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“Febbre da cavallo”, una commedia all’italiana sul desiderio di vincere

“Febbre da cavallo”, una commedia all’italiana sul desiderio di vincere.

Nel film “Febbre da cavallo”, i protagonisti sono tre amici squattrinati con la passione per le scommesse ippiche costretti a inventare stratagemmi e raggiri di ogni genere per raggranellare il denaro necessario per sovvenzionare la loro costosa e fallimentare passione. La sfortuna e l’imperizia li portano a indebitarsi al punto da doversi inventare una grossa truffa per truccare una corsa. La scommessa, rappresenta per i protagonisti la speranza di emancipazione dalla povertà. Un desiderio quasi infantile perchè non supportato dallo studio delle possibilità che pure è necessario per chi ama scommettere   cliccando qui.

IL finale da favola li premia con una grandiosa vinccita, ma la vera vittoria la segna la fidanzata che prende le redini e decide in prima persona su quale cavallo scommettere.

Il protagonista è un giovane Gigi Proietti insieme ad Enrico Montesano, con Francesco De Rosa, Mario Carotenuto, Catherine Spaak, Gigi Ballista, Ennio Antonelli e Adolfo Celi.

“Febbre da cavallo” è un tipico esempio di commedia all’italiana, inizialmente non abbastanza apprezzata, ma che a rivederlo resta non solo attuale, ma anche molto più profondo. Uno spaccato di alcune realtà e di personaggi un po’ cialtroni che sperano di arricchirsi senza dover lavorare e faticare. Un film per appassionati della commedia leggera all’italiana nonché per frequentatori più o meno assidui di sale scommesse e ippodromi, generando altresì gag e scene comiche rimaste nell’immaginario collettivo.

Nel 2002 è stato girato un sequel, Febbre da cavallo – La mandrakata, diretto da Carlo Vanzina e con Proietti e Montesano a riprendere i propri ruoli.

 

Redazionale