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di Andrea Giostra.

“Il Profumo della Dolce Vita” ha incontrato Jun Ichikawa, Bellissima Donna Giapponese, Attrice, Ballerina, Doppiatrice, Cantante, figlia d’Arte di grandissimi artisti nipponici: il padre Grande Tenore diplomatosi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, dopo una laurea in matematica all’Università di Waseda, una delle più importanti Università private del Giappone; la madre si laurea all’Università della Musica di Tokyo e si trasferisce in Italia per dedicarsi alla carriera di Soprano dove incontra quello che sarà il padre di Jun.

Jun nasce a Kumamoto, in Giappone, trascorre la sua infanzia tra Giappone e Italia.

All’età di otto anni si trasferisce definitivamente in Italia, a Roma, e all’età di quattordici anni inizia a lavorare in Teatro con importantissimi attori italiani quali Anna Maria Guarnieri, Maria Paiato, Maurizio Donadoni, Paolo Rossi. Nel 2003 debutta sul Grande Schermo, quale protagonista del Film di Ermanno Olmi “Cantando dietro i paraventi”, che si aggiudicherà 3 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, il Premio Diamanti, il Pardo d’Onore a Locarno. Il film ha avuto un interessante successo ed è stato presentato in diversi importanti Festival Cinematografici Internazionali: Locarno, Villerupt, Annecy, Cairo, Bastia Film Festival.

Jun ha lavorato con importantissimi registi quali Eugenio Cappuccio, Dario Argento, Stefano Bessoni, Giuseppe Tornatore.

Nelle fiction TV è nota per il ruolo di Flavia Ayroldi in RIS dove ha lavorato per tre serie consecutive. Nella sua carriera di Artista e di Attrice ha vinto tantissimi premi dei quali ci parlerà durante la nostra conversazione-intervista. Alcuni sono da ricordare perché l’hanno consacrata come miglior Attrice nei Festival di Mendicino, di Salerno, di Catanzaro, di Cortina-metraggio.

Jun, oltre ad essere una straordinaria Artista, è poliglotta ed ha una passione travolgente per la danza classica alla quale si è dedicata per dieci anni. La sua Arte la esprime tra Teatro Classico, Lungometraggi di successo, Serie TV importanti: delle quali Jun ci parlerà nell’intervista.

Oggi Jun è qui con noi de “ilprofumodelladolcevita.com”, con Andrea Giostra, e ci racconterà la sua bellissima storia di Artista con un talento straordinario e con una carriera invidiabile.

Jun Ichikawa, benvenuta presso la nostra Redazione de “Il Profumo della dolce Vita”, e Ti ringraziamo moltissimo per essere qui con noi ed aver accettato il nostro invito.

Tu sei un’Artista poliedrica di grandissimo talento e con una passione per l’Arte straordinari. Quella che faremo, Jun, sarà più una bella conversazione che una classica intervista con domande spesso superficiali e scontate.

Detto questo, la prima domanda che ti pongo, Jun, è: Cosa diresti di te come Donna ai nostri lettori?

Come donna, Andrea, direi di non smettere mai di sognare e di vivere ogni giorno con ironia altrimenti che noia che sarebbe la vita, no? (sorride!).

È una grande verità quella che hai detto, Jun, l’ironia è una delle migliori “armi”, o uno dei migliori “meccanismi di difesa”, come direbbe Sigmund Freud che ci ha scritto pure un bellissimo saggio, per vivere bene e per prendere la vita nella sua giusta ed equilibrata dimensione.

Ti ricordi, Jun, che età avevi quando hai scoperto la tua passione per l’Arte, per la Recitazione, per il Ballo, per la Bellezza insomma?

La mia passione per l’Arte c’è da sempre; per la recitazione invece iniziò quando feci parte del mio primo spettacolo teatrale: un saggio di fine anno in terza elementare dove raccontai una storia giapponese. Per il ballo invece scoprii la mia passione nel vedere a Teatro “Lo Schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in cui rimasi incantata dalla grazia e dalla leggerezza delicata dei movimenti dei ballerini.

Sin da piccola mi hanno educata a essere sensibile nei confronti della bellezza perché per noi giapponesi poter godere prima di tutto delle meraviglie della natura durante le stagioni, e poter poi apprezzare l’estetica prodotta dall’uomo come l’arte o la cucina è fondamentale. Le arti in Giappone sono considerate delle vere e proprie vie: come l’arte marziale, il tiro con l’arco, la calligrafia, la cerimonia del tè o l’ikebana (l’arte del disporre i fiori). Esse sono arti attraverso le quali si entra in meditazione, entrando in contatto con la natura apprezzandone la bellezza. Attraverso ciò si affina la sensibilità, diventando un tutt’uno con Madre Natura.

