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“I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini riempie gli occhi e il cuore…da vedere al cinema il 13,14,15 dicembre

“I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini riempie gli occhi e il cuore… Al cinema solo il 13,14 e 15 dicembre, 

Il film di Sergio Rubini ripercorre la storia dei fratelli De Filippo, partendo dalla nascita, dalle origini, quasi a ripercorrere le origini del teatro napoletano. La ricostruzione accurata, brillante e ricca di emozioni, è supportata dall’enorme sforzo produttivo; il film, infatti, è costato circa nove milioni di euro.

Eduardo- Mario Autore, Peppino Domenico Pinelli, Titina Anna Ferraioli Ravel

La storia dei fratelli De Filippo ripercorre gli anni dal 1921 fino al 1935 circa. Nato dall’idea di Sergio Rubini, inizialmente pensato come una fiction, si è poi scelto, per la qualità del prodotto, di portarlo al cinema, sappiamo dal regista che molto probabilmente ci sarà un sequel. Non era facile sviluppare il raconto condensandolo in un solo film, anche se in se è compiuto. La storia di questa grande famiglia del teatro è ricca di risvolti umani e personali di ognuno dei protagonisti che vale la pena raccontare, per la sua grande modernità e attualità: “E’ un film dedicato ai giovani, che possano ricordare che, se hanno un talento, non conta la provenienza, le difficoltà che potranno incontrare, risciranno credendo in se stessi”, ha spiegato Rubini alla presentazione stampa.“…Volevo fare un film su una rock band…”, ha aggiunto il regista.

I protagonisti (sin dai De Filippo “bambini”) sono giovani attori, poco conosciuti al grande pubblico, tutti autentici talenti che, grazie a questo piccolo “Kolossal”, hanno modo di dimostrare quello che è l’intento dell’autore: premiare il talento. A supporto dei giovani talenti,  nomi importanti come Giancaro Giannini, nei panni di Eduardo Scarpetta, padre del teatro napoletano e di Eduardo (Mario Autore), Titina (Anna Ferraioli Ravel)e Peppino (Domenico Pinelli), nati da una relazione extraconiugale con la cugina della moglie la bella Luisa De Filippo (Susy De Giudice), con la partecipazione di Vincenzo Salemme, Biagio Izzo, Marisa Laurito, Maurizio Casagrande, Maurizio Micheli…

Siamo agli inizi del ‘900 a Napoli, il teatro è tutto nelle mani di Eduardo Scarpetta che con la sua compagnia ha accumulato grandi ricchezze e quindi può permettersi di mantenere più famiglie: quella legittima e quella illeggittima. Si prende cura della sua amante mantenendola dignitosamente e permettendole di crescere i suoi tre figli. Peppino tornerà a Napoli solo all’età di cinque anni, perchè è stato affidato a una balia, e porterà con se quella ferita per sempre. Eduardo, Peppino e Titina sono presto coinvolti nella compagnia dello “zio Scarpetta”, imparando sin da piccoli il mestiere del teatro. Se da un lato sembra essere un gesto generoso, dall’altro  lo zio Scarpetta non manca di fare delle preferenze tra i figli leggitimi e i De Filippo.

E’ proprio dal bisogno di riscatto che nasce nei giovani il desiderio di affrancarsi da quell’uomo, che ormai hanno compreso essere il padre pur continuando a mantenere la il segreto”, una vita intrisa di finzione e realtà. La loro stessa vita è una commedia tragicomica.

Ironia della sorte, Vincenzio (Biagio Izzo) promogenito di Scarpetta, non ha il talento che invece è evidente in Eduardo (Mario Autore), che non ha ereditato il cognome ma ne ha “rubato” l’arte. Alla morte di Scarpetta, l’eredità viene divisa solo tra i membi della famiglia legittima, da qui riaffiora ancora più forte quel desiderio di riscatto. Eduardo, Peppino e Titina hanno talento e desideri diversi. Occorrono anni di rinunce, sacrifici e divisioni per riuscire a realizzare il sogno di Eduardo, fondare una propria compagnia teatrale. Gli inizi sono difficili ma Eduardo ha una visione nuova del teatro, porta in scena la realtà, con quel gusto agrodolce che fa sorridere anche delle avversità. Il suo teatro piace al pubblico e, sappiamo, resterà impresso nella storia come la rivoluzione neorealistica del teatro, con intramontabili capolavori.

“I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini è un film da vedere al cinema, dicevamo, affinchè si possa apprezzare fino in fondo la cura della sua realizazione. Realizzato a Napoli, proprio nel periodo di maggiore contagiosità del virus, ne racconta l’anima e il carattere riempiendo gli occhi e il cuore, è un film pieno di anima.