QUESTA SERA A “FUORI DAL CORO”: LE DICHIARAZIONI INEDITE DI FEDERICA ANGHINOLFI,

L’EX DIRIGENTE DEI SERVIZI SOCIALI AL CENTRO DELL’INCHIESTA SUGLI AFFIDI ILLECITI DI BIBBIANO

“Fuori dal Coro”, in onda questa sera in prima serata su Retequattro, l’intervista inedita a Federica Anghinolfi, la potente dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza. Su di lei pendono ben 63 su 107 capi d’accusa. La donna, dipinta dalla Procura come il vero “deus ex machina” del presunto sistema di affidi illeciti, ai microfoni della trasmissione ha dichiarato: «Lei la conosce la legge? Cosa dice la Costituzione? Che una persona è innocente fino al terzo grado di giudizio. E voi non avete il dubbio che non siano vere tutte queste accuse?».

Rispondendo a una domanda relativa alle accuse mosse dai colleghi, i quali sostengono che lei li obbligasse a firmare cose non vere oltre che spingere i bambini a dichiarare di essere maltrattati, l’ex dirigente ha replicato: «Se avessero avuto dei problemi, avrebbero potuto parlare con l’Ordine professionale perché c’è un articolo del Codice Professionale che lo dice o avrebbero potuto parlare con il sindacato. Che tutto questo avvenga in prossimità di elezioni fondamentali, francamente…fate pure anche voi questa narrazione…sono sette mesi che va avanti».

Incalzata dalla giornalista, l’Anghinolfi ha replicato: «Io so bene che cosa è successo. Ci sono alcuni atti, altri atti non sono invece depositati nel faldone perché sono stati sequestrati. Però, io ho questo dubbio: come mai da cinquant’anni a questa parte, nella storia della Repubblica, non c’è mai stato – neanche per la strage di Capaci, neanche per Mani Pulite, neanche per il Ponte Morandi, neanche per le inchieste del dottor Gratteri ( procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Nicola Gratteri ndr) per quanto riguarda l’ndrangheta – un racconto che va avanti da sette mesi? Non c’è nessun omicidio qui: nel Ponte Morandi quante persone sono morte?». E poi ha concluso: «Io facevo quello che l’Istituzione mi chiedeva di fare».

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