È molto poetico e “naturale” quello che hai appena detto Jun: l’Arte come “strumento” per entrare in sintonia con Madre Natura! Credo che sia qualcosa che noi occidentali abbiamo perduto da molto ma molto tempo! In questa prospettiva l’Arte diventa uno stile di vita, un modo per apprezzare la Bellezza della Vita terrena. Da questo punto di vista credo che il Giappone sia anni luce davanti all’Occidente!

Tu, Jun, sei una Donna di una classe e di un’eleganza straordinarie che solo le Donne di origine orientale spesso riescono ad esprimere con la tanta grazie, naturalezza e spontaneità. Sono qualità che ti riconoscono tutti: Produttori, Registi, colleghi attrici e attori, ammiratori, fan, follower. Che ruolo pensi abbiano avuto queste tue bellissime ed innate qualità nella tua carriera, al di là del tuo grandissimo ed apprezzato talento artistico?

Andrea, penso che specialmente in un mondo come quello della recitazione, dove si è costantemente in bilico tra realtà e finzione, sia importante saper scindere le due cose, ossia, saper apprezzare la vita reale di ogni giorno senza che la virtualità prenda il sopravvento. Se così non fosse, penso che noi attori potremmo rischiare di restare intrappolati nei nostri personaggi anziché coltivare noi stessi attraverso essi. Riuscire ad imparare giorno per giorno non dando mai per scontato nulla, saper apprezzare le gioie delle piccole cose, riuscire a sorprendersi sempre, apprezzare la Natura per ciò che ci offre rendendosi conto di quanto siamo piccoli di fronte ad essa, offrendogli omaggio e rispetto. Questi sono i principi in cui credo fermamente e cerco di non dimenticarmene mai.

Jun_010Non è solo “umiltà infinita” quella che hai appena espresso, Jun, ma è qualcosa che va molto al di là! Hai chiarissimo qual è lo stile di vita e quali sono i punti di riferimento che non devi mai perdere di vista per vivere in modo sano e naturale, anche se sei una Grandissima Artista. È, se mi permetti, una bella lezioni di vita che queste parole trasmettono a tutti gli Artisti – se le leggeranno! – che arrivati al successo perdono il senso della realtà e “confondono” la “realtà finzionale” con la “realtà quotidiana”. Ed è proprio a quel punto che per molti di loro – ed io ne conosco tanti! – che sono arrivati al successo, alla notorietà, alla fama, alla “gloria” (come la chiamavano gli Antichi Romani), inizia inesorabile la parabola del decadimento verso il basso, fino a sparire dalle scene dell’Arte!

Chi sono stati i tuoi “Maestri d’Arte”, Jun, come venivano definiti nel Rinascimento Italiano? Coloro che in sostanza ti hanno trasmesso la loro Arte e la loro Professionalità, i loro Strumenti di lavoro, le loro Tecniche artistiche e di recitazione, oltre all’amore per una professione unica ed empatica come quella di Artista e di Attrice in particolare?

Sicuramente il mio primo Mentore è stato il mio primo Maestro di recitazione e di storia del teatro Giuseppe Argirò, grazie al quale mi innamorai ancor di più del mondo del Teatro che mi diede grande fiducia nelle mie capacità.

Un altro personaggio davvero importante, nella mia formazione di attrice, è stato il Grande Maestro Ermanno Olmi con cui ho avuto l’onore di lavorare, nel 2003, nel film “Cantando dietro i paraventi“. Grazie a lui ho imparato a stare sul set, a capire cosa vuole dire avere fiducia nell’altro, insieme all’importanza del lavorare in gruppo ed essere uniti per fare esprimere un’Arte sempre migliore.

Quali percorsi formativi hai frequentato, Jun, per diventare una professionista di altissimo livello quale sei oggi, riconosciuta ed apprezzata da tutti per le tue doti, per le tue qualità, per il tuo talento e per la tua bravura artistica? Quali sono state, insomma, le Scuole d’Arte che hai frequentato e che ti hanno lasciato gli strumenti e l’esperienza per diventare quell’Artista importante che sei oggi?

Ho frequentato l’Accademia di Recitazione a Roma, ed ho studiato per 5 anni ingegneria edile e architettura.

Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di lavorare con grandi Coach come Bernard Hiller, Ivana Chubbuck e Anna Strasberg, che mi hanno aiutata ad apprendere approcci di vita sia nella recitazione, non solo italiana, ma anche estera.

