Home News Il cinema italiano nell’ultimo anno. Tra contraddizioni e nuove potenzialità

Il cinema italiano nell’ultimo anno. Tra contraddizioni e nuove potenzialità

ANICA: auguri a Ministro Alberto Bonisoli

ANICA_logoNel confronto con il 2013, ad emergere sono state più le differenze che la continuità. A cominciare dal numero di film a nazionalità italiana prodotti l’ultimo anno: 201, ossia 34 in più rispetto al 2013. Se da questo gruppo, che comprende le coproduzioni maggioritarie, paritarie e minoritarie, isoliamo i soli film a totale produzione italiana, l’incremento appare di 43 unità, 180 film completamente italiani a fronte dei precedenti 137. A tali aumenti non corrisponde però quello del budget complessivo, calato di più di 10 milioni € (da 334,96 a 323,46). La conferma di tale contraddizione si trova confrontando le fasce di costo dei film: se quella comprendente le produzioni maggiori (budget superiore a 3,5 milioni €) dimostra continuità (25 film, uno in meno rispetto al 2013), ad essersi notevolmente rimpinguata è la categoria cosiddetta “low budget” (film prodotti con meno di 800.000 €), passata dalle 80 alle 112 unità. Un dato ambivalente: da un lato positivo (molti più film), dall’altro negativo, poiché la gran parte di quegli stessi film, essendo stata prodotta in situazioni poco agevoli, è risultata scarsamente competitiva. Nel complesso, d’altronde, le presenze e gli incassi dei film italiani sono simili a quelli di due anni fa, e ben inferiori al 2013, ovvero all’anno dell’effetto “Sole a catinelle”. Che, con i suoi quasi 52 milioni € d’incasso e gli 8 milioni di biglietti venduti, ha più che quadruplicato i risultati del campione d’incassi 2014 (“Un boss in salotto”: quasi 12,5 milioni € e poco meno di 1,9 milioni di biglietti) e quasi raddoppiato quelli del leader 2012 (“Benvenuti al Sud”: 27 milioni € e più di 4 milioni di presenze). Ecco così che, nel 2014, gli incassi di tutti i film proiettati in Italia sono stati poco meno di 575 milioni €, cioè il 7,04% in meno del 2013 (618 milioni €), mentre il calo delle presenze totali è stato del 6,07%. Più rilevante la diminuzione al botteghino per i soli film italiani: -16,97%, 156 milioni € d’incassi contro i precedenti 188 (presenze: -15,96%).
Confermato poi anche per il 2014 il cronico e verticale abbassamento delle presenze nelle nostre sale durante i mesi estivi (giugno, agosto e, soprattutto, luglio); mentre i mesi top rimangono gennaio, novembre e dicembre.
A fronte dei suddetti cali, crescono tuttavia le alternative al finanziamento pubblico diretto alla produzione: 67,08 milioni € (ossia più di 25 milioni rispetto al ’13) l’apporto degli investitori esterni per il quale è stato richiesto il credito d’imposta; di 4 milioni € in più (da 6,67 a 10,68) i contributi regionali; in calo invece i sostegni da Eurimages, passati da 2,67 milioni € a 1,22. Uno dei dati che risaltano maggiormente è pertanto quello sul tax credit, ovvero il credito d’imposta per produzione, apporto di investitori esterni e distribuzione, che ha riguardato quasi trenta film in più (125 contro 96) e ha comportato un aumento complessivo di più di 10 milioni € (64,71 contro 53,92) rispetto al 2013. Notevole l’incremento delle richieste di tax credit per la produzione nella fascia 200.000-800.000 € di budget: +23% rispetto al 2013; +7%, invece, in quella 0,8-1,5 milioni €; +5% e +10%, rispettivamente, per le fasce 1,5-2,5 e 2,5-3,5 milioni €; infine, le produzioni di film a budget superiore a 3,5 milioni di € hanno tutte richiesto il credito d’imposta sia nel ’13 sia nel ’14.
Il tax credit attira anche le produzioni straniere (richieste più che raddoppiate rispetto al 2013): «L’Italia – ha sottolineato Franceschini – oggi è estremamente competitiva sui mercati internazionali perché offre location uniche al mondo, un’eccellenza produttiva consolidata e vantaggi fiscali impareggiabili. E non è un caso che, appena il governo ha esteso la normativa sul tax credit, le grandi major internazionali sono tornate a girare in Italia».
Per finire, i dati sul cinema italiano in TV. Che registrano un forte squilibrio per i film prodotti negli ultimi cinque anni (2009-’14) e trasmessi in prima serata: 45 su Canale 5, 4 su Rai 1 (9 su Rai 3, 2 su Italia 1 e Rete 4, nessuno su Rai 2 e La 7). Se è vero che l’ammiraglia Rai è da anni proficuamente impegnata nella produzione e trasmissione di fiction di qualità, è altrettanto vero che le novità italiane in prima serata premiano: la top 4 dei film più visti nel 2014 è formata da prime visioni prodotte tra il 2010 e il ’14 e trasmesse da Canale 5; di esse, 3 sono successi italiani: “La grande bellezza” (al primo posto con quasi 9 milioni di telespettatori), “Benvenuti al Sud” (2°, 6,5), “Quasi amici” e “Benvenuti al Nord” (4°, 5).

Il bilancio 2014 del cinema italiano è stato presentato lo scorso 5 maggio presso il Multisala Barberini di Roma. Relatori: Nicola Borrelli (DG Direzione Cinema MiBACT), Francesca Cima (Presidente Produttori ANICA), Andrea Occhipinti (Presidente Distributori ANICA) e Riccardo Tozzi (Presidente ANICA). La conclusione è stata affidata all’On. Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

di Massimo Nardin

Massimo Nardin è Dottore di ricerca in Scienze della comunicazione e organizzazioni complesse, docente universitario presso l'Università Lumsa di Roma e l'Università degli Studi Roma Tre, diplomato in Fotografia allo IED Istituto Europeo di Design di Roma, giornalista pubblicista, critico cinematografico, sceneggiatore e regista. È redattore capo della sezione Cinema della rivista on-line “Il profumo della dolce vita” e membro del comitato di redazione di “Cabiria. Studi di cinema - Ciemme nuova serie”, quadrimestrale del Cinit Cineforum Italiano edito da Le Mani (Recco, GE). È membro della Giuria di “Sorriso diverso”, premio di critica sociale della Mostra del Cinema di Venezia, e del Festival internazionale del film corto “Tulipani di seta nera”. Oltre a numerosi saggi e articoli sul cinema e le nuove tecnologie, ha pubblicato finora tre libri: “Evocare l'inatteso. Lo sguardo trasfigurante nel cinema di Andrej Tarkovskij” (ANCCI, Roma 2002 - Menzione speciale al “Premio Diego Fabbri 2003”), “Il cinema e le Muse. Dalla scrittura al digitale” (Aracne, Roma 2006) e “Il giuda digitale. Il cinema del futuro dalle ceneri del passato” (Carocci, Roma 2008). Ha scritto e diretto diversi cortometraggi ed è autore di due progetti originali per lungometraggio di finzione: “Transilvaniaburg” e “La bambina di Chernobyl”, quest'ultimo scritto assieme a Luca Caprara. “Transilvaniaburg” ha vinto il “Premio internazionale di sceneggiatura Salvatore Quasimodo” (2007) e nel 2010 è stato ammesso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali al contributo per lo sviluppo di progetti di lungometraggio tratti da sceneggiature originali; nell'autunno 2020, il MiBACT ha ammesso “La bambina di Chernobyl” al contributo per la scrittura di opere cinematografiche di lungometraggio.