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EVA RICCOBONO E’ LA DONNA PIU’ BELLA ED ELEGANTE DEL MONDO PER IL 2015 SECONDO IL “WORLD AND PLEASURE INTERNATIONAL MAGAZINE”.

La donna più bella ed elegante del Mondo per l’anno 2015, secondo la prestigiosa rivista “World and Pleasure International Magazine“, è la palermitana Top-Model e Attrice Eva Riccobono.

Il “World and Pleasure International Magazine” è una rivista dedicata al luxury e lifestyle, “vetrina” prestigiosa che consente di accedere ad una realtà di altissimo profilo, che fa conoscere e scrive dei personaggi più importanti del jet set internazionale, di professionisti di importanza mondiale, e di imprenditori miliardari e conosciuti in tutto il globo (http://wap-mag.com/news_and_features_15002.html).

Per il 2015, il “World and Pleasure International Magazine”, ha selezionato 12 donne che si sono distinte per bellezza, fascino ed eleganza. Al primo posto si è classificata l’italiana Eva Riccobonoeva-riccobono, prima Top-Model di fama internazionale, che ha calcato le passerelle più prestigiose del mondo per gli stilisti più importanti della Moda planetaria: da Valentino a Dolce & Gabbana, da Versace a Cavalli, da Armani a Ungaro, etc..; e dopo Attrice di successo che ha già lavorato con grandi registi quali Carlo Verdone, “Grande, Grosso e Verdone” del 2007, Paolo Franchi, “E la chiamano estate” del 2012, Renato De Maria, “La vita oscena” del 2014, e recentemente con il bel film di Mario Ponti “Io che amo solo te” del 2015 e ancora in prima visione nelle Sale del Grande Schermo italiane. Nel 2013 è stata scelta da Bernardo Bertolucci, Presidente della giuria del Festival del Cinema di Venezia, come Madrina del Festival. Nota anche per aver lavorato in RAI1 con Rosario Fiorello: prima nello Show “Stasera pago io… in euro” del 2002https://www.youtube.com/watch?v=PTgDde5n-sw) – e poi neIl Più Grande Spettacolo Dopo Il Week End” del 2011 – https://www.youtube.com/watch?v=9Rf6btCJ1S8 . Eva è notissima anche per le fotografie scattate dal grandissimo fotografo Bruce Weber per il Calendario Pirelli, nonchè per gli shooting di Annie Leibovitz per il Calendario Lavazza.

amaia_salamancaLa classifica del “World and Pleasure International Magazine” vede al secondo posto l’attrice spagnola Amaia Salamanca, 29 anni;

al terzo la modella e attrice inglese Rosie Huntington-Whiteley, ex angelo di “Victoria’ Secret;

al quarto l’attrice Emma Watson, 25 anni, conosciuta per il ruolo della maghetta Hermione Granger nella saga di “Harry Potter”;

al quinto Jessica Alba, attrice americana protagonista della serie televisiva di James Cameron “Dark Angel”, e più recentemente la donna invisibile della pellicola della Marvel “I Fantastici Quattro”;

al sesto l’attrice americana Jennifer Lawrence, premio Oscar per “Il lato positivo”, nonché protagonista della saga di “Hunger Games”e dei film “American Hustle” e “Winter’s Bone”;

in settima posizione la modella sudafricana Candice Swanepoelcandice-swanepoel, anche lei angelo di “Victoria’s Secret”;

all’ottava posizione Kate Upton, famosa per aver posato per diversi servizi fotografici di “Vogue Italia”;

alla nona posizione Scarlett Johansson, considerata una delle icone più sexy di Hollywood e del Mondo;

la modella brasiliana Alessandra Ambrosio, altro angelo di “Victoria’s Secret”, si è classificata al decimo posto;

all’undicesimo la modella australiana Miranda Kerr, testimoniale di Swarovski;

al dodicesimo la giovanissima Caterina Ravaglia123-caterina-ravaglia-6, classe 1994, volto delle campagne pubblicitarie di Missoni e Frankie Morello, che ha anche sfilato per Giambattista Valli, Prada, Chanel, Hermès, Lanvin e Saint Laurent.

