21 Agosto di una estate torrida, serata indecisa sotto l’aspetto meteorologico, egregiamente e coraggiosamente conclusasi con la proiezione, nella sala Groupama dell’Isola del Cinema a San Bartolomeo, di un film di Simone Spada, al suo esordio con un lungometraggio che tratta di cose perdute, di speranze più o meno deluse, di offerte  “ fake “ di lavoro a poveri disgraziati ed a stimati ed idealisti uomini di cultura.

La serata sulla stupenda piattaforma dell’Isola Tiberina, fascinosa location di origine romana datata 500 anni a.C. e sulla quale all’epoca sorgeva il tempio di Esculapio, dio della medicina, si distingue per la fantasmagoria delle luci che accolgono chi vuole trascorrere qualche ora in santa pace ed in compagnia di tutto quanto serve ad allontanare la calura estiva che cinquanta metri sopra il Tevere, sul lungotevere, ti soffoca per l’umidità.

L’organizzazione del lungo evento, che si snoda fin dal 14 giugno e che avrà termine il prossimo 2 settembre, ha predisposto veramente tutto per mettere a suo agio chi decide di andare a rilassarsi sotto la splendida piazzetta di San Bartolomeo all’Isola: ci sono pizzerie, bar, punti di incontro e di dibattito tutti molto accoglienti ed a prezzi veramente convenienti.

Anche la filmografia posta in essere è delle migliori, con titoli di elevata misura e con proiezioni di opere di varia umanità che qualcuno nel corso della scorsa stagione non ha potuto vedere: ma non è una rassegna d’epoca, è invece una rassegna di pura attualità.

“ Hotel Gagarin “, proiettato proprio la sera del 21 agosto, ha riscosso i favori del numeroso pubblico che ha assistito alla proiezione di una pellicola il cui soggetto è ambientato in Armenia, in una landa desolata nella quale è stranamente ubicato un albergo ( il Gagarin, appunto ) nel quale è ospitata una troupe cinematografica raccogliticcia organizzata da un sedicente produttore in combutta con un europarlamentare a dir poco corrotto che per favorire il “ produttore “ gli promette un grosso contributo da parte della Comunità Europea.

Nessuno dei componenti la troupe ha una vera e propria esperienza di cinema e una volta giunti in Armenia non solo si ritrovano nel bel mezzo di una guerra che li costringe al nulla assoluto nell’hotel ma, dopo alcuni giorni nel corso dei quali emergono le peggiori esperienze di vita di ognuno dei componenti, apprendono anche che il “ produttore “ è scappato con i soldi e che, quindi non riceveranno alcun compenso.

Gli improvvisati registi, tecnici ed attori fondono i loro pensieri in un calderone di delusioni, confessioni, scoperte introspettive che mettono in luce quanta delusione vi sia all’interno dell’essere umano che, per natura, è sognatore e la pellicola non riesce appieno ad esprimerli perché l’impressione che se ne ricava è quella di un soggetto ben congegnato ma non completamente descritto in quanto ad espressione di ciò che si proponeva di dire.

Forse la limitata esperienza del regista, che pure è stato assistente e vice di nomi importanti quali Mainetti e Pieraccioni, non ha consentito, per la limitata durata del film, di completamente esporre il pensiero che si voleva svolgere e che era alla base della complessa problematica del soggetto.

Questa sera, all’Arena Groupama ( la principale tra le tre interessate dalle proiezioni della manifestazione ), è prevista la proiezione di un lavoro di Luca Guadagnino, “ Chiamami col tuo nome “,ispirato al romanzo omonimo di André Aciman

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