Recentemente sono seguita anche da un maestro di Kung fu della Palestra Otsuka Club di Roma, un uomo di grande esperienza ed intelligenza, nonché Maestro di Energetica, di Psicoterapia e di Esoterismo, quale Roberto Sforza: per me grande fonte di stimolo ed ispirazione.

Il tuo, Jun, è un approccio veramente poliedrico e prismatico di apprendere conoscenza finalizzata ad esprimere Arte, la tua Arte, il tuo modo di manifestarti al pubblico trasmettendo empaticamente quello che il tuo ruolo artistico prevede. Ecco, anche questo elemento, dello studiare da prospettive diverse ma complementari, non solo ed esclusivamente “Recitazione”, è qualcosa che – io credo! – appartenga alla tua cultura di Donna Giapponese – anche se sei italiana a tutti gli effetti – che ha un approccio olistico con la Vita, con la Natura e quindi con l’Arte! Anche questo “modello – chiamiamolo così! – è qualcosa che i nostri artisti dovrebbero apprendere! Non è raro trovare in Italia, soprattutto nel mondo della TV, Artisti tanto famosi quanto ignoranti! Ma sono una minoranza per fortuna, e delle nuove generazioni, che pensano che arrivare al successo sia solo apparire costantemente in pubblico, in qualsiasi forma, dimenticando – forse non l’hanno mai saputo! – che fare Arte Vera è innanzitutto talento, passione, disciplina, studio, sudore, sacrificio, mettersi costantemente in gioco, e potrei continuare! Ma questa, cara Jun, è un’altra storia italiana: confondere la notorietà con l’essere dei veri e grandi artisti! E noi in Italia sì che ne abbiamo avuti e ne abbiamo di veramente Grandi Artisti che tutto il Mondo dell’Arte, nelle sue varie declinazioni, ci invidia e ci ha invidiato!

Ma adesso passiamo ad altro. Il mondo dell’Arte, Jun, della Recitazione, del Cinema, della TV, dello Spettacolo, è molto ambito soprattutto da tutte le ragazze del mondo. Cosa ti senti di consigliare loro alla luce della tua esperienza di Grande Artista? Cosa diresti di questo mondo se volessi metterle in guardia da qualcosa? E da cosa principalmente?

La cosa più importante, Andrea, penso sia studiare molto prima di iniziare a lavorare come attore, come hai detto un po’ tu prima. Credo che in modo particolare il Teatro possa dare una buona formazione per capire questo tipo di Arte. E soprattutto se si ha un sogno, di crederci e di non mollare mai.

Quando da adolescente quattordicenne, Jun, come giovane promessa del mondo della recitazione, hai iniziato il tuo percorso artistico ed eri impegnata nello studio, nella formazione, nell’acquisire e nel fare esperienza, nell’apprendere osservando con “rapacità” i tuoi Maestri, cosa ricordi di quel periodo che oggi ci vuoi raccontare e che ti è rimasto dentro piacevolmente come Donna e come Artista?

La prima volta che entrai nel corso di recitazione al liceo dove incontrai il mio primo maestro di recitazione, Giuseppe Argirò, rimasi molto colpita dal racconto che lui fece su Antigone, tanto da desiderare di voler recitare la parte in futuro. Quel giorno mi ricordo che alla fine della lezione mi chiamò verso la cattedra e improvvisamente mi disse: «Tu hai un volto da cinema. Devi fare cinema.» Quando poi Olmi mi scelse per il suo film e debuttai nel mondo cinematografico, pensai molto a ciò che mi aveva predetto il mio maestro. Provai una grande gratitudine nei suoi confronti per ciò che fino a quel giorno mi aveva insegnato con così tanta passione.

Quello che posso dirti è che sei stata fortunata a trovare un Maestro come Giuseppe Argirò che ha visto da subito il tuo talento e ti ha incoraggiata. E questa credo che per te, Jun, sia stata , seppur giovanissima, una grande forma di presa di coscienza delle tua qualità e del tuo talento. Chiaramente poi sarebbe toccato a te utilizzare al meglio gli strumenti che Madre Natura ti aveva donato! (sorrido!)

Jun_023Sai, Jun, io sono un appassionato di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Praticamente ho letto tutte le sue opere più di una volta. In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, Memorie dal sottosuolo”, pubblicato nel 1864, Dostoevskij parla tra le righe della Teoria dell’Umiliazione. Negli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che sostanzialmente si può sintetizzare in queste parole: «Sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi!»

Tu, Jun, nella tua carriera artistica o nella tua vita privata, quali umiliazioni hai subìto che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno dato la forza di andare avanti per la tua strada e di diventare quella che sei oggi, una Grande Artista, molto amata e molto apprezzata?