 

 

 

 

Le foto delle altre protagoniste:

Rosie Huntington-Whiteley, terzo posto:

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Emma Watson, quarto posto:

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Jessica Alba, quinto posto:

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Jennifer Lawrence, sesto posto:

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Kate Upton, ottavo posto:

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Scarlett Johansson, nono posto:

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Alessandra Ambrosio, decimo posto:

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Miranda Kerr, undicesimo posto:

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Sono un appassionato di cinema, e come tale, quando guardo un film, mi lascio trascinare dalla narrazione e dalla successione delle scene. Guardo il film con ingenuità percettiva, non condizionata e non inquinata da sovrastrutture e preconcetti culturali, che non siano ovviamente quelle della mia personale esperienza di vita con i suoi vissuti e le emozioni (gioie e dolori) che hanno caratterizzato la mia storia e delle quali certamente non posso spogliarmi. Quello che a me interessa, quando guardo un film, sono solo le emozioni che ho provato. Quello che poi cerco di raccontare è il messaggio che mi è arrivato, le emozioni che ho vissuto e “subìto”, il pathos che mi è stato trasmesso durante la visione del film. Il cinema è l’espressione artistica contemporanea più completa e straordinaria che l’uomo potesse inventarsi. E se un film è in grado di suscitare emozioni, allora quel film non ha età. Come non ha età un brano musicale, come non ha età un dipinto importante, come non ha età una scultura straordinaria. Chi potrebbe, infatti, mai dire ascoltando un brano dei Beatles che quella è musica superata? Chi potrebbe mai dire guardando un quadro di Van Gogh che quello è un dipinto antiquato? Chi potrebbe mai dire guardando “La pietà” di Michelangelo che quella è una scultura anacronistica? Il cinema, così come qualsiasi vera arte, deve essere svestito dell’elemento tempo e della componente commerciale usa-e-getta che gli hanno appiccicato addosso i grandi produttori, le potenti lobby dei distributori internazionali, e talvolta anche alcuni registi che puntano più al business che alla qualità del prodotto. Il concetto commerciale di “consumismo” non appartiene e non può avere nulla a che fare con l’opera d’arte, e quindi neanche con il buon cinema. I film che io commento non tengono conto dell’anno di produzione e non tengono conto del tempo che è passato dalla sua prima proiezione. Il mio “sguardo” non è certamente quello dell’esperto critico cinematografico professionista che, essendo un grande conoscitore di film, registi, attori, tecniche di montaggio, fotografia, costumi, etc… etc…, ed avendo visto migliaia e migliaia di film, ha inesorabilmente perduto la spontaneità e l'innocenza osservativa ed emozionale dello spettatore comune che va al cinema, o vede un film a casa, con il solo intimo obiettivo di provare delle emozioni e distrarsi dalla sua quotidianità e dalle sue preoccupazioni. Il critico, con le sue complesse ed erudite sovrastrutture cinematografiche, ha perduto la componente più spontanea che un uomo, un osservatore/spettatore, deve possedere: l'innocenza dello sguardo e la libertà di lasciarsi trascinare dalle emozioni che si sprigionano da un’opera d’arte e ti colpiscono dritto al cuore ed alle membra. L’arte è qualcosa che sta tra l’oggetto e la persona. Non si trova né nell’oggetto, né nella persona: ma si materializza emozionalmente nel loro reciproco incontro. Da questo punto di vista, i critici cinematografici sono imprigionati in griglie di lettura che li costringono ad una amorfa parcellizzazione e settorializzazione dell'opera d'arte cinematografica e, pertanto, non sono più in grado di vedere la componente emozionale olistica e al contempo gestaltica del film. Quello che io penso è che non dobbiamo “fidarci” dei critici cinematografici professionisti, ma dobbiamo imparare a fidarci di noi stessi, di quello che sentiamo quando vediamo un film. Ognuno di noi, che ama il cinema, dispone degli strumenti necessari per capire se un film è bello oppure no, se è un’opera d’arte oppure no. E lo strumento di cui disponiamo è la nostra mente e il nostro cuore: il film ci ha regalato delle emozioni forti e vivide? Se la risposta è sì, allora è arte cinematografica. Se la risposta è no, allora non è arte. E’ un’altra cosa. Andrea Giostra