Dal 25 al 28 luglio a Porto Santo Stefano “ Pop Corn, festival del Corto “: tra gli ospiti Alessandro Haber, Sara Serraiocco e Raffella Carrà

Si svolgerà da giovedi 25 a domenica 28 luglio a Porto Santo Stefano, Piazzale dei Rioni, sul mare dell’Argentario, la terza edizione di “Pop Corn – Festival del Corto”,  che quest’anno vede come ospiti le star Raffaella Carrà, Sara Serraiocco e Alessandro Haber ed il cui filo conduttore è ispirato al tema: “Vita: il valore di una scelta”che comprende scelte di vita contemporanee, storie di migrazioni, sentimenti e relazioni in equilibrio allo scopo di aprire una finestra sul mondo attraverso l’arte cinematografica e allo stesso tempo accendere una luce di interesse sul territorio.

Il festival presenta in programma un concorso di cortometraggi con 21 titoli selezionati su oltre 3000 ricevuti da 115 paesi del mondo divisi nelle categorie Corti d’autore (14) rivolta ai professionisti del settore e Opere prime (7) rivolta ai videomaker, agli esordienti o a registi con più esperienza che realizzano il loro primo cortometraggio. La rassegna, dallo spirito giovane e indipendente, che mira a promuovere un cinema di qualità e allo stesso tempo inedito, è ideata e diretta da Francesca Castriconi, e propone quattro serate di proiezioni tra ospiti, registi e attori. A presentare il festival sarà l’attore romano Andrea Dianetti, che fin dalla prima edizione arricchisce la manifestazione del suo tocco ironico e spontaneo.

PROGRAMMA

Il festival si aprirà giovedì 25 luglio alle ore 21.00 con la proiezione del lungometraggio “In viaggio con Adele” opera prima di Alessandro Capitani e delicata commedia che parla di amore e diversità, dove per l’occasione saranno presenti due dei protagonisti, gli attori Sara Serraiocco e Alessandro Haber che incontreranno il pubblico del festival. Si prosegue venerdì 26 con la proiezione dei cortometraggi nella categoria Corti d’Autoreche continuerà anche sabato 27. Domenica 28 il festival si concluderà con la proiezione dei cortometraggi in concorso della categoria Opere Prime a cui seguirà il momento delle premiazioni (ogni giorno ore 21.30 nel Piazzale dei Rioni) e un momento in cui Raffaella Carrà, star di questa edizione incontrerà il pubblico.

A valutare i film candidati al festival, una giuria di esperti del settore cinematografico come il regista Alessandro Capitani, presidente di giuria, Manuela Rima di Rai Cinema, la docente e curatrice d’arte Ersilia Agnolucci, il montatore cinematografico Marco Spoletini, il giornalista e critico cinematografico Carlo Griseri, il costumista coreografo Stefano GiovaniMichele Sabia di Upgradeartist e Raffaella Carràche da anni ha scelto l’Argentario come sua seconda casa, la quale sarà presente in qualità di giurata e madrina del festival.

I FILM IN CONCORSO

Per la sezione Corti d’autore, sono stati selezionati i seguenti titoli: “All these creatures” del regista australiano Charles Williams, vincitore della Palma d’oro come miglior cortometraggio a Cannes 2018, storia di un adolescente che cerca di fare i conti con i suoi ricordi legati al lento progredire della malattia mentale del padre. Quando un uomo di colore sorride a un ragazzino bianco di 10 anni dall’altra parte della cassa di un supermercato questo innocuo gesto sfocerà in una reazione scioccante: questo è ciò che accade in “Skin” di Guy Nattiv, vincitore del premio Oscar per il miglior cortometraggio 2019; spazio all’imprevedibile nel corto “Si sospetta il movente passionale con l’aggravante dei futili motivi” di Cosimo Alemà, che vede  l’incontro di quattro amanti dello stesso uomo che per sopravvivere agli eventi dovranno trasformarsi in compagne; il calcio come metafora che unisce ne “Il mondiale in piazza” di Vito Palmieri; e ancora “The Funanbulist dream”, di Ines von Bonhorst e Yuri Pirondi, documentario sulla vita del funambulo Andrea Loreni; è una thriller comedy “9 Pasos” di Marisa Crespo Abril e Moisés Romera Pérez che racconta di un bambino che dovrà affrontare la paura del buio; è la storia sul figlio di un cacciatore e su come ogni uomo uccide la cosa che ama quella raccontata in “Deer boy” di Katarzyna Gondek; la vita segreta di un lavoratore part-time che nel tempo libero fa la drag queen è al centro di “Pepitas” di Alessandro Sanpaoli; “Taste of Berry” (Tame toot) di Ahmad Seyedkeshmiri è basato su una storia del capolavoro di Abbas Kiarostami “Sapore della Ciliegia” di un giovane che tenta di suicidarsi prima dell’alba. Riuscirà l’albero a cambiare la vita del giovane? “Dio sta dormendo sotto un ciliegio” di Federico Videtta è la storia di un attacchino annoiato che dopo aver trovato un cellulare, riceve una chiamata che lo incita a recuperare dei soldi nascosti sotto un albero di ciliegio; l’amicizia nata da un inconveniente è al centro di “Step by Step” di Adam Baroud; una rapina dai risvolti inaspettati è la protagonista di “Nos Vamos Pà Paris” di David Norris; è la storia di un gruppo di richiedenti asilo arabo arrivato a una frontiera inglese quella descritta in “Are You Volleyball?” di Mohammad Bakhshi e infine un pennarello magico in grado di realizzare quasi tutti i desideri la vicenda in  “Magical” di Bahador Adab.

In programma nella la categoria Opere prime “Los hijos dos silencio” di Anthony Xavier, che racconta di quella generazione distrutta ma non sconfitta, che cammina in un buio Venezuela in attesa di trovare una luce. “Aria Prima” di Luca De Paolis e Gaetano Mangia, che racconta una storia strettamente legata al territorio da cui proviene, la Puglia, di una famiglia e delle sue evoluzioni emotive di fronte ad alcuni momenti chiave della loro vita; “Zoe, Belleville” di Simone Salvatore e Filippo Cerri sulle vicende della ventenne Zoe che ha scelto di passare una notte a pagamento con un uomo che non conosce; è un’animazione ambientata in un universo post-apocalittico in cui gli insetti hanno sostituito gli umani e perpetuano la loro violenza quella di “Les Éléphants Seront Contents” di Lucas Roussel, Charlotte Brun, Loïc Frimat, Vin- cent Labis, Adrien Lannoy, Alice Lepoutre; “Short Changed” di Zoë Hutber
, stop motion sulla lotta di una coppia contro il sistema in un mondo in cui tutti sono fatti di soldi; esplora il mondo dell’immigrazione il corto “Clandestine” (Tahrib) di Gerard Vidal-Cortes, dove un giovane marocchino deve trasportare un gruppo di immigrati illegali attraverso lo stretto di Gibilterra; infine infine racconta del coraggio e della determinazione di un bambino di “Biscuit” di Abdul Hamid Mandgar.

La grafica di quest’anno è stata realizzata da Gilbert Garcin, fotografo francese surrealista. L’immagine utilizzata per questa edizione del festival si intitola “La Coeur de la Cible” e rispecchia a pieno il tema del festival. Molte delle immagini dell’artista aprono la mente dello spettatore a domande universali sul significato dell’esistenza.

 

 

Commenti

commenti