Essere giapponese in territorio straniero non è stato sempre facile. Ai tempi del liceo in particolare subii diverse esperienze molto umilianti proprio a causa della mio essere straniera.

Ma per fortuna, grazie a questi eventi, ebbi occasione di fortificarmi e reagire non più con sofferenza, bensì sorridendo e ironizzando.

Sei stata molto brava Jun e ti capisco molto bene! I miei primi cinque anni li ho vissuti in Svizzera, essendo nato lì: i miei genitori lavoravano a Zurigo. Quando decisero di rientrare in Italia per farmi iniziare qui gli studi alle elementari, io parlavo solo l’italiano e non capivo una parola di siciliano: sono due lingue completamente diverse! Per i miei compagni di classe delle elementari ero uno straniero che non li capiva e che parlava una lingua che loro non parlavano mai, neanche a scuola! Ma come hai detta tu, Jun, l’ironia e la determinazione in questi casi sono le uniche armi che possiamo utilizzare per superare queste tipologie di difficoltà! Ma se non sei un bambino sveglio, è finita! (sorrido!) E tu dovevi essere proprio una bambina molto, ma molto sveglia, come diciamo in Italia! (sorride anche Jun!).

Jun, mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero rispetto ad una bellissima frase incisa nel grande Frontale del Teatro Massimo di Palermo, famoso perché costruito da due dei più grandi architetti del XIX secolo, Giovan Battista Filippo Basile e il figlio Ernesto Basile. Il Teatro Massimo di Palermo, probabilmente lo saprai, è il secondo più grande d’Europa per grandezza e capienza di spettatori e possiede una qualità acustica terza in Europa solo dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. La frase incisa sul Frontale è questa: «L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire».

Tu, Jun, leggendo questa frase cosa ti viene in mente riflettendoci un momento?

Penso che come si faceva nell’Antica Grecia, dove a Teatro si passava anche un’intera giornata per avere notizie di economia, di politica, di vita sociale, ecc., il Teatro possa insegnare molto nell’immediato, anche facendo sorridere; e far riflettere sulla propria condizione di uomo mostrando quanto siamo minuscoli nei confronti di Madre Natura.

Jun, tu sei italiana ma anche giapponese. Hai una cultura occidentale ed una cultura orientale insieme. Di fatto posso definirti una vera cittadina del mondo essendo anche poliglotta. Gli “analfabeti del XXI Secolo”, come ci dicono e ci dimostrano moltissime ricerche sociologiche di diverse università di tutto il mondo, sono quelle persone portatori di “analfabetismo informatico e tecnologico” e di “analfabetismo idiomatico”. Il primo è chiaramente quello relativo alla scarsissima capacità di usare il computer con tutte le sue applicazioni e programmi; il secondo riguarda la conoscenza di una sola lingua, l’italiano nel nostro caso, in un mondo che sta sempre più diventando poliglotta. Da questo punto di vista tu di fatto sei una Donna molto colta nell’accezione moderna del XXI Secolo. Detto questo, secondo te, Jun, quali sono le differenze reali, più evidenti, che tu percepisci, tra l’Arte Orientale-Nipponica, e l’Arte Occidentale-Europea?

Credo che la più grande differenza tra l’arte orientale giapponese e l’arte occidentale europea sia il fatto che mentre nell’arte occidentale il protagonista dell’opera è sempre in evidenza, come l’inchiostro nero disegna i contorni della figura in primo piano su un foglio bianco, nell’arte orientale, il vero protagonista non è la persona in sé, ma ciò che lega le persone, ovvero un qualcosa che non è visibile ad occhio nudo e non è palpabile, come il silenzio o la tensione che lega due personaggi su un palco a Teatro, come se fosse in un dipinto calligrafico, ma non dove c’è l’inchiostro nero bensì dove c’è lo spazio bianco.

Caspita, Jun, questo è un approccio destrutturante del nostro modo-occidentale-europeo di concepire l’Arte! È vero quello che dici, ed in parte lo condivido, ma la nostra cultura ci ha insegnato ed abituato a guardare “il pieno”, mai il “vuoto”; che detto in altre parole, e volendo fare un esempio che può benissimo essere anche una metafora, è come se in una scena del crimine l’investigatore guardi solo quello che c’è, e non si preoccupi affatto di cercare quello che manca, che non c’è: Ed è un gravissimo errore criminologico e criminalistico questo, per chi fa l’investigatore! Credo che un po’ la metafora regga – non so se sei d’accordo! – nel senso che è così anche nell’Arte! Imparare a guardare ed a sentire quello che non si vede e quello che non si sente…ad un primo impatto empatico!

