Nel corso della puntata di “#CR4 – La Repubblica delle Donne”, in onda ieri sera alle 21.25 su RetequattroPiero Chiambretti ha intervistato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. (video in copertina)

Di seguito alcuni passaggi dell’intervista:

Alla domanda se farebbe il sindaco in una città come Torino, ha risposto: «Non riesco a stare a lungo lontano da Napoli e da una città che non ha il mare. Torino è bellissima, si vede che è stata capitale, ci sono anche tanti aspetti che possono unire le due città, ma il mio legame con questa terra è davvero indissolubile».

Sul perché la Lega abbia avuto grande appoggio dal sud Italia, ha affermato: «Che la Lega abbia sfondato a Napoli, per ora non mi risulta, poi decidono sempre il popolo e gli elettori. Per ora mi sono candidato due volte come Sindaco e devo dire che la Lega, come anche il Movimento 5 Stelle e gli altri partiti, è stata sconfitta. La nostra è un’esperienza autonoma. Penso che siamo l’unica grande città in cui ci sia un’esperienza politica completamente civica e al di fuori da ogni forma partitica. La Lega, per ora, è stata sconfitta a Napoli».

Quando Chiambretti gli ha chiesto chi “butterebbe giù da Castel dell’Ovo tra Renzi e Salvini”, ha risposto: «A dire la verità sono un uomo di pace. Salvini è molto spesso rancoroso e violento. Io non sono così. Vorrei che magari guardando il mare da Castel dell’Ovo anche lui cominciasse a sorridere e a pensare che il mare significa accoglienza e non “mettere filo spinato e costruire muri”».

In merito alla Lista demAcreata dal Sindaco di Napoli per concorrere alle Europee, ha spiegato: «Non mi sono montato la testa, sono orgogliosissimo di fare il Sindaco di Napoli. La nostra idea è mettere insieme in Italia, movimenti, associazioni, comitati, amministratori, consiglieri e militanti veri della politica e provare a costruire un Paese coeso, che valorizzi le autonomie e che sia un faro di giustizia sociale e di solidarietà dei valori costituzionali». E, sulla città diNapoli, ha continuato: «Qui ce l’abbiamo fatta: la città era piena di spazzatura, senza soldi e con tanta depressione, oggi, nonostante i problemi, ha un’energia umana che ha puntato tutto sulla cultura e sulle sue bellezze. Vorremmo fare la stessa cosa, insieme ad altre città d’Italia, anche in Europa, perché no?!»

Riguardo alla volontà di De Laurentiis di portare la squadra del Napoli a Bari, ha risposto: «Ogni tanto il presidente ha queste uscite, ma non riesco a immaginare il Napoli che giochi fuori dalla nostra città. Questa è una cosa impensabile e irrealizzabile».

Su Saviano, se per i napoletani è il “testimonial” della città, ha dichiarato: «Questo è un terreno molto delicato: con una risposta secca, mi sento di dire di no».

Infine, de Magistris ha risposto ad alcune opinioni espresse dalla giornalista Annalisa Chirico, editorialista all’interno programma, spiegando così il suo passaggio da Magistrato a Sindaco: «Sono una vittima del sistema del nostro Paese. Avrei voluto continuare a fare il magistrato, lavoro a cui ho dedicato 15 anni della mia vita, ma sono stato fermato da incrostazioni criminali all’interno dello Stato. Mi sono dimesso e ho portato avanti i miei ideali facendo il Sindaco di Napoli. Quindi, non ho piegato la schiena, non mi sono legato con la politica e ho continuato a portare avanti con onestà e con le mani pulite le mie idee. Mi hanno fermato nelle inchieste, ma non nella vita».

E, all’incalzare della giornalista, che ha proseguito affermando, secondo il suo punto di vista, che de Magistris, da magistrato, abbia fatto inchieste solo dal grande clamore mediatico, finite poi nel nulla, che poi lo hanno portato alle dimissioni, ma che, a suo avviso, la stessa magistratura lo avrebbe espulso, il Sindaco ha replicato: «Non consento a nessuno di dire, che nella mia vita – per cui ho pagato un prezzo altissimo, in quanto mi hanno strappato la toga – ho fatto inchieste, come quelle riguardanti le collusioni tra politica e criminalità organizzata, ndrangheta e massoneria deviata, per avere clamore mediatico! Non lo consento proprio!».

 

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