Gigi Proietti, Decamerino

Gigi Proietti, Decamerino

Gigi Proietti torna in libreria con un testo originale, “Decamerino, novelle dietro le quinte”, già il titolo racconta molto del nuovo libro che, parafrasando il “Decamerone”, si snoda in una serie di racconti questa volta però del dietro le quinte dei “camerini”, da cui “DECAMERINI”. Appassionato musicista e cantante fin dalla giovinezza, da quando all’università si avvicina al teatro sperimentale, è un successo dopo l’altro. Protagonista in Tv come giudice di “Tale e Quale Show”, che ha riscosso un enorme successo di pubblico, Gigi Proietti torna a quello che è il suo vero amore, il teatro, raccontandone il palcoscenico e soprattutto il dietro le quinte, ciò che gli spettatori non vedono.

“Decamerino” 
C’era una volta una grande tenda da circo, dove un giorno non si sentirono più i ruggiti dei leoni ma rumori di teatro: quel circo si era trasformato in un teatro tenda. Per lo spettacolo servivano un paio di pantaloni neri, una camicia bianca e una cassa che nel tempo si è riempita di personaggi e di storie e sonetti e novellacce, alcuni approdati sulla scena, altri rimasti nascosti nel camerino. A cominciare dalla grande rappresentazione sacra di Giubileo, passando da Gaetanaccio a Edmund Kean, Gigi Proietti, o meglio il dottor Divago, racconta in questo libro di mondi perduti e di altri vicinissimi a noi.

Sono novellacce dietro le quinte, rubate tra una battuta di scena e l’altra, battibecchi fra le sarte e i giovani attori, ma anche squarci di cronaca come la decisione di quel sindaco che voleva cancellare S.P.Q.R. e sostituirlo con RoMe&You. E tra un racconto e l’altro fanno capolino molti sonetti e poesie, annotati di corsa dietro una scaletta, poco prima di cambiare l’abito e riaggiustare il trucco. Il risultato è un racconto nel racconto di pensieri arruffati, atti unici, odori, abitudini che segnano il ritorno di un grande affabulatore capace di far sorridere e commuovere con le sue cronache ad alto tasso di romanità. E non solo, perché questo diariode-camerino è un’occasione per vedere il lavoro dell’attore da vicino, spiarne la meticolosità maniacale, l’incanto ossessivo che da finzione diviene realtà per ogni spettatore.

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