DEVILS’ KNOT- FINO A PROVA CONTRARIA Di Aton Egoyan. Recensione di Michelangelo Arizzi. DEVIL’S KNOT racconta di una storia vera di cronaca nera svoltasi 20 anni fa nel Tenessie, di tre  ragazzi rapiti e uccisi in una tranquilla comunità della provincia americana. I risvolti di  questo fatto, che sconvolse gli Stati Uniti, sono inquietanti perché vi entra in gioco il tema  del satanismo rituale con i relativi sacrifici. Tutte le piste portano a dei ragazzi rei di suonare un rock cosiddetto satanico che vengono incastrati da una testimonianza di un ragazzo  manipolato dalla madre che forse vuole vendicarsi del leader del gruppo.
La storia però si complica anche per delle altre testimonianze contraddittorie e per una  indagine portata avanti in modo approssimativo e che non porterà a nessun risultato certo  nonostante l’impegno di un investigatore (Colin Firt) che si prodigherà per evitare che la  solita caccia alle streghe produca ulteriori morti e senza raggiungere la verità. Un film onesto,  che fa i conti con una realtà che non è mai chiara e dove l’eroe questa volta non raggiunge  la verità nonostante il suo impegno. La verità è che la realtà non è mai così chiara come ce  la immaginiamo, forse perché abituati a una produzione filmica sterminata nel genere che  ha sempre un colpevole e dove tutto alla fine è chiaro allo spettatore. Qui il regista invece ci  dice il contrario, secondo la nostra recensione, ci dice che la natura umana è complessa, bugiarda piena di debolezze di pregiudizi, una forma di impotenza nei confronti del male dove il mistero sembra proteggere  i suoi artefici e dove l’uomo comune non sa spingersi oltre più di tanto.
Devils’ Knot arriva nelle sale italiane l’8 maggio, distribuito da Notorius Pictures.

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