Dopo esser entrato nella cinquina finalista, “Eyes” della ventiquattrenne Maria Laura Moraci ha vinto i “Corti d’Argento 2019”.
Il premio, assegnato ogni anno dal Sindacato dei Giornalisti Cinematografici sulla base della selezione effettuata da Maurizio Di Rienzo (delegato Sngci per cortometraggi e documentari), si rivolge ai piccoli film italiani di fiction (che quest’anno in gara erano duecento) ispirati dalla cronaca quotidiana e dal costume.
“Eyes” è dedicato alla memoria di Niccolò Ciatti, il giovane picchiato a morte nell’agosto 2017 da tre ragazzi in una discoteca spagnola. Nessuno dei molti avventori-spettatori era intervenuto in suo soccorso.

Moraci, autrice anche della sceneggiatura, ha scelto per i propri protagonisti una soluzione scenica di forte impatto: per sottolinearne la chiusura al mondo, ha dipinto gli occhi sulle palpebre di ciascuno di loro, facendoli poi recitare – appunto – ad occhi chiusi. Non a caso, l’unico personaggio ad avere gli occhi aperti è una bambina. Nel corso del racconto, sotto la spinta delle grida agghiaccianti di una donna che sta subendo una violenza – che Moraci opportunamente ci fa “sentire” ma non “vedere” – anche le palbebre degli adulti, a poco a poco, si spalancheranno. E i corpi si risveglieranno, scrollandosi di dosso l’immobilità ed andando in soccorso della vittima.
Per renedere al meglio una storia in cui la componente visiva è una protagonista fondamentale (e il formato 4:3 garantisce la “giusta distanza” che apre alla riflessione), Moraci s’è affidata ad uno dei nostri più bravi direttori della fotografia, Daniele Ciprì (pensiamo soltanto al suo mirabile carrello in avanti con zoom all’indietro nel punto di snodo del cortometraggio), e alla color correction di Andrea Baracca (“Gomorra. La serie”).

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