Jun, ha mai avuto la tentazione durante la tua carriera di mollare tutto e dedicarti ad un’altra attività, ad un altro tuo talento? Se sì, perché?

Diverse volte ne ho avuto la tentazione, soprattutto nei momenti di crisi, che fossero economiche o personali. A volte ho avuto il terrore di non essere fatta per questo lavoro, specialmente quando venivo rifiutata in un ruolo, in particolare a causa del fatto che sono orientale, e non per le mie capacità.

Ma per fortuna hai retto, Jun, la tua “resilienza”, come si chiama tecnicamente in psicologia, è molto buona e ti ha permesso di superare questi ostacoli, ed oggi puoi andarne fiera perché sei riconosciuta da tutti come una vera Grande Artista!

Quali sono i Registi più importanti che hai incontrato nella tua carriera e che ti hanno insegnato qualcosa di importante che ancora oggi di porti dentro e non puoi farne a meno?

Il primo, Andrea, è sicuramente Ermanno Olmi che mi ha insegnato quanto sia importante lavorare in troupe, dove ognuno ha il proprio ruolo, ma allo stesso tempo si fa parte di un gruppo unico che porta avanti un progetto comune.

Un altro regista importante con cui ho lavorato a Teatro è stato Paolo Rossi, il quale mi fece notare quanto non fosse importante focalizzarsi sulla propria battuta, piuttosto che dedicare lo spettacolo a una persona in particolare; il vero protagonista di uno spettacolo non sei tu in quanto attore, bensì è la parola, che una dopo l’altra porta un messaggio indelebile fino alla fine dello spettacolo che deve arrivare dritto al cuore dello spettatore.

Jun_054Sono due insegnamenti molto importanti, Jun. E penso che questi due fondamentali insegnamenti valgano per tutti i mestieri del mondo! Oggigiorno non puoi fare nulla da solo e, insieme, non puoi fare nulla se non sai usare bene e nel modo appropriato le parole per comunicare, per trasmettere il tuo messaggio e il tuo meta-messaggio! Il lavoro di équipe e la parola, in effetti, sono al centro di tutti i mestieri del XXI Secolo! Credo che questo lo possiamo dire Jun (sorridiamo!).

Jun, avrai certamente dei modelli di Artiste e di Attrici, o anche di Attori, che ami e che ammiri. Vuoi dirci chi sono e perché proprio loro?

Meryl Streep per il suo talento sempre straordinario e per la sua grande capacità di essere riuscita, finora, a proteggere la sua privacy dai media.

Se non dovessi fare più questo lavoro, cosa faresti nella tua vita professionale? Cosa ti piacerebbe fare?

Ho sempre pensato che il Teatro fosse nato non solo come Arte di intrattenimento e di conoscenza, ma anche e soprattutto come una forma di terapia. Da anni mi sto impegnando anche nello Shiatsu (nel mio caso la mia scuola appartiene al Tao Shiatsu del maestro Ryokyu Endo), arte giapponese derivata dalla medicina cinese che attraverso la digito pressione può curare un certo tipo di malattie e sintomi dello stress. Con il gruppo dello Shiatsu ci stiamo impegnando anche nel volontariato cercando di portare un messaggio di pace in giro per il mondo attraverso l’Earth Caravan, per un mondo che eviti guerre e l’uso del nucleare, per andare oltre a ogni differenza di razza o religione, espedienti di cui spesso la politica fa uso per controllare e dividere l’uomo a suo interesse, causando guerre e morti ingiustificate.

Se non dovessi fare più questo mestiere credo che continuerei con questo tipo di vita fatta di volontariato e studio di Medicina Sino-Giapponese. Sono appena stata con il gruppo di Shiatsu insieme al mio Maestro in Palestina dove la situazione è davvero drammatica. Laggiù ho potuto constatare quanto in Europa possiamo davvero ritenerci fortunati nel vivere come viviamo rispetto ad altri Paesi. Poter aiutare le persone bisognose attraverso un sorriso o un trattamento di Shiatsu che possa farli stare meglio non ha davvero eguali. Penso proprio che cercherei di continuare ad aiutare in primis le persone che amo e che mi sono a fianco, per poi fare da ponte tra diverse culture per portare messaggi di Speranza che associazioni di volontariato come l’Earth Caravan portano avanti e che possano pian piano cambiare e fortificare la mente e lo spirito dell’uomo, per un mondo più pacifico e più rispettoso nei confronti dell’altro, del proprio simile.

Una bella sfida quella che hai prospettato per il tuo futuro! Molto ambiziosa, ma molto nobile e utile in un mondo fatto di uomini che non riescono a fare a meno delle guerre! Ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per questa grande prospettiva professionale ma al contempo di aiuto vero e concreto alle persone che da sole non ce la fanno, soprattutto in certi Paesi, come hai ben ricordato.

