Alla nona edizione della Fiera dedicata alla fotografia, che si è aperta a Milano all’interno dello spazio multifunzionale del “ The Mall “ il 22 marzo e che terrà banco fino al prossimo 25 marzo, sono, tra le altre, esposte due pregevoli opere fotografiche di Marilù S. Manzini, pittrice, scultrice, giornalista, regista che, appoggiata ad una delle ottantacinque gallerie selezionate dal Comitato Scientifico di “ Mia Photo Fair “, quella di Paola Colombari, si distingue per due foto di grande impatto dai titoli di “ Breathe “ e “ The Autopsy of the Stars ).

Centotrentacinque gli espositori presenti dei quali un terzo esteri e cinquanta dei quali autori di progetti speciali; tra questi proprio Marilù S. Manzini che  così descrive i due prestigiosi scatti: “ La prima, “ Breathe, respiro “e’’ una fotografia ambientalista, attraverso la quale intendo evidenziare il problema dell’inquinamento: siamo tutti asfissiati e la protagonista della foto non riesce neanche a fumare poiché deve servirsi della maschera antigas; con la seconda foto invece, “ The autopsy of the stars “ ” ho inteso ragionare intorno alla morte di personaggi famosi, prendendo ad esempio quella, famosa e molto discussa, di Marilyn Monroe, e mi è apparso chiaro che quando un corpo è su un tavolo settorio, è uguale a qualunque’altro, non c’è nessuna differenza tra i corpi perché la morte è uguale per tutti”.

Un’altra importante foto della Manzini, ” Il giorno della Shoah “ è esposta al Museo Ebreo Ferramonti di Tarsia di Cosenza: con essa l’autrice dimostra come, con i suoi scatti, produce non soltanto immagini belle sotto il profilo tecnico ma riesca anche a trasmettere la profondità dei significati rappresentati al fine di indurre a ragionare sui significati profondi per emozionare lo spettatore emozionandolo ed inducendolo alla riflessione.

Argomento, questo che attraverso le due opere esposte al Mia Photo Fair, è chiaramente evidenziato, anche per un osservatore assolutamente distratto.

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