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Debutta a Roma “ Titizè – a venetian dream “ uno spettacolo che reinventa la commedia dell’arte

Debutta a Roma “ Titizè – a venetian dream “ uno spettacolo che reinventa la commedia dell’arte

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Cosa significa “ titizè “? E’ una espressione in puro dialetto veneziano con la quale chi la pronuncia intende chiedere a chi ha di fronte: chi sei?

Lo spettacolo che andrà in scena a Roma al teatro Olimpico dal 4 all’8 marzo prossimi, dall’omonimo titolo, è una particolare espressione teatrale tutta fondata su due fattori, la meraviglia e lo stupore attraverso i quali l’autore Daniele Finzi Pasca intende rinnovare il rapporto secolare tra la città di Venezia, l’acqua che la ingloba e l’uomo che la vive e la fa vivere: il tutto mixato tra il clownesco e la danza, la musica ed il teatro acrobatico.

Lo spettacolo conduce lo spettatore all’interno di un universo rarefatto, surreale attraverso una narrazione apparentemente frammentata, certamente molto allusiva immergendolo all’interno di un caleidoscopio estremamente significativo tale da evocare una emissione di suoni senza senso, simili a parole ed a discorsi reali tendenti ad ottenere uno scopo comico o farsesco.

Titizé è, in fondo, una vera e propria fusione di tradizione ed innovazione in grado di creare metafore, creare emozioni per mezzo dell’utilizzo di particolari macchine sceniche e di fondersi con l’anima della città lagunare per eccellenza all’interno della quale si concretizza un affascinante racconto, uno spettacolo per mezzo del  quale l’autore e regista intende gettare uno sguardo sul futuro di una città famosa nel mondo, conosciutissima di giorno e sconosciuta di notte.

Lo spettacolo è caratterizzato da poche parole e molte immagini per illustrare per mezzo di fascinosi acrobati la notte la sua follia, acrobati che levitano, volano nell’acqua o si moltiplicano come sarebbe possibile osservarli a mezzo di un caleidoscopio in un dialogo continuo con il pubblico: una commedia comica, stupefacente, un sogno a favore di un pubblico che vuole sognare.

Le musiche sono di Maria Bonzanigo e sono eseguite dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal Maestro Pasquale Corrado che dirige anche il Coro Città di Piazzola sul Brenta; la scenografia è opera di Hugo Gargiulo e Matteo Verticchi mentre i meravigliosi costumi sono di  Giovanna Buzzi.