Jun, quando hai deciso di dedicarti a questa professione per la vita, e ne hai parlato ai tuoi genitori cosa ti hanno detto? Che età avevi? Sono stati tuoi alleati oppure, come spesso è capitato a tantissime altre artiste, hanno cercato di scoraggiarti per orientarti verso un’altra professione, al di là del fatto che entrambi i tuoi genitori sono Grandi Artisti?

Inizialmente i miei genitori non sembravano molto felici per la mia scelta, forse perché la vita di Artista non è sempre semplice. Tuttavia mi ricordo che quando feci il film di Olmi da protagonista e ci fu l’anteprima all’Auditorium di Roma, vidi mio padre per la prima volta nella mia vita piangere, e mi abbracciò dicendomi quanto fosse felice per la scelta che avevo fatto.

Da quel momento i miei genitori mi sostengono sempre per ogni cosa che faccio.

È una grandissima forza per un’Artista avere i propri genitori alleati, Jun, credo che questo tu lo sappia bene. Purtroppo per molti Artisti non sempre è così, e le loro difficoltà vengono decuplicate e spesso, anche per questo, non ce la fanno da sole! Sono contento che i tuoi abbiano capito il tuo talento e la tua anima di Artista Vera.

Il tuo mondo, Jun, il mondo dell’arte in generale, è un mondo pieno di compromessi e di serpenti travestiti da agnellini. Spesso per fare carriera più velocemente molti artisti, molte attrici, molte cantanti, accettano compromessi che li portano al successo in tempi più rapidi, ma poi rischiano di prendere strade senza un ritorno felice e sperato qual era quello sognato. Tu, Jun, che indubbiamente sei una Donna di insuperabile bellezza, come hai gestito i compromessi che ti sono stati sottoposti, dando per scontato che tutto questo è una sorta di “must” che diversi servizi di giornalismo d’inchiesta italiani, e non solo, hanno spesso svelato ai non addetti ai lavori e alla gente comune?

Se avessi accettato i compromessi che tu, Andrea, hai citato nella tua domanda, forse la mia strada sarebbe stata molto più semplice. Ma penso che mantenere la propria dignità sia comunque indispensabile per fare qualsiasi tipo di mestiere, e mi piace credere che anche senza compromessi si possa arrivare in alto grazie alle persone a cui credo e alle persone che credono in me.

Sagge parole Jun. Non aggiungo altro, perché so che non è affatto facile questo aspetto della vita Artistica per tutti coloro che si avvicinano all’Arte. E tu, come al solito Jun, sei stata una vera Grande!

Jun, quali sono i lavori che ami ricordare ai nostri lettori, che hai fatto negli ultimi due/tre anni, che hanno riscosso un successo di pubblico e di critica importante? E quali sono i motivi per i quali sei legata professionalmente e affettivamente in modo particolare a questi lavori?

Negli ultimi anni il lavoro che mi piace ricordare sicuramente è “R.I.S” per il bellissimo gruppo di lavoro che si è creato, per il tipo di personaggio che mi hanno affidato. È stata la prima volta nella storia delle serie italiane che uno dei protagonisti fosse orientale e se penso che il provino lo feci in mezzo ad attrici italiane in quanto all’inizio il personaggio era italiano, mi ritengo ancor più fortunata per essere stata scelta. Mi ricordo che il produttore, Pietro Valsecchi, mi chiamò di persona al cellulare per farmi i complimenti per il provino vinto, dicendomi che ero stata assolutamente la più brava. Per me fu una delle soddisfazioni più grandi, dato che mi avevano sempre detto che senza compromessi non sarei mai riuscita a far parte di protagonisti in una serie. Invece questa fu la riprova che a volte il talento può essere riconosciuto, al di là della razza o della mentalità a quale puoi appartenere.

Anche con i colleghi mi sono trovata particolarmente bene e passare ogni giorno con loro è stato molto stimolante.

Ricordo che quando si decise che il mio personaggio doveva morire, sia il regista che gli attori boicottarono la scelta, infatti, nonostante nell’ultima serie non dovevo essere proprio presente, alla fine tra la morte e i flashback, sono stata presente fino all’ultimo episodio. Se è accaduto tutto questo è solo grazie alla produzione, alla regia e agli attori che hanno creduto in me, e di tutto questo sono loro profondamente grata.

