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…e fuori nevica, di Vincenzo Salemme. Recensione

...e fuori nevica

“…E FUORI NEVICA“ UN FILM DI VINCENZO SALEMME. Il cast alla presentazione romana del film alla CIttà del Gusto. Recensione di Andrea Gentili. “…E FUORI NEVICA” dal prossimo 16 ottobre al cinema, un film di Vincenzo Salemme che vede impegnati attori della portata di Carlo Buccirosso, di Paola Quattrini, Nando Paone, di Margareth Madè, di Maurizio Casagrande e di Giorgio Panariello; la storia: tre fratelli, uno dei quali per trent’anni lontano dalla famiglia e praticamente dimenticato dagli altri due, debbono necessariamente riunirsi per la lettura del testamento che la loro madre, morendo, ha lasciato ad un notaio che lo leggerà alla loro presenza.

Alla lettura del testamento la sorpresa: la mamma ha disposto che per ereditare l’unico suo bene, una casa in quel di Napoli, i tre fratelli dovranno vivere insieme nello stesso appartamento.

L’intreccio, pur valido e saturo di gags, si dipana attraverso una serie di incredibili scenette comiche quasi che fosse una serie di barzellette raccontate ognuna da vari personaggi, tuttavia con una certa logica sequenziale che fa del film motivo di riflessione sulla forzata convivenza fra i tre: un immaturo, un ansioso, un apparentemente deficiente bisognoso di continua assistenza.

Certamente l’arte di Salemme è evidente, ma appare velata da una certa ripetitività che tende a concentrare l’attenzione dello spettatore soltanto sull’aspetto comico della vicenda narrata la quale, però, sarebbe stato utile fosse stata maggiormente amplificata attraverso un più profondo esame psicologico dei personaggi; Buccirosso ( Stefano ) è bravo nell’interpretare la parte del fratello che assiste il deficiente ( ma che deficiente non è ), Nando Paone ( Cico ) è invece l’elemento chiave che fa marciare tutta la storia sul binario del nuovo e dell’assurdamente vero mentre un simpaticissimo avvocato Saponetta ( Maurizio Casagrande ) è in grado di rivelare un professionista serio coinvolto in una vicenda che vede impegnati personaggi tanto diversi tra loro; Salemme ( Enzo ) è un immaturo che vivacchia cantando su una grande nave da crociera dalla quale, per i debiti che ha accumulato, verrà cacciato.

Ovviamente, la storia si conclude con un inaspettato lieto fine proprio grazie alla “ particolarità “ di Cico che in un momento di assurda intuizione suggerisce il modo di guadagnare una montagna di soldi a tutti personaggi che gli ruotano intorno.

Il lavoro cinematografico presentato è tratto da una commedia che Salemme ebbe a redigere nel 1994, ora fatta rivivere proprio in occasione della ricorrenza dei venti anni dalla sua scrittura: famiglia, disabilità, tolleranza, affetto sono gli ingredienti utilizzati per conquistare lo spettatore facendolo ridere, senza cattiveria pur evidenziando tutta una serie di ipocrisie tanto in ambito familiare che all’esterno della vita dei tre fratelli obbligati a convivere dal testamento con il quale la madre, in buona fede, intendeva evidentemente, tenerli finalmente uniti.

La famiglia finalmente ( e forzatamente ) riunita è quindi il soggetto sotteso di questo lavoro che è in effetti una commedia comica originata dai piccoli e grandi drammi di quell’uomo moderno che la famiglia sta ormai dimenticando.