“ El mundo de la verdad “ è l’appropriato titolo che il curatore Eriberto Bettini ha dato alla bellissima mostra di opere del cubano Carlos Quintana, una serie di quadri attraverso i quali l’autore evidenzia quella maschera che, nascondendone la esistenziale complessità, tenta di  nascondere il mondo delle convenienze e delle cattive consuetudini tipico della nostra società.

Venti opere di grandi dimensioni, realizzate dall’autore negli ultimi due anni, che esprimono  il suo “ sentimento “ e l’angoscia che prova nell’indagare, anche facendo ricorso ad espressioni reperibili nella pittura orientale dell’espressionismo tedesco, la verità che, nascosta, alberga in ognuno di noi.

Attraverso espressioni facciali a carattere formale Quintana consente a chi osserva le sue opere di respirare un clima di calma apparente che, però, non corrisponde a quanto prova interiormente, provocandogli uno smarrimento che riesce peraltro a descrivere atteggiamenti e momenti in grado di riflettere quelli tipici della sua isola natia; lavori del genere di quelle dal titolo di “ Coniglio giallo “ o “ Tre azzurri “ agitano l’animo dello spettatore che, quasi smarrito, riflette sul gioco di prestigio che emerge dal rimescolamento di carte evidenziato o che, ragionando su una sorta di “ deposizione “ della quale ne sono protagoniste tre donne che accolgono nel loro grembo un ideale Gesù deduce rinvii ad opere michelangiolesche.

L’opera di Quintana ispira quindi occasioni di profonda contemplazione attraverso tracce ed indizi descritti in maniera delicata ed ammiccante che inducono al raggiungimento di quella eterna verità della quale ognuno di noi è perennemente alla ricerca.

La mostra, che gode del patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura e dell’Ambasciata della Repubblica di Cuba presso la Santa Sede resterà aperta fino al prossimo 16 giugno ed è accompagnata da una interessantissima pubblicazione opera di Luciano Caprile.

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