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“Una diecimilalire” (2016), regia Luciano Luminelli, Cinema Madison, Roma, 06 settembre 2016. – Presentazione.

14195279_10208865529347104_5377036336963242471_odi Andrea Giostra.

Domani, Martedì 6 settembre 2016, alle ore 20:30, presso il Cinema Madison di Roma, sarà proiettata la prima del Film Una diecimilalire”, con la regia di Luciano Luminelli e la partecipazione straordinaria della bravissima e bellissima attrice partenopea di teatro e di cinema Marilù De Nicola.

Il Cast si compone di attori e attrici bravissimi: Ciro Esposito, Gerardo Placido, Paola Lavini, Chiara Conti, Francesco Colangelo, Sebastiano Somma, Gianluca Di Gennaro.

Durante la prima di domani, Martedì 6 settembre, saranno presenti in sala con Marilù De Nicola, la figlia Asia, il suo caro amico, nonché curatore di immagine, Vincenzo Fatteruso e la scrittrice Sonia Planamente.

SINOSSI:

È il 1960 e Vincenzo è un giovane intraprendente e volenteroso, che all’età di appena undici anni decide di scappare da un piccolo paesino della Basilicata, abbandonando la sua famiglia per rifugiarsi a Roma, nella capitale, da un fratello calzolaio. Sullo sfondo di un’Italia nel pieno del boom economico, comincia a lavorare in un bar e consegue una licenza elementare. Tutto sembra scorrere nel verso giusto ma una triste scoperta sconvolge la sua vita. Vincenzo cerca un ulteriore riscatto per sé e per il fratello aprendo un’attività commerciale e consolidando così la sua affermazione sociale nella capitale, ma sempre con il rammarico di non aver vicino la famiglia d’origine e soprattutto il fratello Giovanni. Torna al suo paese ormai da uomo adulto, al capezzale del padre morente, portando con sé i ricordi di bambino, da uomo vincente per la sua gente, ma sconfitto nel profondo e vittima del rimpianto per una vita vissuta a metà.

14232661_10208865532347179_4060350506640494960_nBrevi note sull’Attrice Marilù De Nicola.

Marilù De Nicola l’abbiamo già ammirata in diversi importanti spettacoli: “La gallina intelligente“, “La locandiera“, “Il figlio della balia“, “La Principessa Brambilla“. Lo scorso anno ha debuttato sul Grande Schermo proprio con “Una diecimilalire” (2016) nel ruolo di Amalia. In quest’ultimo periodo sta lavorando alla piece teatrale “Giochi d’ amore” con la regia del maestro Claudio Jankowski.

Una diecimilalire” (2016) – Official “YouTube” Trailer:

https://www.youtube.com/watch?v=FQN2QaQA_Go ;

Una diecimilalire” (2016) – Official “Mymovies” Page:

http://www.mymovies.it/film/2015/unadiecimilalire/ ;

Una diecimilalire” (2016) – Official “FilmTV” Page:

http://www.filmtv.it/film/127770/una-diecimilalire/ ;

Una diecimilalire” (2016) – Official “Marilù De Nicola” Web-Site:

http://www.mariludenicola.it/ ;

Una diecimilalire” (2016) – Official “Marilù De Nicola” Facebook Page:

https://www.facebook.com/Maril%C3%B9-De-Nicola-112433725518329/ ;

I lettori che volessero conoscere l’autore della Presentazione, Andrea Giostra, possono consultare la sua “Official Facebook Page” e la sua “Personal Facebook Page”:

https://www.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ ;

https://www.facebook.com/andrea.giostra.31 .

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Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra