Il Vangelo di Giuda: Giulio Base racconta la sua visione dell’Appostolo traditore
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Questo lavoro di Giulio Base rappresenta praticamente una “ rilettura “ dei Vangeli sinottici ( Marco, Matteo e Luca ) con l’occhio di un critico che cerca una “ utilità “ nella figura di colui che la religione e la morale comune vedono da tempo come un semplice traditore; e lo fa esprimendo il suo parere relativamente alle due figure base, quella di Cristo e quella del traditore, che si conclude con l’affermazione secondo cui la vera utilità della figura dell’apostolo traditore risiede nel fatto che senza di lui, figura chiave durante la passione di Gesù, la notorietà del figlio di Dio non sarebbe diventata così esaltante e carismatica.
Non è la prima volta, cinematograficamente parlando, che la tesi di Base viene portata sullo schermo: in sostanza, Gesù avrebbe avuto necessità di un qualcuno che lo tradisse per compiere in toto la missione affidatagli dal Padre e questo qualcuno sarebbe proprio quel Giuda che il regista torinese identifica nel figlio di una prostituta morta dopo averlo dato alla luce e cresciuto proprio nel bordello dove la madre esercitava il suo mestiere; altra affermazione di Base sta nel fatto che il Cristo varca la porta del bordello del quale Giuda è divenuto il tenutario.
Gesù quindi è anche uomo che si pone alla pari di tutti gli uomini anche se Maria Maddalena, una delle sue più ferventi discepole, che secondo la religione ufficiale assistette alla sua crocifissione, viene identificata come donna di bordello che alla vista di Gesù pensa in cuor suo che quest’ultimo entri nel bordello per essere ricompensato da lei per averla salvata da una lapidazione.
In sostanza, Giuda viene identificato come un ruffiano e Gesù come il salvatore di Maria Maddalena e, in quanto tale, suscita l’ammirazione e la devozione del tenutario del postribolo verso il figlio di Dio che inizia a seguire nei suoi viaggi e nelle sue predicazioni, fino a quando si arriva all’arresto di Gesù ed all’ultima cena dopo la quale, nel giardino del Getsemani, Giuda lo consegna ai soldati in cambio di trenta denari; a seguire la confessione del traditore che il regista descrive in termini altamente drammatici, con molta professionalità e suggestione di immagini.
E qui sta il paradosso del film: Giuda, venditore di donne per professione, vende un uomo, Gesù.
Sostiene il regista e sceneggiatore del film Giulio Base “ Una storia mai raccontata, quella di Giuda, colui che da oltre duemila anni è l’emblema del traditore. “C’è un frammento di Giuda in ciascuno di noi. Nelle scelte sbagliate, nei silenzi vigliacchi, nei tradimenti grandi o piccoli che segnano il nostro passaggio nel mondo L’idea del film nasce da qui: dal riconoscere Giuda non in un altro, ma in una parte di me. Non è solo un film su di lui, ma su ciò che rappresenta, una figura che ci mette in discussione a distanza di secoli, come uno specchio che non smette di rifletterci. E’ un protagonista controverso e senza volto, che non appare mai sullo schermo se non attraverso la sua voce, un flusso di coscienza che nella versione italiana ha il timbro di Giancarlo Giannini che sostiene il tentativo di disinnescare la dicotomia tra il bene e il male, tra la fede e la colpa, tra l’amore e la condanna. Con il risultato che tutto porta ad interrogarsi sulla idea stessa di libero arbitrio: se la sua redenzione doveva passare attraverso il tradimento, allora chi è davvero Giuda? Soltanto un colpevole? Un dannato? Uno strumento? O è forse lui stesso una vittima?
Girato in Calabria, figurano nel cast: Rupert Everett ( Caifa ), Tomasz Kot ( Simone ), Paz Vega ( Maria ), Abel Ferrara ( Erode ), Vincenzo Galluzzo ( Gesù ), Lambert Wilson ( Giuda ) oltre ad Ada Roncone, John Savage.


