I David di Donatello 2019 segnano il trionfo di Mateo Garrone che si aggiudica la statuetta più ambita, quella di Miglior Film 2019. Un successo meritatissimo per un film che è stato riconosciuto sin dal suo esordio a Cannes, come un fenomeno.

Il leit motiv della serata di premiazione sono state le emozioni e le lacrime, tutti i proagonisti della serata hanno rivelato la grande umanità che c’è diero chi fa il Cinema. Già Marina Confalone, Miglior Attrice non Protagonista per “Il Vizio della Speranza”, la prima ad essere premiata, ha aperto la strada alle lacrime, al coraggio di lasciar andare le emozioni, per una volta quelle vere, personali di chi per mestiere deve “fingere” emozioni altrui. Sfilano uno dopo l’altro i Premiati, i protagonisti della stagione cinematografica sono loro: Alessandro Borghi, Elena Sofia Ricci e Matteo Garrone. Nelle prime interviste a caldo, Garrone sprizzava felicità, una felicità autentica e condivisa, per un film che ha avuto una lunghissima gestazione (l’inizio della scrttura risale a 12 anni fa), che ariva in un momento particolare per il Cinema italiano, un anno che ha visto una calo delle presenze in sala. Come ogni grande personaggio, la soddisfazione per i riconoscimenti va condivisa e Garrone non dimenica di ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita del film: “Il regista deve coordinare le risorse, senza lo staff non sarebbe stato possibile realizzare il film…”

A chi ha seguito la premiazione in diretta Rai, condotta da Carlo Conti, non sono sfuggiti gli occhi lucidi di  Alessandro Borghi che nel ricevere il Premio come Miglior Attore Protagonista, che ha sottolineato l’importanza di ricordasi che tutti gli esseri umani hanno diritto ad essere trattati come tali. Nelle prime dichiarazioni a caldo, appena dopo la premiazione, Borghi ha ringraziato Netlix, che aveva dmenicato di citare sul palco, tanta era l’emozione per questo premio così prestigioso.

Qual è stata la soddisfazione più grande? “Sentire che appena dopo l’uscita del film, il Carabiniere ha confessato!”. “Questo film mi ha regalato tutte le soddisfazioni che potevo riceve, le piazze, il pubblico e il coinvolgimento dei giovani (Sulla Mia Pelle ha ricevuto anche il David dei Giovani, premio istituito quest’anno).  E’ una bella responsabilità diventare un riferimento per i ragazzi…”.

La sfida di questa edizione dei David di Donatello sembra essere tra il Cinema “tradizionale” e quello della nuova generazione, ovvero tra i film per il grande schermo e quelo per le piataforme, a ricordare che i film hanno bisogno di essere visti in sala è proprio Matteo Garrone: “Se ci sono televisori sempre più grandi, devono esserci anche sala sempre più grandi e affollate…”, un riferimeno chiaro a Netflix e a tutte le piattaforme che in qualche modo sottraggono spettatori al cinema, almeno da un certo punto di vista è senz’altro così. Ma se da un lato i film si possono vedere a casa, è anche vero che le produzioni Netflix passano prima dalla sala per poi approdare sulla piatttaforma digitale, in questo modo la vita del film si allunga e raggiunge un pubblico più ampio (ndr). L’unica via che resta al Cinema per sopravvivere alla rivoluzione digitale è stringere un patto si alleanza, spingedo i film nelle sale il più a lungo possibile. Un’intuizione che non è sfuggita alla Presidente Piera Detassis e al Diretore Artistico del Festival di Venezia, Alberto Barbera, che hanno accolto e premiato i film di Netflix, in quanto opere cinematografiche. Non si può fingere che il fenomeno non esista o cercare di arginarlo non riconoscendone le qualità (come si tenta di fare a Cannes).

La Rivoluzione di Piera Detassis

La 64ma edizione dei David di Donatello segna un cambio di rotta importante, quello messo in atto dalla neo Presidente Piera De Tassis che, dopo  un primo anno  in corsa, ha preso le redini di David, attuando una rivoluzione importante. L’obiettivo è quello di riporare al centro la grandezza del cinema italano che può contare su tante eccellenze, non solo del passato ma del presente e del futuro. Un cambamento che si avverte nell’imporanza che i David, quelli che sono condsiderati allla stregua degli Oscar italiani, meritano. Un lavoro che riguarda un anno intero e che culminano nella serata di premiazione. Creare l’attesa, l’aspettativa, una sana competizione che spinga tutti a realizzare prodotti di qualità sempre più elevata, con un’attenzione particolare alla sala cinematografica. Questo l’obiettivo di Moviement, la campagna che porterà le sale cinematografiche a restare aperte tutto l’anno, con un’offerta di titoli interessanti anche durante l’estate e un incenivo con il costo dei biglieto a 3Euro, a partire proprio dal 1 aprile.

 

 

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