“Sono qui per imparare dai ragazzi”: questo è quanto ha pronunciato un emozionato Andrea Bocelli al momento della consegna del Premio Truffaut al Giffoni Film Festival del quale è appena partita la 48ma edizione; ed ha aggiunto “ I talenti che abbiamo sono un dono. Essere umili è normale, il non esserlo invece è un grosso incidente dell’intelligenza” dice ai ragazzi, emozionatissimi nell’incontrarlo.

Al momento dell’apparizione sul palco del cantante i Giffoners esplodono in una marea di emozioni, c’è chi scoppia in lacrime di fronte al proprio idolo, c’è il masterclasser, c’é chi confessa di ricordare la esibizione di Bocelli a Sanremo nel 1955 come il primo ricordo della propria vita, c’è Francesco da New York che si sente ancor più orgoglioso delle sue origini italiane quando sente la sua voce: sono circa 1000 gli adolescenti tra i 13 e 18 anni presenti in Sala Truffaut per assistere alla premiazione del Grande sostenitore della  Andrea Bocelli Foundation.

Bocelli è arrivato a Giffoni con la moglie Veronica e due dei suoi figli: «Lo dico sempre ai miei bambini e lo dico anche a voi: l’importante non è fare quel che amate, ma amare quel che fate. Solo così sarete davvero felici. E poi non perdete mai la speranza, né l’ottimismo e non date retta all’allarmismo che riempie i nostri tempi”.

La presenza di Bocelli a Giffoni è stata una esperienza unica, esclusiva che ha provocato tante domande, molte curiosità e che ha visto produrre attestazioni di stima da parte dei giovanissimi, che hanno approfittato della presenza del tenore per addentrarsi nella tecnica del canto e che hanno fatto di Bocelli un’ispirazione.

Riferendosi ai duetti con Ed Sheeran e Ariana Grande, beniamini dei più giovani, il maestro ha sottolineato come le collaborazioni tra artisti siano fondamentali, mentre le contaminazioni debbano essere trattate con prudenza: “Se non sono necessarie meglio evitare: bisogna cantare i generi senza bluffare, seguendone le regole”.

Anche la tecnica dell’autotune è stata oggetto di dialogo con i ragazzi: rispondendo alla domanda di una studentessa di musica sull’uso dell’autotune nella Trap, tra i fenomeni musicali più amati dai teenagers, ha risposto: “Io sono per la voce pura. Nelle mie registrazioni pretendo che non si usino correzioni: se stono, ricanto. Ma io non sono mai contro le cose, piuttosto sono a favore di altre. Se qualcuno riesce a fare dell’autotune uno strumento d’arte ben venga”.

Riguardo alla fortuna che sembra avvolgerlo ha dichiarato ai circa mille adolescenti tra i 13 ed i 18 anni presenti, nel dichiararsi estremamente fortunato, ha aggiunto “La mia fortuna più grande è stata quella di essere stato sempre circondato da affetto, sin da piccolo. È questo il vero scopo della vita”.

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