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” Dispensa stellata ” : il Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP per il riutilizzo del cibo avanzato

Il problema del riuso del cibo non consumato sulle tavole degli italiani e non solo ha formato oggetto di un convegno condotto dalla giornalista Elisa Sciuto organizzato dal Consorzio Zampone e Cotechino Modena che intende in tal modo non soltanto tendere ad educare la popolazione a non gettare via, ad esempio, quei 65 chilogrammi l’anno che gli italiani scartano e gettano nel secchione dell’immondizia a ferste natalizie terminate per un equivalente di almeno 5 euro la settimana e cioè 260 euro l’anno.

In vista della Giornata Nazionale Di Prevenzione Dello Spreco Alimentare del prossimo 5 febbraio 2022 il Consorzio ha organizzato a Roma uno show cooking con lo scopo precipuo di riportare in tavola quelle eccellenze gastronomiche che le scorse festività natalizie hanno “ accantonato “ per poi destinarle quasi certamente alla distruzione; invitati d’onore il Cotechino e lo Zampone di Modena che hanno costituito gli ingredienti di base di una manifestazione alla quale è stato dato il nome di “ Dispensa Stellata “ i cui protagonisti, oltre al Presidente del Consorzio Paolo Ferrari, al biologo nutrizionista Lorenzo Traversetti ed al Responsabile scientifico del Waste Watcher Internazionale e della campagna “ Spreco Zero “ Luca Falasconi sono state alcune “ stelle “ provenienti dal mondo della televisione ( Barbara Chiappini ), dalla nota show girl ed attrice Eleonora Pedron ed il pluriforme Raffaele Arena detto familiarmente “ Lello “ e da tutti conosciuto come esponente della nuova comicità napoletana e non solo.

La direzione “ gastronomica “ dello show cooking era affidata al popolare chef e divulgatore scientifico Alessandro Circiello che da stella della cucina contemporanea e della nuova moderna concezione gastronomica, riesce abilmente a conferire un tocco “ light “ alle sue allettanti proposte.

Questo il menù del corretto riuso degli alimenti che spesse volte vengono “ appoggiati “ in dispensa e lì fatalmente dimenticati per essere poi destinati al secchione dei rifiuti:

  • Lello Arena ha preparato una pasta alla crema di zucca e dadolata croccante di     Cotechino Modena Igp;
  • Eleonora Pedron ha proposto un involtino di verza con ripieno di Zampone Modena Igp con granella di pistacchi.
  • Barbara Chiappini ha sapientemente preparato delle bombette al vapore ripiene di Cotechino Modena guarnito da estratto di rape rosse e polvere di caffè.

Dulcis in fundo la proposta di Alessandro Circiello: un pandoro ( in vece del solito pan di spagna ) con crumble di cotechino croccante.

La manifestazione ha costituito l’occasione per descrivere le principali caratteristiche dello Zampone e del Cotechino Modena IGP, due eccellenze dalla tradizione gastronomica italiana che tradizionalmente vengono acquistate, regalate e…..dimenticate in dispensa a feste natalizie terminate; il pubblico presente in sdala ha così avito modo di comprendere il valore prezioso dei due elementi appartenenti al settore di quella cucina che viene definita a torto “ povera “ che sebbene tragga ispirazione da concetti quali il risparmio ed il riutilizzo degli ingredienti, costituisce una ghiotta occasione per degustare piatti nuovi basati sui gustosi prodotti dell’arte gastronomica emiliana.

Due parole sul Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP: è un Consorzio che si é costituito nel 2001 a Milanofiori (Milano) dopo un articolato percorso iniziato nel 1999, anno in cui i due prodotti hanno ottenuto l’ambito riconoscimento europeo IGP (Indicazione Geografica Protetta) con il regolamento della Commissione Europea n. 509/1999.

Il Consorzio, che ha per scopo la tutela e la valorizzazione dello Zampone Modena e del Cotechino Modena IGP, conta oggi 14 aziende che rappresentano i principali produttori dei due prodotti IGP che tradizionalmente ancora compaiono, purtroppo, soltanto in occasione delle festività natalizie.

La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) introduce un nuovo livello di tutela qualitativa che tiene conto dello sviluppo industriale del settore, evidenziando l’importanza delle tecniche di lavorazione impiegate oltre al rispetto del vincolo territoriale. Quindi, la sigla identifica un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità, reputazione, ricetta e caratteristiche si possano ricondurre all’origine geografica, e di cui almeno una fase della produzione, della trasformazione o dell’elaborazione avvenga nell’area delimitata.