Jun_046Bellissima storia questa Jun. Congratulazioni! Ma penso che alcune produzioni italiane, come quelle di Valsecchi, guardino prima di ogni altra cosa alla qualità, alla qualità dell’artista, al talento e alla professionalità! Non è un caso che Valsecchi sia diventato il più importante produttore italiano: la qualità paga sempre! Se ne stanno accorgendo, a poco a poco, anche coloro che detengono il potere e sono persone intelligenti e guardano in prospettiva futura ed internazionale!

A cosa stai lavorando adesso? Vuoi dirci qualcosa in anteprima? Dove potranno vederti i nostri lettori, i tuoi fan e i tuoi follower nei prossimi mesi e a quali Opere stai lavorando e collaborando?

Prossimamente, Andrea, mi potrete vedere dal 2 al 7 settembre al teatro India di Roma per uno spettacolo con la regia di Giulio Stasi, “Accidentes Gloriosos“; dai primi di ottobre su RAI 1 nella fiction “L’Allieva“, ispirato all’omonimo romanzo di Alessia Gazzola, con Alessandra Mastronardi, con la regia di Luca Ribuoli, dove faccio la parte di Yukino, la coinquilina della protagonista, una ragazza giapponese molto bizzarra che porterà scompiglio in casa.

Di recente ho lavorato in un videoclip musicale del nuovo album di PivioIt’s fine anyway“, e nell’ultimo Film di Lamberto Bava, “The Twins“, con un bel cast internazionale.

Jun, una persona artisticamente importante come te, piena di impegni e di lavoro, conosciutissima in tutto il mondo artistico del quale sei parte integrante, essendone diventata una vera Big Star, come fa a gestire la sua vita relazionale-affettiva? Molti artisti, soprattutto quelli hollywoodiani, amano dire «To become a great actor you have to choose: either work or love» (per diventare una grandissima attrice devi scegliere: o il lavoro o l’amore). Pensi che i grandi attori americani, vincitori di Oscar e di Golden Globe, che hanno fatto questa scelta di vita, abbiano torto o ragione? Qual è il tuo pensiero in merito?

Non credo di essere ancora una Big Star, Andrea, ma ti sono grata per il pensiero.

Penso che si possa conciliare il lavoro con l’amore. Anzi, penso che più hai successo nella vita privata, più potresti avere successo nel lavoro. Il benessere e la felicità sono elementi che possono solo essere d’aiuto in un lavoro psicologico come quello dell’attore, dove si mette in gioco sé stessi in tutto e per tutto.

Jun, raccontaci una cosa buffa che ti ha messo in imbarazzo durante uno dei tuoi tanti lavori e che oggi ricordi con il sorriso sulle labbra. Cosa ti è capitato che vuoi raccontare ai nostri lettori tanto da farli sorridere?

I primi giorni di riprese di “R.I.S.” mi ricordo che mi diedero una scena di primo mattino in cui avevo un lungo monologo in cui parlavo di entomologia. Non ero proprio “amica” degli insetti in quel periodo. La scena consisteva nel raccontare con il sorriso la mia passione per gli insetti maneggiando una piccola larva in mano davanti a un pollo decomposto in frigo.

Ricordo come il mio collega, Ugo Dighero, non era proprio affascinato da quella vista ed io, che avevo appena fatto colazione, ebbi un vuoto di memoria. Non riuscivo più a parlare in mezzo a quell’odore di marcio e davanti a quel brulicare di larve sul pollo. Mi veniva da vomitare.

Mi sono sentita davvero in imbarazzo soprattutto perché stavo facendo perdere tempo a tutta la troupe e ai miei colleghi. Ugo mi diede una pacca sulla spalla rincuorandomi. Sono uscita dal set per riprendermi e ricominciai la scena scusandomi all’infinito.

Da quel giorno decisi di fare amicizia con gli insetti studiandoli in modo approfondito. (Jun sorride!)

Se non puoi sconfiggere un nemico, fattelo amico: In fondo è la strategia che stati utilizzando! Ottima mossa e ottima stratega! (sorrido!).

Jun, facciamo finta che un pomeriggio, mentre stai passeggiando in un parco pubblico a Roma, ad un certo punto due bambine di dieci anni ti riconoscono, ti fermano e ti chiedono: «Ciao Jun, ci spieghi cos’è l’Arte?». Cosa diresti loro con parole semplici per far capire il tuo mondo e la magia dell’Arte?

L’arte è come un quadro. Da lontano ne vedi le forme di ciò che vuole rappresentare, i contorni, i colori, insomma la suggestione. Più ti avvicini e più ti accorgi della sua complessità, di quante ore il pittore avrà passato davanti alla tela.

Così è l’arte della recitazione, della danza, della scultura o della musica.

