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“La commedia all’italiana – Il cinema comico in Italia dal 1945 al 1975”, un libro di Masolino D’Amico presentato al Circolo Canottieri Roma

Masolino D’Amico  è un critico teatraletraduttore e accademico italiano oltre che saggistastorico teatraledialoghistasceneggiatore, pubblicista e scrittore che si è cimentato, con la sua ultima fatica letteraria a descrivere un’epoca ormai trascorsa ma le cui atmosfere, le musiche, i volti sono ancora vivi nella mente di ognuno di noi.

Il suo libro, una riedizione di quello da lui stesso realizzato negli anni ’80, è stato presentato, con successo di pubblico, di intenditori, di addetti ai lavori e di aficionados, al Circolo Canottieri Roma.

Alla presenza di un oltremodo simpatico Enrico Vanzina, autore di diverse pellicole dell’epoca interessata che ha raccontato diversi divertenti aneddoti su di Andy Warhol ad Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Gigi Proietti, del Presidente del Circolo Paolo Vitale, del Consigliere per le Manifestazioni Edmondo Mingione e dell’amministratore Delegato della Titanus Massimo Veneziano ( che ha fornito ed esposto diverse locandine originali di films dell’epoca ), all’interno della contemporanea proiezione di filmati montati appositamente, un emozionato ma brillante Masolino D’Amico ha esposto i motivi della sua fatica raccontando come, quando insegnava a New York, propose ai suoi studenti diverse celebri commedie italiane dell’epoca e come si accorse che sull’argomento da lui trattato non vi  erano all’epoca pubblicazioni, convincendosi così ad iniziare un’opera per intervenire efficacemente sull’argomento.

La sua interessante esposizione si è snodata a partire dagli anni ’45 estendendosi al 1975, quando – per esempio e grazie alla televisione – le ballerine iniziavano a “ scoprirsi “ e dai teleschermi emergevano le prime parolacce, superando in tal modo il buio periodo della censura.

Tra gli ospiti Giovanna Ralli, Eleonora Vallone, Livia Azzariti, Silvia D’Amico, Gloria De Antoni, della giornalista Cristina Battocletti e di Roberto Capucci, quest’ultimo in rappresentanza della commedia all’italiana di oggi, a simboleggiare non solo un “passaggio del testimone”, ma anche come segno di ammirazione e ringraziamento da rivolgere ai grandi maestri.