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Jude Law: la Star che non guarda i suoi film

Jude Low, Festa del Cinema. Ph. M. Arizzi
Jude Low alla Festa del Cinema. Ph. M. Arizzi
Jude Law alla Festa del Cinema. Ph. M. Arizzi
Jude Low, Festa del Cinema. Ph. M. Arizzi
Jude Law, Festa del Cinema. Ph. M. Arizzi

Jude Law, il divo più atteso alla Festa del Cinema di Roma, ha fatto il pieno di pubblico in sala, anche se non si è molto speso per la stampa non avendo fatto nè il red carpet, nè ha posato per i fotografi, diciamo che ha avuto un comportamento da Star forse un po’ capricciosa, ma in fondo anche questo è show. Durante l’incontro con il pubblico moderato da Mario Sesti,  ha proposto in anteprima alcuni brani del film di animazione “Le cinque leggende” che uscirà il 28 novembre in cui Jude Law presta la voce al cattivo Pitch. Jude ha parlato dei suoi rapporti con i registi e suoi esordi, di quando, giovanissimo, condivideva la stanza con Ewan Mc Gregor ed ha anche raccontato di come il suo nome fu ispirato dalla canzone dei Beatles “Hey Jude”.Quando ha deciso di diventare un attore? Quando da giovanissimo rimase colpito e affascinato dal film “La morte corre sul fiume”, un capolavoro del regista Charles Laughton alla quale non fu più concesso, purtroppo, di girarne altri e di come questo film, ecco questo lo convinse a intraprendere la carriera cinematografica. A sorpresa Jude Law, sostiente che poter avere grandi fondi permette di fare quello che vuoi nel cinema, inoltre sottolinea la grande differenza  del modo di recitare recitare per produzioni americane o europee. Ha da sempre un ottimo rapporto con Spilberg, ripercorrendo la sua carriera cinematografica attraverso una carrellata di brani tratti dai suoi film come Gattaga, Il Talento di Mr. Riply, Intelligenza Artificiale, Closer, Sherlock Holmes, Anna Carenina e Grand Budapest Hotel, film che gli sono valsi anche due nomination agli Oscar.Poi ha confidato al pubblico di non vedere mai i film dopo girati, infatti durante la proiezione appare imbarazzato, proprio come se li stesse vedendo per la prima volta. Non dice molto del segretissimo progetto tv di Sorrentino per una rete americana dove dovrebbe interpretare un attuale Papa americano.