La serialità  ‘Stalk’ – conclude Elena Capparelli – tratta il tema dell’accettazione e dell’esclusione ed evidenzia quanto questi fenomeni siano determinanti per una sana e serena crescita.”

Tutto questo ricordano che chiunque può diventare vittima di bullismo. Di solito gli unici requisiti sono avere una caratteristica, fisica o di altra natura, “fuori dal comune” ed essere vulnerabili e incapaci di reagire (nel caso di Lux è vittima dei suoi colleghi più anziani perché è fin troppo bravo con le nuove tecnologie informatiche) ma spesso rientrano tra le vittime di bullismo, i ragazzi di razza o etnia diversa, quelli che hanno un problema di apprendimento o handicap o i ragazzi omosessuali. Ma non solo. Si viene presi in giro dai bulli, ragazzi prepotenti e strafottenti anche perché si appartenere a un ceto sociale basso, perché si è troppo grassi o troppo magri, o si possiede una caratteristica fisica particolare, perfino essere bravi a scuola (come nel caso del protagonista della serie). In poche parole, diventano vittima di bullismo tutti coloro che escono fuori dagli standard. Per questo la serie Stalk proposta da RaiPlay merita la massima attenzione perché questo è un fenomeno che non può essere sottaciuto ma deve essere affrontato di petto per aiutare i più deboli e i più indifesi.