Da lontano sembra tutto vero come le parole recitate da un attore, leggiadro come il volteggiare di un ballerino, semplice come quando vedi una scultura di marmo levigato e sinuoso nelle forme. Poi quando lo studi in profondità ti rendi conto di quanto esercizio e pratica servano per raggiungere la perfezione. Forse perché la perfezione non esiste, in quanto ognuno è speciale e l’arte di ognuno sarà unica e inconfondibile.

Adesso, Jun, per finire la nostra bellissima conversazione, voglio farTi una domanda che io amo molto, perché ci riporta d’emblée nel passato, a quando eravamo bambini spensierati e felici, pieni di bei sogni da realizzare: «Qual è il Tuo sogno nel cassetto che fin da bambina ti porti dentro e che oggi ti piacerebbe più di ogni altra cosa realizzare?»

Il mio sogno nel cassetto potrebbe essere banale ma è poter avere una famiglia e poter viaggiare il mondo con loro lavorando. Scoprire con loro e attraverso loro il mondo e la varietà della natura e dell’uomo. Ri-Imparare, attraverso loro, il loro magico mondo, un mondo che da grandi ci scordiamo che esiste, un mondo dove i problemi non ci sono perché le soluzioni sono sempre a portata di mano, dove si è felici e spensierati, dove si gioisce sempre e comunque, soprattutto grazie alle piccole cose.

Molto poetico il tuo “sogno”, Jun! Bellissimo.

Grazie per aver dedicato il tuo preziosissimo tempo al nostro Magazine, e grazie per essere stata con noi. Io e tutta la Redazione del nostro Magazine ti diciamo semplicemente “break a leg”, come dicono gli artisti hollywoodiani, con l’augurio che col tuo talento e con la tua grande professionalità, un giorno possa arrivare a lavorare per il Cinema hollywoodiano, se tu, Jun, dovessi avere questa aspirazione.

Da parte mia, Jun, conversare con te è stata un’esperienza straordinaria ed unica, e spero di riaverti di nuovo tra noi tra un anno magari! (sorrido!), per un’altra bellissima conversazione nella quale ci racconterai dei tuoi nuovi importanti successi. Grazie ancora e a presto Jun!

Ringrazio te Andrea, e “Il profumo della dolce vita” per avermi dedicato quest’intervista. Ringrazio il mio Ufficio Stampa Matteo Cassanelli e i miei amici fotografi, e non per ultimi, voi lettori che con pazienza avete letto i miei racconti.

N.B. – Le foto di Jun Ichikawa inserite nel testo dell’intervista sono di Chris Milo (credito obbligatorio!).

Per i nostri lettori che volessero conoscere più da vicino Jun Ichikawa, ecco alcuni link che potrete facilmente visitare:

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Jun Ichikawa – Intervista Esclusiva de “ilprofumodelladolcevita.com”:

https://www.ilprofumodelladolcevita.com/jun-ichikawa-bellissima-donna-giapponese-attrice-ballerina-doppiatrice-figlia-darte-ci-racconta-la-sua-arte-intervista-esclusiva/ ;

Jun Ichikawa – Official Web-Site:

http://www.junichikawa.com/ ;

Jun Ichikawa – Official Facebook Page:

https://www.facebook.com/junichikawaactress/ ;

Jun Ichikawa – Personal Facebook Page 1:

https://www.facebook.com/junichikawa82 ;

Jun Ichikawa – Personal Facebook Page 2:

https://www.facebook.com/jun.ichikawadue ;

Jun Ichikawa – Official Channel Youtube:

https://www.youtube.com/user/JunIchikawaActress ;

Jun Ichikawa – Official Wikipedia Page:

https://it.wikipedia.org/wiki/Jun_Ichikawa ;

Jun Ichikawa – Le Look – Intervista Jun Ichikawa:

https://www.youtube.com/watch?v=RKL7KC9ZT34 ;

Jun Ichikawa – slide-show photos by Andrea Giostra :

https://youtu.be/h2L8jDwmto8 ;

N.B. – Le foto dello slide-show photos di JUN ICHIKAWA, sono dei fotografi:

Francesca Maiolino ; in Cassandra in “Cassandra and the King” directed by Giuseppe Argirò ; Federica Scarpioni ; Gabriele Paoli ; Gianni Brucculeri ; Roberto Chiovitti ; Lucia Ferrario ; Giorgio Amendola ; Cassandra in “Le Troiane” directed by Piero Maccarinelli .

I lettori che volessero conoscere l’autore della Presentazione, Andrea Giostra, possono consultare la sua “Official Facebook Page” e la sua “Personal Facebook Page”:

https://www.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ ;

https://www.facebook.com/andrea.giostra.31 .

Jun_089

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