Josè Dalì

Josè Dalì

Il Maestro Josè Dalì, figlio del celeberrimo Salvador, reduce dal grande successo dell’esposizione universale a Parigi, tenutasi nel Salone Gustave Eiffel al primo piano della omonima torre e organizzato da EA Editore di Palermo, che lo ha visto protagonista in qualità d’ospite d’onore, e di numerose esposizioni da Spoleto Arte a Spoleto incontra Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi, racconta della sua esperienza e della ritrovata luce come artista e come figlio del genio del ‘900, con aneddoti inediti della sua infanzia dorata di una vita dedita all’Arte in tutte le sue forme.

In tutto il mondo è riconosciuto come unico figlio di Salvador, ma in Italia qualcuno le ha messo un po’ in discussione le sue origini, come ha vissuto la diffidenza nei suoi confronti? Chi ha interesse a metterla in ombra?

JOSE' Dalì GENITORI

JOSE’ Dalì GENITORI

Fino a prova contraria, sono un essere vivente completamente autonomo che, pur vivendo parzialmente di luce riflessa , non abbisogna di nobili origini per svolgere il proprio lavoro e tanto meno per essere se stesso. Inoltre, della diffidenza (vera o presunta) seminata ad arte (si fa per dire), da oscuri individui confusi o disturbati…potrei anche fregarmene, vista la bieca provenienza. In sintesi, non me ne sono nemmeno accorto …vista l’inconsistenza di tali subdole affermazioni, potrei affermare di aver vissuto tale diffidenza, come la carezza di un fantasma impotente, catatonico e incontinente.

In un suo libro ha raccontato in dettaglio le vicende che hanno creato un po’ di confusione, c’è le può ricordare in sintesi?

Non è facile sintetizzare il contenuto di 360 pagine biografiche su inezie di poca importanza. I più pazienti potranno trovare materiale esaustivo su simili argomenti, corredati di nomi, cognomi e quant’altro, sul mio prossimo libro intitolato “Rigurgiti di fango”,in via di pubblicazione. Anche se, alla base di tutto, credo prevalga principalmente la mia poca propensione a mettermi in mostra… e a diventare, come molti, oggetto inanimato di speculazioni commerciali.

Josè Dalì quadro bimbo

Josè Dalì quadro bimbo

Ha vissuto la sua adolescenza con dei genitori adottivi, che infanzia è stata la sua?

La mia infanzia, vissuta all’insegna della libertà e della ragionata inconsapevolezza… è stata fantastica, riservata e intensa, come la mia vita attuale…in cui vige la regola primaria di non prendersi mai sul serio…nemmeno pochi attimi prima del trapasso Nell’immagine a lato il quadro di Salvador Dalì del 1950 dal titolo “Dalì, all’età di 6 anni quando credeva d’essere una bambina, mentre solleva la pelle dell’acqua per osservare un cane addormentato all’ombra del mare. Olio su tela 34x27cm.

Che ricordi porta con se di suo padre e di sua madre?

Ricordi festosi e spensierati, per quanto riguarda il periodo infantile in cui ero il principale bersaglio dei loro scherzi, in quei brevi ma intensi periodi in cui i miei tutori si liberavano di me, lasciandomi in loro compagnia. E molto, molto più tristi, quando tutto precipitò con la dipartita di mia madre e la successiva malattia di mio padre.

Barbara e Josè DalìLa sua è stata anche una scelta, quella di mantenere un “low profile”, pur avendo tutte le possibilità come artista e come uomo, ha rifiutato per molto tempo le luci della ribalta, cosa è cambiato?

E’ stata una scelta deliberata, dettata soprattutto dalla mia pigrizia. Nell’odierna società contemporanea, come in quella di ” ieri e dell’altro ieri”, non bastano certo il solo talento genuino o la bellezza estetica a rendere valida ogni eventuale possibilità… Nel caso specifico, ho preferito vivere al meglio la mia vita privata, anteponendola alle effimere luci del palcoscenico eternamente traballante, delle mie ancor più effimere, quanto infantili aspirazioni. Non è cambiato quasi nulla…ho ceduto temporaneamente alla curiosità di assaporare cosa ci fosse dall’altra parte della “barricata”… e ho trovato le medesime cose…viste e vissute dalla stessa persona… con l’identica visione della vita…Ho vissuto questa insolita esperienza, alla stregua del fantastico personaggio interpretato da Alberto Sordi nel film “Il marchese del Grillo”…Gasperino er carbonaro…con la continua voglia di tornare a casa e alla mia vita di tutti i giorni.

Da giovanissimo ha fatto cinema, fotoromanzi…arte, cosa farà da grande Josè Dalì?

Non lo voglio nemmeno sapere. A parte che, per sapere cosa fare da grande… bisogna prima diventare grande…e io, probabilmente non ne ho proprio alcuna intenzione.

JOSE' Dali'

JOSE’ Dali’

Qual è la caratteristica di suo padre che più le somiglia?

Come ogni primogenito… credo di somigliare più a mia madre, ma direi il sarcasmo e l’ironia.

C’è qualcosa che avrebbe voluto fare con suo padre e che non è riuscito a fare?

Si!…il film della nostra vita…ma non è detta l’ultima… da grande potrei diventare regista e vivere il mio peccato veniale, come una pregiata, doverosa eccezione !

Ha un ricordo di famiglia che ricorda con particolare tenerezza?

Certo che si! Davanti al camino acceso, mio padre dopo esser stato bonariamente redarguito da mia madre, per aver fatto qualche spesa superflua…, per tutta risposta, collocò in una carriola alcune mazzette di carta moneta, gettandole spettacolarmente tra le fiamme con somma ilarità.

Rossella Smiraglia. Fotografie di Paola Lui

 

 

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