Una commedia leggera ma al tempo stesso di profondo significato drammatico ma al tempo stesso divertente, con un De Sica nelle insoliti vesti di “ persona seria “ ed un’ottima Lucia Mascino nei panni di una donna scontrosa e testarda che vive isolata in un fatiscente albergo di famiglia ubicato all’interno di una bella zona piena di pini innevati, assai suggestivi.

Regina, questo il suo nome nella vicenda, vive con Marilyn, una gallina bianca, è austera e con un solo “ vizio “: quello di una partita a carte, una volta a settimana, con due sue storiche amiche, Hanna e Nina e qualche piccolo impegno consistente nell’ ascoltare cassette di meditazione guidata e fare qualche opera di  assistenza ad alcuni anziani del paese in cui vive ed i cui abitanti la chiamano “ fraulein “.

foto2Tutte le tre donne sono affette da profondi vizi affettivi e senza prospettive ma un giorno, inaspettato e non cercato, un turista si presenta all’albergo, che è chiuso da anni mentre la radio annuncia una tempesta solare di dimensioni mai viste che provoca sbalzi di corrente ed addirittura un black out.

Il colpo di fulmine tra Regina ed il turista, Walter, uomo misterioso dal carattere smarrito ed infantile è del tutto simile alla tempesta solare che si sta scatenando nel cuore e nella testa di Regina, che resta sconvolta dall’uomo che pretende di soggiornare nell’albergo.

Il paragone tra la tempesta solare e lo sconvolgimento di regina è veramente azzeccato, è anche foriero di modifiche nella vita stessa di Regina ed ancor più in quella dei paesani che ora vedono in lei una donna con più certezze e……non la chiamano più “ fraulein “.

L’avvenuto disgelo dei cuori di due persone tanto lontane tra di loro, solitarie e congelate nelle rispettive abitudini dimostra che è tutto possibile, c he nulla è statico ed immobile, particolarmente attraverso le forze del dialogo e dell’ascolto che consentono ad ogni individuo di ritrovare se stesso; il paese che vive la tragedia della tempesta solare e contemporaneamente quella dei due cuori che si avvicinano gradualmente ma inesorabilmente è un paese senza tempo all’interno del quale nulla è immutabile come invece i paesani erano abituati a  credere: in esso si fondono contemporaneamente ed abilmente passato, presente e futuro così da creare nello spettatore la sensazione della universalità del racconto.

foto3Il debutto della regista, Caterina Carone, che ha anche scritto il soggetto avviene con una commedia delicata che esibisce personaggi originali e che intenderebbe raccontare due solitudini in maniera inconsueta ma che, però, non riesce ad apparire macchiettistica come vorrebbe; gradevoli le sfumature compositive, la cura nei dettagli ma ancora acerba la regia in se stessa che risente della debolezza della trama del racconto.

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